[Esclusiva] C4 Chiaccere con… Jacopo Vanni

Black Rock ha mosso i primi passi, speroni ai piedi, sulla piattaforma Wilder, sito basato sulla fruizione di web comic gratuiti, la frontiera per la diffusione di contenuti sempre maggiori in fatto di fumetti. Essendo un ambiente ancora in fase di sviluppo, ampliamento e miglioramento, è sempre interessante approfondire le sue meccaniche e chi meglio degli artisti che ne fanno uso per parlarcene? Oggi ospitiamo qui su C4 Comic il signor Jacopo Vanni, classe 1990 e disegnatore già attivo per vari collettivi editoriali e ora impegnato proprio su Black Rock. Lasciamo a lui l’onere di dirci di più.

C4 Comic: Ciao Jacopo, benvenuto sul nostro sito. Siccome qui a C4 Comic ci interessa molto parlare di giovani artisti esordienti, che ne diresti di farci una piccola introduzione di te stesso? Cosa significa per te essere un esordiente? Ma soprattutto, sei giovane?
Jacopo Vanni: Ciao Nimai Mi fa piacere ritrovarmi su C4 Comic. Questa volta da intervistato, invece che vignettista della rubrica di Three4Comic. Non c’è molto da dire sul mio conto, ho fatto l’artistico, ho frequentato l’Accademia di belle Arti a Carrara, ma senza raggiungere la laurea. Finto di freqentare il corso privato con Michele Bertilorenzi, ho iniziato a disegnare per i ragazzi della Damage Comix, sul primo numero de The day of the powermarshall di Francesco Zappardino, poi qualche concorso qua e là, sono finito sul sesto volume di Madadh della Crazy camper, e un anno dopo ho realizzato con Matteo Parisi Rancore, uscito online (gratuitamente) per i ragazzi del collettivo DPS comics. Poco dopo mi sono messo in contatto con Dario Sicchio, con il quale attualmente collaboro su Wilder, insieme a Francesco Segala e Maria Letizia Mirabella. Non so se questo può bastare come concetto di esordiente, sono partito dal 2010/11 circa ad approcciarmi al mondo del fumetto come disegnatore e poi è successo un po di tutto, tra porte in faccia e soddisfazioni. Che poi esordiente è ancora una parola grossa, sono agli inizi inizi.
E ho 26 anni, giovane per alcune cose e vecchio per altre, per il mondo del fumetto non lo so, non è uno sport, quindi se a 18 anni non ho avuto l’exploit non vuol dire che devo appendere la matita al chiodo, o che posso solo concedermelo come hobby.

C4C: Parlaci dei tuoi progetti, ma soprattutto, parlaci di Black Rock, funetto uscito da poco su Wilder di cui sei disegnatore.
J.V.: Black Rock è un bel fumetto, ok che sono di parte, ma sinceramente da lettore sono molto esaltato dalla storia. Ho letto la sinossi iniziale del progetto e ho accettato immediatamente. Poi la storia è stata allargata e Dario Sicchio ha creato una nuova trama veramente inaspettata. Non posso dire molto di più, spero che ci seguirete, il primo numero ha gettato molte domande nel secondo ne vedrete delle belle.
In generale spero che seguiate il progetto Wilder, tutte e 4 le storie finora uscite sono molto valide, e chissà che non ne arrivino di nuove.

C4C: Com’è lavorare con una realtà editoriale basata sul web e la fruizione gratuita di contenuti?
J.V.: Ho avuto l’occasione di pubblicare su una piccola realtà cartacea, è il solo metro di paragone che ho, e dal mio punto di vista è molto più difficile, l’impatto con il pubblico è minore. Pagare una cifra, anche se bassa, per avere la versione cartacea di una copia di “nessuno” può creare delle difficoltà. La possibilità di poter leggere un albo gratuitamente online, è diretto e a portata di tutti.

Questo è sempre secondo una visione soggettiva, basata sui pochi passi che ho mosso nel campo. Per ora di tutte le esperienze che ho avuto questa si sta rivelando la migliore.

C4C: Si, si, lo sappiamo. Il web è il futuro, tutti possono trovare visibilità, c’è da mangiare per molti artisti ecc. Ma la sostanza, la vera ciccia del web, in cosa consiste secondo te?
J.V.: Non sono molto documentato al riguardo, l’idea che mi sono fatto è che il web stia planando, ma non può ancora reggere il confronto con il cartaceo. Credo che per adesso, da quello che ho potuto notare, il web sia una vetrina, un mezzo per farsi vedere e poter raggiungere una pubblicazione cartacea sotto una casa editrice.

C4C: Come vedi il mondo del fumetto per chi sogna o sta iniziando ad entrarci?
J.V.: Questo mestiere è uno degli ultimi baluardi della meritocrazia. Serve applicarsi e non servono le pedate.

C4C: Da disegnatore, come ti rapporti con lo sceneggiatore e il resto dello staff che da vita al vostro lavoro?

J.V.: In passato ho legato di più con gli sceneggiatori, rispetto al resto del team con cui avevo a che fare. Con molti di loro continuo a sentirmi. In Black Rock ho stretto un buon rapporto con ogni elemento del gruppo, e sento di far parte di una squadra.

C4C: Ci sono stili di disegno che preferisci e altri che ti mettono in difficoltà?
J.V.: Direi di no. Nel senso che non c è uno stile che mi viene richiesto per potermi adattare meglio a una storia, piuttosto che un altro. Lo stile è sempre il mio, e cerco di migliorarmi tavola dopo tavola.

C4C: Quali sono i tuoi prossimi progetti? Parlaci anche di quelli top secret.
J.V.: Al momento non ho prossimi progetti. Ho solo Black Rock, più di una cosa alla volta non riesco a farla. Sto cercando di usare la maggior parte delle mie energie su questo progetto per poterlo svolgere al meglio, sebbene gli imprevisti ci abbiano messo del loro!

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C4C: Domanda di rito: qual è la tua Kryptonite?
J.V.: Macchine, città, prospettiva, anatomia, cavalli, cani, gatti, topi… Devo continuare? Quando imparerò a disegnare ne riparliamo.

C4C: Ciao Jacopo, in bocca a lupo per il futuro e non smettere mai di sogn… Disegnare!
J.V.: Ciao Nimai grazie per l’intervista, un saluto ai ragazzi di C4 Comics e ai lettori. Crepi il lupo, vi aspetto su Wilder!

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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