Topolino Weekly #3196

Nel numero 3196, uscito il 22 Febbraio 2017 nelle edicole di tutta Italia, troviamo tre storie di media lunghezza e tre brevi, corredate dagli editoriali tradizionali e gli immancabili topogiochi.
Silvia Ziche apre come d’abitudine il giornale con una simpatica gag con protagonisti Paperone e Brigitta in versione chibi. Abbiamo poi l’apertura editoriale di Valentina de Poli, che anticipa con un aneddoto l’arrivo di Topo Maltese nel numero successivo. Indice, posta e si comincia con le storie.

PAPERINO E GLI AMAZING FILES: RITORNO A QUACKTOWN

di Bruno Enna e Nicola Tosolini, quarto ed ultimo episodio

La saga volge al termine e si chiude in bellezza, evitando cliché o soluzioni narrative scontate. Enna riesce quindi a dare piena soddisfazione ai fan della fortunata saga di PP8 e ad incuriosire i neofiti. L’intera saga, raccontata in quattro episodi in un climax crescente, è narrata attraverso uno stile seriale che si avvicina più al linguaggio da serie tv che a quello del fumetto ma crea un ibrido funzionale e funzionante. Tosolini mantiene un equilibrio visivo per tutta la durata della saga creando mostri ed umanoidi senza che questi stonino con la struttura estetica dei personaggi; indimenticabili le sezioni retrò dei giornali, un capolavoro della grafica. Quindi saga promossa e pieni voti, sperando che possa, in un futuro, continuare e che i personaggi possano tornare in altre storie. Insomma, possibile che Paperino esca solo con i cugini?

ZIO PAPERONE E LA DISSIPAZIONE CELLULARE

di Alessandro Sisti e Marco Mazzarello

Zio Paperone ha dei problemi con il suo primitivo telefono cellulare a conchiglia ed è costretto ad aggiornarsi al tanto disdegnato smartphone. Tutto sembra filare liscio eppure il fiuto per l’oro di Paperone sembra non essere d’accordo…
Alessandro Sisti mette in atto una storia davvero sorprendente, in senso stretto. Davvero non mi aspettavo tale risvolto narrativo, un’ottima gestione dei tempi e un ritmo cadenzato portano il lettore a cercare la soluzione al mistero affannosamente. Una lettura soddisfacente. Per una volta mi complimento con i coloristi che hanno dato dei nuovi vestiti ai paperopolesi che, ormai, vestono gli stessi abiti da anni.

IL MIO MIGLIORE AMICO: INSEPARABILI

di Silvia Gianatti e Nico Picone

Torna la coppia Gianatti-Picone alle prese con scorci di vita quotidiana. Non manca, come solito, una retorica sovrabbondante tipica di queste storie, chiaramente indirizzate ad un pubblico pre-adolescente, ma questa volta condita da un’interessantissimo livello di lettura aggiuntivo. È infatti stimolante il contrasto testo-immagine operato dagli autori in cui Battista e la Numero Uno si contendono a livello grafico la presenza nelle vignette, come a testimoniare la propria importanza narrativa analogamente a quella di carattere visivo. Perfetto esempio di come ci si può divertire a giocare con il linguaggio del fumetto senza uscire dai paletti del target. Ottimo lavoro.

COMUNICAZIONI PAPERE: MISSIVE PREISTORICHE

di Giorgio Figus e Alberto Lavoradori

Tornano le Comunicazioni Papere, questa volta con l’eccelso Lavoradori alle matite. Un cambio netto eh? Come al solito la storia si basa su incomprensioni ed esagerazioni da gag slapstick che, messe in atto da Figus, non dispiacciono di certo. Disegni fenomenali, la resa visiva è di qualità e l’ambiente primitivo si accosta perfettamente al tratto di Lavoradori. Piacevole.

MANETTA IN: APPOSTAMENTO AL BUIO

di Giorgio Fontana e Gigi Piras

Manetta viene mandato da Rock Sassi al porto per un appostamento… La breve storia, strutturata su un classico come quella volta che… a cui siamo abituati da show come I Griffin. Sempre funzionale, facile e ad effetto. Fosse solo questo il contenuto della storia la boccerei per la direttissima, invece Piras ci regala tavole di grande qualità, curate e ricche di quell’atmosfera noir che solo Manetta può evocare. Però questo sigaro

PIPPO E IL LONTANO CUGINO TROPPO VICINO

di Giulio D’Antona e Roberto Vian

Pippo viene sorpreso dall’arrivo dell’ennesimo cugino, strambo e lunatico come al solito. Quando le cene tra amici diventano luogo di furti, Topolino comincia a farsi qualche domanda…
Premettendo che non vorrei MAI avere come amico Topolino – insomma questo va dai miei parenti e li accusa di furto? Il vecchio slang Topolino è mio amico può benissimo bruciare tra le liste di persone con le quali non vorrei aver a che fare – la storia è avvincente. Questo strano cugino, dallo sguardo alla Pippwolf, porta aria fresca nella vita dello strampalato Pippo alle prese con il dubbio familiare. D’Antona narra in maniera pulita la storia, senza fronzoli o sovrabbondanza. Piacevole.

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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