Topolino Weekly #3197

Nel numero 3197, uscito l’1 marzo 2017 nelle edicole di tutta Italia, troviamo quattro storie di media lunghezza e una brevi, corredate dagli editoriali tradizionali e gli immancabili topogiochi.
Silvia Ziche apre come d’abitudine il giornale con una simpatica gag con un – poco – romantico Paperino. Abbiamo poi l’apertura editoriale di Valentina De Poli, che ringrazia entusiasta lo staff di Topolino per essere riusciti a portare la parodia dell’opera di Pratt sulla rivista. Indice, posta e si comincia con le storie.

TOPO MALTESE – UNA BALLATA DEL TOPO SALATO

di Bruno Enna e Giorgio Cavazzano, prima parte

Tavola di apertura di Una ballata del mare salato, 1967

Siamo nel 1967 e uno Hugo Pratt esperto, ormai in viaggio per il mondo da vent’anni, dà alla luce sulla rivista Sgt. Kirk il suo personaggio più famoso: Corto Maltese.
Una ballata di mare salato, questo il titolo della prima storia, rimarrà nella storia del fumetto mondiale per sempre, omaggiata e d’ispirazione per migliaia di fumettisti in tutto il mondo. Stesso accade, per loro ammissione, agli autori di questa fortunata parodia sulle pagine di Topolino.

Tavola di apertura di “Una ballata del topo salato”, 2017

Bruno Enna ormai non sgarra di una virgola, narrando in maniera impeccabile le avventure dell’oceano pacifico, e delinea ogni personaggio con precisione chirurgica, ognuno più imprevedibile del precedente. Il lavoro di Giorgio Cavazzano è teatro. L’autore conferisce ai personaggi precisi movimenti, espressioni e cadenze che li contraddistinguono nelle tavole. Regia perfetta e non ho altro da dire, complimenti.

Di certo non ci troviamo davanti all’esperienza di lettura che potreste vivere leggendo l’originale di Pratt, i due autori sono costretti a stravolgere il clima generale, decisamente troppo teso e crudo per il pubblico di Topolino. Questo dimostra ancora una volta che sì le storie sono infinite ma lo sono anche i modi per raccontarle. Topo Maltese ci piace così com’è ed il confronto con l’opera originale è certamente legittimo, purché brillante.

DINAMITE BAN GOGH E LE MELANZANE PITTORICHE

di Roberto Gagnagor e Stefano Zanchi

Tornano le storie dell’arte di Topolino, questa volta con la strana vicenda di un Van Gogh burbero. Non nego che queste storie riescono sempre a lasciarmi l’amaro in bocca: amo l’arte maggiore e amo la storia di quest’ultima, in particolare la vita degli artisti. Vedermeli così decontestualizzati e alienati dalla vera poetica visiva che ha guidato per anni il pennello, mi disturba alquanto, devo ammetterlo. Mi chiedo lo scopo di usare questi personaggi per raccontare storie non loro quando il filone dovrebbe raccontare gli artisti. Chiamatemi anche fissato ma questa cosa proprio non la digerisco. Nulla toglie che sappia godermi una storia ben narrata e, soprattutto, ben disegnata e colorata. Gagnagor narra con finezza senza eccedere nei burberismi concessi dal personaggio cui ruota intorno la storia, Zanchi e lo Studio Arancia mettono su carta un’opera visiva moderna per gli standard di Topolino: le vignette sembrano effettivamente fotografate con cognizione di causa, tenendo conto di apertura focale e tempo di otturazione, dando vita a colori vivi e ad una regia cromatica fuori dal comune. Ottimo lavoro!

PAPERINO E L’INVASORE PIUMATO

di Valentina Camerini e Nico Picone

Vorrei davvero poter dire qualcosa ma non capisco cosa succeda in questa storia. Al posto del FINE nell’ultima vignetta, mi sarei aspettato un sonoro QUINDI?. Belli i disegni di Picone e… boh.

DARKENBLOT 2.1

di Casty e Lorenzo Pastrovicchio

Avremo modo di parlarne in separata sede. Chessò, con articoli di approfondimento, minuzioso, dettagliato e… insomma ne parleremo presto!

Quindi, comprare questo numero 3197? Avete Cavazzano che racconta Pratt, il prologo di Darkenblot 3… c’è anche da chiederlo? Correte in edicola!

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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