Topolino Weekly #3199

Nel numero 3199, uscito il 15 marzo 2017 nelle edicole di tutta Italia, troviamo una storia lunga, tre di media lunghezza e due brevi, corredate dagli editoriali tradizionali e gli immancabili topogiochi.
Silvia Ziche apre come d’abitudine il giornale con una simpatica gag sui doveri delle fiabesche principesse. Abbiamo poi l’apertura editoriale di Valentina De Poli che rievoca toccanti ricordi del padre in vista della ricorrenza festiva. Indice, posta e si comincia con le storie.

Perché non parlare di Darkenblot?
È da ormai due settimane che sulle pagine di Topolino è tornata la coppia Casty-Pastrovicchio per tornare nel mondo di Darkenblot. Allora perché non parlarne? La saga in questione è una delle vette narrative più alte raggiunte sulla rivista e merita una particolare attenzione. Abbiamo dunque deciso di aspettare la fine della nuova storia per rifletterci a mente lucida e ad hype quietato, magari parlandone nella sua totalità… magari con un’analisi approfondita.
Avrete pane per i vostri denti da nerd incalliti.

GAMBADILEGNO E IL FALSARIO SURREALISTA

di Roberto Gagnor e Stefano Zanchi

Ma quando mai? Magritte è sempre stato contrario alla visione Freudiana dei sogni, soprattutto avverso alla terapia onirica!

Ceci n’est pas une fantaisie.
Tornano, come appuntamento ormai settimanale, le storie dell’arte di Topolino. Questa settimana tocca a Magritte, genio del surrealismo al pari di Dalì, visionario e suggestivo. La storia vede Gambadilegno alle prese con l’ennesima vacanza in prigione che potrebbe, però evitare partecipando a un corso di pittura per la riabilitazione dei carcerati tramite l’arte. Storia pregevole, ritmo sostenuto e ottima forza narrativa. Fosse stata una storia esterna alla serie l’avrei sicuramente apprezzata di più. Dovete sapere che c’è un piccolo problema, nuovamente riferito all’artista preso in esame: Magritte e l’onirismo. Prometto di evitare la digressione critica sull’artista, ma parlare di onirismo con Magritte è un bel problema e questa storia usa l’elemento onirico come base e motivo narrativo, senza il quale la storia non regge. Leggetevi un paio di saggi (non Wikipedia!) e analizzate la storia dell’arte, arriverete a comprendere quanto le basi metafisiche di Magritte non siano suggestioni oniriche ma di eversione logica che l’artista vuole stimolare nel fruitore. Direte voi “Ma sì, ma che ccé ‘mporta, la storia è bella” ma non dimenticate che lo scopo di questi racconti è quello di indirizzare il lettore a scoprire artisti che hanno cambiato la storia. Quindi, come per altri, troviamo un artista spiegato male. Ottimi disegni e colori!

ARCHIMEDE E IL RAGGIO DELLA VERDISSIMA ETÀ

di Enrico Faccini

Faccini regala sempre ottimo relax narrativo riuscendo nel connubio perfetto di ermetismo, comicità e dolcezza visiva. Sono storie comode sulle quali potrei soggiornare per ore. Sempre piacevolissimo.

SE FOSSI UN SUPEREROE: PROBLEMI DI CODA

di Silvia Gianatti e Gianluca Panniello

Raggio della coda ordinata? Capiamoci, so qual è il target e l’obiettivo di queste storie, ma i bambini d’oggi sanno settare un router per aprire porte e NAT, non sono così ingenui come pensiamo. Pessima.

COMUNICAZIONI PAPERE: PONY EXPRESS

di Giorgio Figus, Bruno Sarda e Roberto Marini

Non sono dolcissimi?

Tornano anche le Comunicazioni Papere, serie dal carattere storico-informativo sul mondo dei messaggi. Il duo Figus-Sarda si inoltra nel mondo del far-west per parlare dei Pony Express con leggerezza e azione, con una trama convincente e personaggi che finalmente hanno un’esigenza drammatica sensata. Un’ottima storia disegnata dalla certezza Roberto Marini che offre una regia perfetta e un’estetica appagante.

PAPERINO E IL RITROVAMENTO STORICO

di Carlo Panaro e Emilio Urbano

Paperino trova, grazie alla sua innata abilità di catalizzatore di coincidenze, una lettera in un cassetto passato inosservato sotto la vecchia sedia a dondolo di Nonna Papera. La lettera è stata scritta da Cornelius Coot in persona, ma qualcuno ha il solito progetto malvagio per rovinare tutto…
Non farò il puntiglioso e tralascerò questioni di realismo (sedia a dondolo vecchia oltre un secolo e mezzo, con un cassetto segreto che nessuno ha mai notato?) ed andrò dritto al punto: la storia è incredibilmente pessima. Attenzione, incredibile non è un aggettivo quantitativo ma qualitativo. Mentre leggevo questa storia non potevo fare a meno di notare la mole ingente di errori di sceneggiatura, eppure funziona. Certo, non rimarrà negli annali del topo, ma non si dimostra una storia spiacevolePanaro scrive una storia telefonata e piena di spiegoni, ma stranamente fluida. Complici i disegni di Urbano, deformed e sintetici, che danno un’interessante dinamicità alle scene. Complimenti all’alchimia tra gli autori.

 

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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