Fumetto e web: tre domande a Giorgio Trinchero, Lucio Staiano e Mirko Oliveri

Il web è ormai uno dei tasselli più importanti di quel complesso puzzle che tutti quanti chiamano semplicemente fumetto. Noi di C4 Comic anche grazie al nostro media partnership con Napoli Comicon 2017 abbiamo deciso di parlare di questo argomento con tre importanti rappresentanti di questa categoria. Stiamo parlando di Giorgio Trinchero, autore membro del collettivo Mammaiuto, che annovera tra i suoi successi Quadri parlanti, Punti&Virgola e Cose che parlanoMirko Oliveri, fondatore della startup Verticomics, che annovera nel suo vasto catalogo alcuni titoli delle più importanti case editrici italiane e la piattaforma Verticalismi, dove vengono pubblicati i fumetti di autori esordienti con lettura a scorrimento verticale ed ultimo ma non in ordine di importanza Lucio Staiano, fondatore e proprietario di Shockdom, casa editrice da sempre attenta al mondo del web e che per prima ha pubblicato fenomeni virali come Sio, Bigio e Labadessa.

Qui, qui e qui potete leggere i nostri precedenti episodi della rubrica Fumetto e web, nella quale vi abbiamo parlato della storia dei webcomic e delle opere in concorso per la categoria Miglior Webcomic a questa edizione dei Premi Attilio Micheluzzi. Vi lasciamo all’intervista, buona lettura.

Giorgio Trinchero

C4 Comics: Come descriveresti i webcomics a una persona che non ha minimamente idea di cosa stiamo parlando?
Giorgio Trinchero: Un fumetto che si può leggere on line. Questo è quello che direi a chi non ne sa niente. Però tempo fa scrissi una cosa che mai pubblicai… non so se può aver senso, ma te la copio incollo paro paro: “I Webcomic sono i fumetti editi in prima istanza on line. Il supporto su cui vengono pubblicati dovrebbe influenzare lo storytelling: i webcomic che meglio incarnano lo spirito del web sfruttano lo scrolling verticale o il formato orizzontale degli schermi, usano gif animate o le possibilità di avanzare nella narrazione tramite click. Non c’è niente di male neanche a pubblicare semplicemente sequenze di tavole, che con pochi accorgimenti possono essere lette agevolmente anche sullo schermo di computer e tablet. L’importante, per definirli webcomic, è che il materiale sia consultabile on line. Ci sono alcuni esempi di riviste che sono leggibili solo previo pagamento di un abbonamento, ma nella quasi totalità dei casi i webcomic sono gratuiti. Le possibilità sono pressoché infinite: non ci sono costi vivi se non quello di una connessione, per cui chiunque può uploadare i suoi fumetti su un blog, magari anche con un’interfaccia professionale, anch’essa disponibile gratuitamente, e creare la propria testata. Io e i miei compari siamo convinti che questa sia una bella cosa, e sono sicuro che tutte queste spiegazioni non richieste siano sembrate banalità a tutti i lettori. Mi sento costretto a parlarne perché la critica specializzata e i premi di fumetti sembrano un po’ confusi al riguardo. Webcomic non è un genere, né un formato: sono serie super eroistiche, graphic novel, storie brevi, diari di viaggio, saghe euro-manga, strisce porno umoristiche, qualsiasi cosa. Il fatto di essere pubblicate on line è una caratteristica distributiva, non narrativa o formale. Probabilmente la categoria webcomic non ha molto senso di per sé, se non per titoli che non potrebbero essere pubblicati altrimenti: quelli che fanno un uso costitutivo di gif animate, scrolling verticale e ipertesto. In Italia non sono abbastanza per fare 5 nomination.”

Mirko Olivieri: Il webcomics è un fumetto che si legge gratis su un sito web. I webcomics non si animano, non hanno suoni o doppiaggi. I webcomics sono formati da testo, immagine e sequenza come tutti i fumetti, ma invece di essere stampati vengono diffusi online gratuitamente.

Lucio Staiano:  Dipende dalla persona, dalla sua preparazione culturale, età. La mia diea di webcomics probabilmente è diversa rispetto a quella di molti altri. Per me il digital comics (perché già definirlo webcomics è improprio, secondo me) è la forma più generica, allo stato attuale, del concetto di fumetto. Diventa il classico fumetto quando viene declinato sulla carta. Facendo un parallelismo, è come la relatività ristretta con la meccanica newtoniana/galileiana.

Mirko Olivieri

C4C: Quali pensi sia stato l’apporto del web su un medium così consolidato come il fumetto?
Giorgio Trinchero: Non credo che il medium sia così consolidato: ci sono grandi differenze tra formati editoriali e scuole nazionali, mancano ancora definizioni condivise del mezzo stesso, gli studi storici e critici sono pochi e spesso non molto esaustivi. (Consiglio però “Graphic Novel” del mio amico Andrea Tosti, edito da Tunué, un ricchissimo saggio che indaga cosa sia il fumetto da una prospettiva storica e teorica, direi il primo finalmente esaustivo). Credo che il fumetto resti un medium ancora misterioso per certi versi, e questo è forse uno dei motivi per cui è così vivo, esiste ancora la possibilità di essere pionieri. Il web ha fatto ai fumetti quello che ha fatto a tutto il resto: aumentato la diffusione di contenuti gratuiti e dato la possibilità di eliminare gli intermediari tra produttori e fruitori. Dal punto di vista formale non credo abbia modificato davvero il mezzo. Le possibilità relative al digitale (gif, scroll, comparsa di elementi al clic) dopo un primo momento di entusiasmo e alcuni esperimenti molto interessanti direi che non hanno poi avuto un’applicazione diffusa. I fumetti continuano a essere fatti una vignetta accanto all’altra. Probabilmente il tipo di fruizione su web ha portato a una riscoperta del formato striscia, o comunque di narrazioni molto frammentate ma quotidiane, che funzionano per accumulo. L’esigenza di rimanere sempre presenti on line e il feedback immediato incoraggia una produzione molto veloce, direi portando nel resto del mondo la filosofia produttiva del manga popolare: efficacia drammatica con il minor sforzo possibile. Se non fosse chiaro, credo sia un’ottima cosa. La possibilità per gli autori di confrontarsi direttamente e con continuità con i lettori e altri autori, e la spinta a produrre molto ha alzato il livello della qualità complessiva. Ci sono tantissimi autori micidiali che hanno meno di 25 anni, dubito ci siano mai stati così tanti emergenti a questo livello.

Mirko Olivieri: Il web ha amplificato la forza del fumetto, l’industria se ne è accorta e l’ultima generazione di professionisti ha fatto gavetta sul web. 

Lucio Staiano: Del web in senso stretto, molto forte. Se intendi digitale, allora è stato devastante, nell’accezione più positiva del termine.

C4: Indicaci un webcomics ancora nascosta nella rete che pensi arriverà a molti in breve tempo.

Lucio Staiano

Giorgio Trinchero: Non saprei ora indicare un webcomic con quelle caratteristiche… Rispondo in maniera laterale: una cosa che spero si diffonda in Italia è Patreon, gli autori italiani iniziano a usarlo e secondo me potrebbe diventare un ottimo strumento di diffusione internazionale e che realizza la chimera di un compenso per gli autori direttamente proporzionale alla pubblicazione on line.

Mirko Olivieri: Non so se avrà successo in breve tempo, ma Oglaf (qui potete leggere le strisce di questa serie, ndr) è una webserie che adoro.

Lucio Staiano: Fare previsioni su ciò che ha successo in rete, vuol dire fallire in partenza. Non lo so. Posso sperare in “Restiamo sdraiati qui per sempre”, visto che ne pubblicherò la versione cartacea.

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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