[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Hans Rickheit

Al Napoli Comicon abbiamo incontrato Hans Rickheit, autore di The Squirrel Machine, edito da Eris per l’Italia. Gli abbiamo fatto due domande e sono venute fuori cose decisamente interessanti…

C4Comic: In “The Squirrel Machine” vediamo come i protagonisti siano influenzati dal luogo in cui vivono. Anche tu sei stato influenzato in questo modo?
Hans Rickheit: Ho vissuto a Boston per vent’anni, nello scantinato di una galleria d’arte, occasionalmente usato come spazio espositivo. Dirty livin’ (ride) [gioco di parole con dirty che assume il significato di sporco o grossolano a seconda dei casi. Una vita sporca a livello d’igiene, per ovvi motivi, e disorganizzata. NdR]. Sono stato largamente influenzato dagli artisti che esponevano, alcuni con i quali ho anche collaborato tra progetti editoriali, musicali, di poesia e molto altro.

C4C: La fiera porta il tema del web e il fumetto. Cosa puoi dirci in merito alla tua esperienza?
HR: Ho cominciato a pubblicare sulle fanzine autoprodotte, passare alla pubblicazione online è stata una dura transizione. È piacevole notare quanto il numero di persone che posso raggiungere, a differenza delle riviste autoprodotte, sia così vasto. Ma i numeri non significano niente, non mi legano alle persone, quei 1000 click potrebbero essere dei robot per quanto ne so. Insomma, sta andando bene, il pubblico apprezza il mio lavoro online, ma il mio cuore è legato alla carta stampata.

C4C: “The Squirrel Machine” è stato da poco pubblicato in Italia e chi l’ha già letto non può fare a meno di chiedersi: quanto della tua vita hai nascosto tra le vignette?
HR: Tutto, è tutto vero! (ride) È tutto preso dal mio vissuto, è un romanzo di formazione sul crescere in una piccola cittadina. Nel New England sono tutti nervosi, tesi, e in un certo verso mi piace ma, insomma… Il libro è stato un lavoro di empatia con me stesso, scritto guardandomi allo specchio, gli stessi personaggi sono basati su miei cari amici.

C4C: Puoi rivelarci qualcosa dei tuoi progetti futuri?
HR: Sono sempre a lavoro su qualcosa di nuovo. Sto lavorando su una storia con protagonisti due ragazze adolescenti che fanno cose apparentemente senza senso; è una storia molto autoironica, contro i fumetti che scrivevo da ragazzo, estremamente seriosi. Sto continuando il mio lavoro su Ectopiary, che puoi trovare online, una serie Sci-Fi che non ha nulla a che fare con il genere. In realtà nessun mio lavoro si può etichettare con un genere. Sto lavorando anche ad un fumetto con mia moglie. Ad ogni modo ho sempre qualcosa tra le mani, cortometraggi, musica, cartoni, qualunque cosa.

C4C: Tienici aggiornati! Grazie del tempo!
HR: A presto!

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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