ARF! 2017: tutte le informazioni sulle mostre del festival

Le mostre di ARF! 2017
Segni e sensibilità diversissime tra loro, per osservare, ammirare, scrutare il fumetto da ogni angolazione possibile.

MacroManara
Tutto ricominciò con un’estate romana

Dalla morte di Hugo Pratt, il mio migliore amico è Tanino Liberatore, il Michelangelo del fumetto, il fratello eterozigote di Andrea Pazienza, ma davvero frequento pochissime persone. Qualche volta vado in giro per festival, e ci vado soprattutto per rivedere i vecchi amici. Hugo Pratt coltivava la sua libertà interiore a un livello così alto da esserne persino danneggiato. Fu un padre assente, ha lasciato dei vuoti. Ma mi insegnò ad essere libero nel mio lavoro.
– Milo Manara

Il Maestro dell’eros Milo Manara in mostra a Roma  dal 26 maggio al 9 luglio 2017 con «MacroManara – Tutto ricominciò con un’estate romana» che ripercorrerà l’intera carriera del fumettista veronese attraverso due percorsi principali: da una parte una ricca proposta antologica, attraverso la quale si tracceranno tutte le grandi opere degli anni ’70, ’80 e ’90, dalle straordinarie tavole di Giuseppe Bergman a quel Tutto ricomincio con un’estate indiana che lo vide lavorare in coppia con l’amico Hugo Pratt, con il quale – successivamente – realizzò anche El Gaucho. E ancora Lo scimmiottoGulliveriana, le storie del gioco, di miele e molto altro! Dall’altra, la produzione più contemporanea (completa delle commission estere per Stati Uniti e Francia) e il suo rapporto con Roma e il cinema: dalla Cinecittà di Federico Fellini fino ai Borgia e Caravaggio, con una serie di illustrazioni dedicate alle grandi dive cinematografiche che saranno esposte per la prima volta e andranno a comporre un portfolio inedito che Comicon Edizioni presenterà in anteprima all’ARF! Festival.

Milo Manara nasce a Luson in provincia di Bolzano il 12 settembre 1945. Debutta alla fine degli anni ’60 come autore di storie erotico-poliziesche sulla collana Genius e subito dopo in Jolanda de Almaviva, serie sexy di grande successo. Negli anni ’70 avvia la collaborazione con il Corriere dei Ragazzi, con una serie di fumetti sceneggiati da Mino Milani, La parola alla Giuria. Nello stesso periodo, sui testi di Alfredo Castelli e Mario Gomboli, realizza Un fascio di bombe. Subito dopo, assieme a Silverio Pisu, Manara da’ vita a Lo scimmiotto e Alessio, il borghese rivoluzionario, che segnano il suo debutto nel fumetto d’autore. Nel 1978 crea il suo primo personaggio di successo, pubblicato in prima battuta in Francia dalla rivista “A Suivre”: HP e Giuseppe Bergman, dove HP è un chiaro riferimento al suo maestro e mentore Hugo Pratt. Nei primo anni ’80 crea Il Gioco, storia ad alta densità erotica che gli da’ un successo a livello mondiale. Di questo periodo è anche il primo di due lavori su testi di Pratt: Tutto ricominciò con un’estate indiana, seguita anni dopo da El Gaucho. Su sceneggiatura di Castelli, Manara disegna poi L’Uomo delle nevi per la celebre collana “Un uomo, un’avventura”. Subito dopo crea Miele, forse il suo personaggio femminile più famoso, protagonista dei volumi Il profumo dell’invisibile e di sei storie brevi intitolate Candid Camera. Nel 1987 inizia la collaborazione con Federico Fellini, il quale gli chiede le illustrazioni di una sceneggiatura. Da qui Manara, con il consenso del regista, trasforma il testo di Fellini in Viaggio a Tulum, seguito da Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet. Fanno seguito le trasposizione a fumetti di tre classici della letteratura: Gulliveriana, Kamasutra e L’asino d’oro. Disegna inoltre tre storie di carattere sociale: Ballata in Si bemolle (dedicata al tema dell’usura), Rivoluzione (sull’imbarbarimento generato dalla televisione) e Tre ragazze nella rete (ispirata al mondo di internet). Il decennio si chiude con il ritorno di Giuseppe Bergman con A riveder le stelle. Nel 2009 la Marvel Comics gli commissiona – in coppia con Chris Claremont – una storia degli X-Men tutta al femminile (Ragazze in fuga) che non è il suo unica excursus nei comics americani, considerando la sua importante collaborazione sul Sandman di Neil Gaiman. Su sceneggiatura di Vincenzo Cerami pubblica Gli occhi di Pandora. Dall’inizio degli anni Duemila, Manara lavora al progetto Il pittore e la modella, un viaggio nella storia dell’arte pittorica. Su testi di Alejandro Jodorowsky disegna poi un fumetto sulla casata de i Borgia. Nel 2008 sigla un accedo con il Napoli Comicon per la cura e la gestione di tutte le sue mostre in Italia e all’estero e pubblica per Panini il primo volume di Caravaggio.

Da venerdì 26 maggio a domenica 9 luglio 2017
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 12.30 alle 19.30
Chiuso il lunedì.
Durante i giorni di Arf! Festival (venerdì 26, giovedì 27 e venerdì 28 maggio)
la mostra sarà aperta al pubblico dalle 10.00 alle 20.00

Storie di fumetti, colori e altri incubi

Le splendide tavole che raccontano il percorso di Gigi Cavenago, dagli inizi sino alla consacrazione con Dylan Dog.

Sono anni frenetici. Sto cavalcando una piccola grande onda della mia vita professionale, cercando di stare al passo con gli obiettivi che mi son stati dati e con quelli che mi sono imposto da solo. Cavalco l’onda stando seduto giorno dopo giorno a disegnare, e il tempo sembra sempre sfuggirmi di mano, corre veloce e pare quasi che non lasci traccia. Invece qualcosa rimane sempre, per fortuna, nella forma di tavole a fumetti e copertine, le stesse raccolte in questa mostra per l’ARF! Festival. Si parte da Cassidy per passare ai soldati di Orfani per poi arrivare all’Indagatore dell’incubo in persona, con cui ormai convivo giorno per giorno, quasi fosse il mio coinquilino. Anni frenetici, dicevamo. Se volete farvene un’idea, venite a dare un’occhiata.
– Gigi Cavenago

LuigiGigiCavenago, milanese, classe 1982, maturità scientifica e la curiosità per le arti e la comunicazione, la sana passione per il fumetto che lo porta, prima a frequentare la Scuola del Fumetto di Milano e poi ad un corso di grafica pubblicitaria per la Rizzoli. Il fumettista e l’illustratore pubblicitario seguono carriere e lavori paralleli dalla Star Comics alla Bonelli, passando per molti lavori da illustratore. Nel 2010 fa il suo esordio in Bonelli sulle pagine di Cassidy e successivamente nel 2013 entra nello staf di Orfani (sempre Sergio Bonelli Editore) fino al grande salto su Dylan Dog, prima come copertinista del Maxi Dylan Dog, fino a diventarne il copertinista ufficiale della testata, andando a prendere il posto che era stato solo di Villa e Stano in oltre trent’anni di edicola.

Grandi poteri

Una ragnatela di tavole originali, dagli eroi Marvel a opere più personali forse inedite al grande pubblico. Sara Pichelli è anche l’autrice del manifesto della terza edizione di ARF!. Da grandi poteri… Come continua questo famosissimo motto è ormai noto a tutti.

La nostra grande responsabilità, che ci onora e ci emoziona allo stesso tempo, è stata quella di riassumere la vertiginosa ascesa di un’autrice che ha ridisegnato – è veramente il caso di dirlo – i supereroi. X-Men, Guardiani della Galassia e Spider-Man sono solo alcuni dei personaggi su cui Sara Pichelli ha impresso il suo marchio prima di conquistare il prestigioso Eagle Award nel 2011 come miglior disegnatrice emergente e approdare su Ultimate Spider-Man dove, in coppia con l’acclamato sceneggiatore Brian Michael Bendis, ha creato il personaggio di Miles Morales, il giovane ispanico che erediterà il leggendario costume dell’Uomo ragno.

Parafrasando Neil Gaiman, le storie sono come ragnatele in cui l’uomo finisce aggrovigliato, così belle con quel modo elegante di collegarsi una all’altra, strette strette. Ed è proprio in una ragnatela che posso dirmi impigliata, quella di un ragno fattosi uomo. Una ragnatelache che intreccia avventure e superpoteri. Dieci anni fa cominciava la mia di avventura: l’America, la Marvel e i supereroi. Se vi va, seguitemi nel viaggio nascosto dietro i colori e le parole.
– Sara Pichelli

Neanche li voleva fare i fumetti, Sara Pichelli, che aveva iniziato la sua carriera sempre con le matite in mano, ma al servizio del magico mondo dell’animazione. “Mi accorsi presto che non faceva per me, mi sentivo un ingranaggio troppo piccolo all’interno di un meccanismo troppo grande.” dichiarerà lei stessa qualche anno dopo, quando il mondo del fumetto avrà già iniziato a puntare i riflettori su di lei. Un cocktail di elementi distintivi, che vanno dalla sensibilità evidentemente europea del segno, alla grande personalizzazione dei caratteri, passando per l’inedito modo di approcciare e rivoluzionare al tempo stesso il genere supereroistico, hanno imposto all’attenzione del pubblico il talento di Sara Pichelli. La sua è stata un’ascesa così vertiginosa che, nell’arco di soli tre anni, è passata dal presentare timidamente i suoi lavori a C.B. Cebulsky (il più famoso dei talent scout della Marvel) fino a pubblicare regolarmente su tutte le più importanti testate della famosa casa editrice statunitense. X-Men, Guardiani della Galassia e Spider-Man sono solo alcuni dei personaggi su cui la giovane marchigiana (ma romana d’adozione) ha impresso il suo marchio prima di conquistare il prestigioso Eagle Award nel 2011 come miglior disegnatrice emergente e approdare sulla prestigiosa testata Ultimate Spider-man in cui, in coppia con l’acclamato sceneggiatore Brian Michael Bendis crea il personaggio di Miles Morales, il giovane ispanico che erediterà il costume dell’Uomo Ragno.

Mickey by Glénat

© Disney

Quattro autori fuoriclasse della bande dessinée firmano uno dei progetti più liberi che la Walt Disney abbia mai concesso nel mondo, per il più importante editore francese di fumetti: Cosey, Keramides, Loisel e Tébo con il loro “french touch” reinterpretano un Topolino squisitamente anni ’30 in quattro libri di Editions Glénat (in Italia per Giunti), le cui tavole e illustrazioni originali sono state raccolte in questa splendida mostra esposta lo scorso dicembre alla Galerie Glénat di Parigi e – a fine gennaio – alla 44° edizione del Festival Internazionale di Angoulême, durante il quale Cosey ha vinto il Gran Prix 2017 alla carriera.

«Tutto è iniziato con un topo» (Walt Disney). La lunga carriera di Topolino – in originale Mickey Mouse – nasce nel lontano 1928: personaggio a fumetti e protagonista di film d’animazione, diventa rapidamente un’icona internazionale fino ai giorni d’oggi. A partire dal 2010, l’editore francese Glénat pubblica una prestigiosa collana di ristampe dei classici Disney di Floyd Gottfredson, Carl Barks e Don Rosa. Quattro anni dopo – nel 2014 – Jacques Glénat ottiene dalla Disney la possibilità di ampliare questo filone editoriale realizzando nuovi episodi unici disegnati dai grandi fumettisti europei: il topo più famoso del mondo viene quindi reinterpretato dalle matite di Cosey, Keramidas (su testi di Lewis Trondheim), Loisel e Tébo!

Questi quattro autori si mettono al lavoro disegnando delle storie originali d’ispirazione romantica, stravagante o nostalgica. La libertà che gli viene concessa permette loro di rivisitare completamente il carattere estetico dei personaggi, dando un nuovo slancio creativo all’universo di Topolino, Paperino & Co. I quattro libri realizzati fino ad oggi possiedono un stile distinto e allo stesso tempo sottolineano il personale legame degli autori con l’universo di Topolino. Con La jeunesse de Mickey Tébo ha immaginato un nonno Topolino che racconta al nipote la sua giovinezza e le avventure con Gambadilegno. Con Café Zombo Loisel fa riferimento al Topolino degli anni ’30 e affronta il tema della Grande Depressione. Nel volume Le avventure più incredibili di Trondheim e Keramidas, i due autori raccontano di aver trovato i resti di vecchi albi  fino ad oggi sconosciuti, ricostruendo una storia con Topolino e Paperino impegnati tra fughe e inseguimenti. Infine in Una misteriosa melodia Cosey ricostruisce l’incontro tra Topolino e Minni immerso in un’atmosfera anni ’30. Nel 2016 l’editore Giunti pubblica la versione italiana degli ultimi due volumi: Le avventure più incredibili e Una misteriosa melodia. Questa mostra è stata creata dalla galleria Glénat, è stata presentata a Parigi nel dicembre 2016 e in seguito esposta al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême nel gennaio 2017.
– Julien Brugeas, direttore della Galerie Glénat

Bernard Cosey: nato a Losanna nel 1950, attirato da tutte le arti visive e letterarie, Bernard Cosey inizia la sua carriera come grafico prima di incontrare Derib,il più importante autore di fumetti svizzero, che lo incoraggia a perseverare in questo settore. Nel 1975, Cosey porta una ventata nuova nel fumetto con la pubblicazione di Souviens-toi, Jonathan… Per la rivista di Tintin. Il protagonista, ritrovato senza memoria nel cuore del Tibet, racconta la sua ricerca dell’assoluto, la sua storia si svolge in 16 albi pubblicati dalle edizioni Lombard. Nel 1984 Cosey scrive e disegna À la Recherche de Peter Pan, definito come uno dei primi graphic novel. Questo libro viene seguito da altri successi come Le Voyage en Italie, Saïgon-Hanoï et Le Bouddha d’Azur. L’autore sviluppa nel tempo uno stile che si adatta perfettamente al suo modo di raccontare, stimolando i sentimenti del pubblico attraverso piccoli tocchi suggestivi. Scrittore, disegnatore e colorista, Cosey favorisce i ritratti di personaggi insoliti e commoventi, viaggiando con loro dalle regioni asiatiche agli Stati Uniti, passando per e le terre d’Africa. I suoi libri hanno ricevuto diversi premi, tra cui il “Miglior album” (1982) e “Migliore sceneggiatura” (1993) al Festival di Angoulême. Nel 2016 – lo stesso anno in cui viene pubblicata Une étrange mélodie per la collezione di Mickey dell’editore Glénat – Bernard Cosey riceve il Gran Premio alla Carriera del Festival di Angoulême.Régis

Loisel: nato nel 1951, Régis Loisel si trasferisce a Parigi nel 1972, dove incontra Patrick Cothias e Serge Le Tendre. Nel 1983 la serie La Quête de l’Oiseau du Temps (sceneggiata da Le Tendre) segna un punto di svolta nella sua carriera e l’opera si afferma come punto di riferimento per il filone fantasy. Poco dopo Loisel realizza l’album erotico Troubles Fêtes (1989) che riscuote anch’esso un importante successo. Il suo tratto sembra avvicinarsi all’espressionismo di Doré, Rhops ou Rackham. Un anno dopo, Loisel inizia una nuova grande serie, quella di Peter Pan in 6 volumi, distinguendosi come l’autore più importante per il nuovo stile basato su “sentimenti ed emozioni”. Dopo alcuni anni passati in Gran Bretagna, prende una “pausa editoriale”  durante i quali lavora per Disney sui film di  Mulan e Atlantis. Negli stessi anni lavora anche per il cinema, disegnando una parte dello storyboard del film Le Petit Poucet, e per Cryo Interactive progettando per loro il videogioco Gift. Dal 2006 Loisel si trasferisce a Montreal e torna fare fumetti con la serie in nove volumi Magasin général, realizzata in collaborazione con il suo amico Jean-Louis Tripp. Nel 2007 inizia una nuova serie fantasy: Le Grand Mort. Loisel si occupa della sceneggiatura, assieme a Djian, mentre il disegno è affidato a Vincent Mallié, che riprenderà anche il seguito della fortunata serie La Quête de l’Oiseau du Temps. Nel 2016, Régis Loisel partecipa al progetto Mickey dell’editore Glénat sceneggiando e disegnando Café Zombo, un superbo album graficamente ispirato al Topolino anni ’30 di Ub Iwerks. Nel 2002 Régis Loisel ha vinto il Gran Premio alla Carriera del Festival di Angoulême.

Nicolas Keramidas: nato a Parigi nel 1972, dopo una formazione di disegno a Grenoble torna a Parigi e continua i suoi studi per due anni presso la prestigiosa scuola di Gobelins, specializzandosi in animazione. Nel 1993 viene assunto nei Walt Disney Studios di Montreuil, dove lavora per nove anni al fianco di Juanjo Guarnido, Virginia Augustin Pierre Alary, Briones Frédéric Didier Poli, Cyril Pedrosa, Georges Abolin e Fred Vervisch. Keramidas partecipa alla realizzazione dei film di Tarzan, Il gobbo di Notre Dame, Kuzko, Il libro della giungla 2, Hercules, Lilo & Stitch. Alla fine del 2000 presenta all’editore Soleil il progetto sulle avventure della bambina Luùna, che si svolgono in epoca preistorica.  Ma dopo un incontro con Didier Crissé, Luùna diventa una giovane nativa americana e la serie si sviluppa fino ad oggi in sette tomi. Sempre con lo stesso editore, Keramidas firma gli album Tykko Sables accompagnato dallo sceneggiatore Arleston. Nel 2004, Luùna  lo porta a ricevere il Prix Jeunesse al Festival di Angoulême. Nel 2008 realizza un episodio della serie Donjon Monster scritto da Joann Sfar e Lewis Trondheim. Nel 2012, parte la collaborazione con Tebo  per la trilogia Alice au pays des singes pubblicata da Glénat. Nel 2016 Glénat propone a Keramidas di disegnare uno dei quattro album della collezione Mickey: l’autore realizza dunque Mickey Craziest Adventures insieme allo sceneggiatore Lewis Trondheim.

Tébo: Nato a Caen nel 1972, Tébo decide di diventare un disegnatore all’età di 10 anni leggendo gli X-Men. Nel 1997 viene notato al concorso del Festival Sierre e invitato ad integrare la squadra di giovani talenti del nuovo giornale per ragazzi Tchô!  Inizia allora la sua serie di Samson et Néon che vede pubblicato il primo album nel 1999. In seguito, sempre per Tchô!, inizia a collaborare con Zep per creare Captain Biceps! , il primo volume del supereroe forzuto esce nel 2004. Nel 2008, sempre con la sceneggiatura di Zep, Tebo crea l’album Comment dessiner? che riceve un grande successo. Lo stesso anno illustra il libro In Caca Veritas scritto in collaborazione con i medici americani: Josh Richman e Anish Shet (il secondo tomo In Pipi Veritas uscirà nel 2010). Nel 2009, durante il Festival di Angoulême, Nicolas Keramidas gli chiede di scrivere per lui una sceneggiatura sbalorditiva, Tebo accetta la sfida e nel maggio 2012 la collaborazione tra i due autori da vita al primo tomo di Alice au pays des singes. Nel 2010, realizza uno sketchbook  per la collezione Comixburo. La serie di Samson et Néon diventa un cartone animato diffuso su France 3, Canal J e Gulli, mentre quella di Captain Biceps va in onda su France 3. Subito dopo anche Comment dessiner? diventa una serie animata e viene trasmessa su France 3 nel 2012. Nel 2011, Lewis Trondheim e la sua banda dell’Atelier Mastodonte (Alfred Bianco, Julien Neel, Pedrosa e Yoann) chiedono a Tébo di unirsi a loro per una serie settimanale sulla rivista Spirou. Il primo albo sarà poi pubblicato dalla casa editrice Dupuis nel gennaio 2013. Nel 2012, Hélène Bruller scrive per lui i testi di una nuova serie di libri per ragazzi da pubblicare per le edizioni Glénat: Psicopattes. Nel 2013,  crea per France 5 una nuovo cartone animato per bambini: César et Capucine. Nel 2017, Tebo rilriceve il Prix Jeunesse al Festival di Angoulême per l’albo La Jeunesse de Mickey pubblicato da Glénat.

Splinters
Frammenti dell’immaginario di Bianca Bagnarelli

Come vincitrice della prima edizione del Premio Bartoli, dedicato alle promesse del fumetto italiano, Bianca Bagnarelli  sarà in mostra dal 26 maggio al 9 luglio, insieme a Milo Manara. Nell’elegante scenografia della Pelanda del Macro Testaccio vedremo quindi affiancati, in un inedito accostamento, il percorso artistico di quello che è unanimemente applaudito come un Maestro del fumetto mondiale, e quello di un giovane talento la cui espressione ha già varcato i nostri confini, ottenendo pubblicazioni e riconoscimenti internazionali e diventando così un punto di riferimento per tutte le nuove generazioni di autori.

A differenza delle illustrazioni, dove sono sempre sicura di dove sto andando e dell’aspetto che dovrebbe avere il lavoro una volta finito, con i fumetti non ho mai l’impressione di avere il controllo. Quello che rimane sulla pagina è imprevedibile, e spesso ha poco a che fare con quello che ho pensato mentre scrivevo la storia per la prima volta. Come se nei fumetti ci fosse qualcosa che li rende diversi da tutto il resto, una  magia che li rende immuni alla scienza esatta che può essere applicata a un’immagine singola… O forse è solo inesperienza.
– Bianca Bagnarelli

Bianca Bagnarelli nasce a Milano nel 1988. Artista e illustratice raffinata, elegante ed evocativa, È co-fondatrice di Delebile, etichetta indipendente che pubblica fumetti di giovani autori italiani e stranieri. Negli anni ha pubblicato per quasi tutte le principali riviste internazionali di fumetti, da: Kuö! a Nobrow, passando per Ampel Magazine. Il successo e la notorietà arrivano grazie alla storia “Say Hi for Me” e alla collaborazione con la Nobrow Press, dalla quale nascerà il primo volume solista: Fish. Il volume vinse la medaglia d’oro nella categoria storie brevi della Society of Illustrators di New York. Dal 2012 al 2015 ha collaborato alla realizzazione del festival internazionale di fumetto BilBOlbul di Bologna. Le sue storie brevi a fumetti sono state pubblicate su kuö! (Lettonia), Voltio Magazine (Spagna), ShortBox (Inghilterra), Nobrow Magazine (Inghilterra), Smoke Signal (Stati Uniti), The Big Issue (Taiwan), Cicada Magazine (Stati Uniti), Ampel Magazine (Svizzera), Mincho Magazine (Spagna). Oggi Bianca Bagnarelli collabora e ha collaborato come illustratrice con The New York Times, The New Yorker, Wired UK, Moleskine, Mondadori, PM, Linus, e altri. Nel 2014 vince il premio Nuove Strade e nel 2016 il Premio Lorenzo Bartoli alla seconda edizione di ARF! festival. Vive e lavora a Bologna.

La Pelanda
Macro Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4
Roma

Fonte: MuseoMacro.org

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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