C4 Compressa: Tex Maxi #31 – Nueces Valley

I capolavori, si sa, sono come un pugno: meno li si attende e più colpiscono duro. E così, in anticipo di un anno rispetto al settantesimo anniversario, su una collana -quella del Maxi– agonizzante da tempo, Mauro Boselli ha deciso di puntare una delle sue carte migliori. E, rischiando, ha vinto tutto perché le 276 pagine di Nueces Valley sono davvero un classico istantaneo (nonché quanto di più bello e necessario io abbia letto su Tex negli ultimi dieci anni).

Niente è fuori posto: la copertina di Villa che torna a mostrarci, dopo mezzo secolo, un giovane Tex in camicia rossa; l’introduzione del curatore (vale da sola il prezzo); i pennelli fatati di Pasquale Del Vecchio (osservate le pagine 103 e 223, sono da Oscar).

Sì, Nueces Valley piace perché non incasellabile: non è (solo) l’epopea dei Willer, coraggiosa famiglia di coloni; non è (solamente) il racconto di un’amicizia che lega il nostro eroe al leggendario Jim Bridger; e non è neppure la storia dell’infanzia di Tex, come i più ingenui si aspettavano. È (per fortuna) qualcosa di più: un racconto ragionato che equilibra in modo eccellente novità e tradizione (risultato: aficionados accontentati e nuovi lettori incuriositi), un tentativo riuscito di ampliare e rendere più complesse le possibilità narrative di un character di carta. In due parole: cercate l’epica western? L’avrete. Cercate l’intimismo? Non sarete delusi.

 

Va detto, ci sono delle imperfezioni (la seconda parte non è all’altezza della prima e alcuni snodi narrativi appaiono un poco legnosi) ma, proprio perché un tantino imperfetto, questo Maxi ci piace ancora di più: perché è umano come la vicenda che vuole raccontare e perché ci mostra in controluce l’artigianalità del fare fumetti, gli sforzi e la grande dedizione degli autori.

Basta, non occorre dire altro, se non: leggete Nueces Valley, dategli tempo, fategli spazio. Apritelo in un luogo che vi è caro, che abbia il profumo delle vostre radici. E sarete a casa.

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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