Serpenti ciechi: Tunué pubblica il nuovo volume di Felipe Hernández Cava e Bartolomé Seguí

Serpenti ciechi
Felipe Hernández Cava e Bartolomé Seguí

Particolari momenti d’ispirazione possono permettere ad uno scrittore di vincere un premio. Per ricevere il premio del Salone del fumetto di Barcellona forse, oltre a un fortuito intreccio, serve qualcos’altro. Qualcosa di unico.

Filipe Hernández Cava lo ha vinto per ben tre volte, l’ultimo nel 2009 con Serpenti ciechi. Successi che ne confermano la statura intellettuale, accompagnata dalla scelta, ogni volta, dell’illustratore più adatto. Cava ha lavorato con i migliori: Federico Del Barrio, Auladell, Ricard Castells, Enrique Breccia e Bartolomé Seguí (Storie del barrio si è aggiudicato il Premio Gran Guinigi 2017). Quest’ultimo, matita e colore di Serpenti ciechi, ricrea alla perfezione gli scenari attraverso i quali si tesse la trama, lo sfondo grigio e azzurro della guerra civile spagnola e la New York della grande depressione. Per illustrare quel mondo Seguí doveva trovare un registro visuale diverso da tutto ciò che aveva illustrato prima e andare su una tavolozza di colori carica di malinconia e oscurità.

A volte dalle ambientazioni sembrano affiorare le scelte e le inquadrature di Berenice Abbott. Fotografa illuminata che ha saputo ricordare l’America dopo il crack del ’29. Uno scatto su tutti: Nightview, 1932.

New York, 1939, estate soffocante. Un indecifrabile personaggio rosso arriva in città con un sola missione: trovare Ben Koch, ex membro della Brigata Internazionale, per risolvere un conto in sospeso. Ben Koch, con le stesse intenzioni, cerca un ex compagno combattente della Brigata, Curtis Rusciano.

La storia di Serpenti ciechi è un dedalo all’interno del quale chi cerca è cercato e al centro di tutto il fuoco della vendetta.

Fumetto di culto per quel filone che si occupa della guerra civile spagnola sotto le mentite spoglie di un romanzo criminale. Un operato rigoroso che dimostra la conoscenza di Cava della cultura dell’America post-depressione.

Serpenti ciechi è un romanzo pulp-poliziesco per immagini che unisce due grandi nomi del fumetto spagnolo, perfettamente equilibrato e pronto a diventare un classico.

Serpenti ciechi
Tunué, 2017
Prospero’s Books Extra #31
19,5×27 cm
72 pagine a colori
Euro 16,90
ISBN 978-88-6790-248-4

Felipe Hernández Cava
(Madrid, 1953). Nel 1972, insieme a Saturio Alonso forma il collettivo El Cubri, da cui nascono fumetti come El que Parte y Reparte, Sombras, El Hombre Invisible e Francografías. Nel periodo 1984-87 è stato direttore della rivista Madriz.

Bartolomé Seguí
(Palma di Maiorca, 1962). Autore di fumetti e illustratore. Ha disegnato, tra i tanti, Storie del Barrio (Tunué, 2016), Hágase el Caos e Las Oscuras Manos del Olvido, che ritraggono la questione delle vittime del terrorismo dell’ETA. Grazie a Serpenti ciechi si è aggiudicato il Premio Nacional del Cómic 2017.

Fonte: Tunué.com

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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