Recensione Cinecomic: Doctor Strange

Doctor Strange

Regia Scott Derrickson
Paese – Anno – Durata USA – 2016 – 115 minuti
Stagioni/Episodi
Sceneggiatura Scott Derrickson – C. Robert Cargill
Produzione Marvel Studios
Genere Azione – Supereroi

MARVEL HA FATTO UN FILM FICO” STRANO!

Perché utilizzare il termine “fico” e non “magistrale“, “stilistico“, imagesessenziale” aggettivi più adeguati in una recensione cinematografica positiva? Stiamo pur sempre parlando di un film targato Marvel Studios il che significa pupi con gli ormoni in rivolta, ultra trentenni romantici, fiere stracolme di emulatori in calzamaglia e tanta pubblicità. Cultura pop baby. Bisogna adeguarsi ai tempi. E quindi diciamo subito che sì, Marvel ha sfornato un film “fico da servire nel proprio Marvel Cinematic Universe con un attore protagonista all’apice del suo spessore, effetti digitali da growl rauco, risposte sempre pronte e una trama prevedibile anche per i poveri geologi. Tutto ciò che di essenziale ci deve essere in un film generalista, ma con una magistrale scelta stilistica e visiva. Ops.

Questo cos’è, il mio mantra?
È la password del Wi-Fi
Stephen Strange e Karl Mordo

UN FILM MARVEL CAPACE DI DIVERTIRE MA CON COSCIENZA DEL MEZZO CINEMATOGRAFICO” STRANO! 

Le mani ci permettono di toccare, plasmare, persino di cambiare la materia. Le mani sono il punto di contatto tra noi e gli altri, ma allo stesso tempo ci permettono di ferirli. Le mani fungono da tramite con il circostante. Doctor Strange inizia così, con un dettaglio delle mani del celebre chirurgo che, grazie ad esse, ha ottenuto fama e denaro ma queste non rimangono solo in un’inquadratura di circostanza bensì un concetto, ripetuto e costante, che lascia scorgere una piccola venatura di cinema in questo giacimento. Non bisogna affatto prendere sotto gamba l’utilizzo del linguaggio del cinema in un film di questo tipo, piuttosto azzardiamoci a far germogliare un seme di speranza.

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Il Dottor Strange è un personaggio che si districa tra magie, filosofia new age e tunnel spazio temporali, temi ormai conclamati nelle storie a fumetti ma totalmente inedite nella filmografia superomistica contemporanea che, tralasciando i due flop Asgardiani, si contrappongono con forza alle manichee atmosfere dei vari Iron Man. Tony Stark e Stephen Strange si somigliano per talento e boria e differiscono per le strade che prendono; il film intende sottolinearlo con dialoghi incentrati sulla civil war che vede contrapposte scienza esatta ed esoterismo. Grazie alla magia del cinema, l’ignoto qui surclassa la fisica e la potenza del fantastico irrompe sullo schermo con delle scene memorabili, capaci di giocare con le architetture del reale. Il cinema si impossessa così del ruolo di demiurgo, legislatore delle immagini, padrone dello scorrere del tempo e giudice assoluto della vita che si agita tra i confini della sua cornice.

Tu guardi il mondo da un buco della serratura. E se ti dicessi che quella realtà è una delle tante?
L’Antico

UN FILM MARVEL CHE LASCIA BEN SPERARE” STRANO!

Si può dunque perdonare al film una trama piuttosto semplice, legata alle esigenze del canovaccio “Le origini del personaggio che prima non ci crede, poi si allena e infine accetta il suo ruolo“, anche se lo scontro finale, date le premesse di cui sopra, viene risolto in una maniera inusuale e molto divertente. Essere troppo severi dal punto di vista della trama sarebbe ormai inutile dato che, inevitabilmente, Doctor Strange tornerà con un nuovo episodio e sarà quello il suo esame più difficile: riuscire ad amalgamarsi alle trame del MCU senza perdere la bellezza stipulata in questo esordio.

Attento ai sentieri nei quali prosegui Strange. Uomini più forti di te hanno smarrito la via
 Wong

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LA NOSTRA PAGELLA: 8.3/10

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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1 Risposta

  1. 7 novembre 2016

    […] Leggi anche la nostra recensione. […]

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