Recensione Cinecomic: Wonder Woman

Regia Patty Jenkins
Paese – Anno – Durata USA – 2017 – 141′
Stagioni/Episodi
Sceneggiatura Allan Heinberg
Produzione Warner Bros. Pictures, Cruel and Unusual Films, DC Entertainment, Dune Entertainment, Atlas Entertainment, Tencent Pictures, Wanda Pictures
Genere Azione, storico, cinecomic

GIRL POWER, FUCK THE POWER!

Se ne sentiva il bisogno di un film al femminile nel mondo dei super eroi mainstream. Dopo tutta questa predominanza maschile fatta di omoni nerboruti, pompati, mascelloni, di temi prettamente maschili, si doveva dedicare un film intero a una super eroina. Il DC Cinematic Universe, avendo finora fallito con i suoi eroi macho e avendo trascurato Harley Queen all’ombra del Joker di Leto, ha avuto l’occasione di poter fare un film potente, interessante, su una donna forte e carismatica come Wonder Woman. Se andiamo a leggere le recensioni si parla di film femminista. Direi di quel femminismo che lo scudo di Wonder Woman se lo posiziona sulle natiche e lo usa per riflettere ogni attacco.

Da Amazzone cresciuta nella fierezza della propria individualità, Diana finisce per adeguarsi allo stereotipo occidentale della donna moglie monogama che segue i principi del matrimonio. Nella prima parte del film c’è anche un dialogo tra lei e il co-protagonista maschile sul piacere carnale: Diana è convinta che l’uomo sia accessorio per la procreazione ma che per il proprio piacere basti, e sia molto meglio, far da sola. Incredibile! Un film DC che parla di autodeterminazione e anche di masturbazione femminile. E le femministe gioiscono.

Vi piacerebbe. Anni di educazione fatta di legnate, dogmi, leggende di dèi maschi crudeli, spazzati via in due dialoghi e un balletto con il primo figaccio ammantato di ideali di giustizia che le capita tra le mani. Tant’è che in sala si è sollevata una battuta che ha riassunto tutto: “Eh fa tutta la diversa però alla fine sempre il c***o le piace“. A quel punto le femministe sentono uno scricchiolio tra le gambe.

Ci si sposa, si invecchia insieme…
Chissà come deve essere..
-Steve Trevor e Diana Prince

AMMAZZA CHE AMAZZONE

Qualcosa da dire sulla trama? E’ un film di origini: Wonder Woman (nessuno la chiamerà mai così per tutto il film, probabilmente in inglese ci sarà qualche riferimento ma in italiano no) è nata e cresciuta sull’isola delle Amazzoni, location che ci offre gli scorci più belli e più colorati del film oltre ai personaggi più interessanti, con un fardello sulle spalle che la madre Ippolita tenta di non addossarle in ogni modo. Un giorno, non si capisce come e perchè, gli uomini riescono a penetrare la barriera, non si capisce in realtà cosa sia, che separa il mondo delle Amazzoni dal nostro e Diana incontra così una spia britannica che le parla della Grande Guerra la quale sta devastando il mondo. Diana, credendo che sia opera del temibile Ares, abbandona la sua isola per andare a salvare gli uomini.

Non aspettatevi di rimanere sorpresi da qualsiasi svolta narrativa. Potrei mettermi a fare l’elenco delle cose assurde che succedono e beccarmi tanti Like, ma il divieto dello spoiler vince sull’ingordigia.

Intorno le si muovono omuncoli le cui qualità non vengono mai utilizzate ai fini del film. Le altre donne che compaiono sono schiave di essi. Tutto per fare da contraltare a lei, Wonder Woman, emancipata dal controllo sul proprio sesso e voce libera, in un’epoca in cui il voto era ancora un sogno per il genere femminile. Qui forse il film spolvera un po’ meglio i suoi temi portanti. Finchè non la sentiamo parlare da reazionaria etica.

Nel mio popolo i generali combattono le battaglie in prima linea
– Diana Prince

FOTONICA

Gal Gadot è oggettivamente una bellezza fotonica. Ogni inquadratura su di lei fa scoprire un nuovo continente, ogni suo sguardo fa nascere una stella nel firmamento. Puntuali arrivano le battute e gli apprezzamenti degli uomini che traballano di fronte alla sua statura. Per fortuna il film riesce a ingannarci mettendo le ali ai piedi dell’azione girl power; Diana si muove e picchia con una forza affascinante e il suo tema musicale è qualcosa di galvanizzante all’ennesima potenza. Quando attacca ti si aprono gli occhi, tarpati dal sonno, all’istante.

Lo spaccato sul disagio della guerra, sulle contraddizioni del genere umano che sceglie di fare del male ai propri simili, la necessità di qualcuno che fermi tutto quell’orrore a cui i trattati di pace sembrano mettere fine solo in apparenza, sono tutti concetti belli e funzionanti purtroppo appiattiti da una sceneggiatura che crolla come le chiese dei villaggi bombardati e da una CGI ingombrante, in alcuni casi ridicola. La battaglia finale è, sul serio, stucchevole. La regia di Patty Jenkins deve piegarsi al volere di quest’ultima, squarciando la banalità di alcune sequenze al ralenty pecoreccio con qualche movimento di macchina più audace. Wonder Jenkins, salvaci tu!

Se questo doveva essere la versione femminile della DC al cinema, Gal Gadot è riuscita da sola nella missione, con la sua prova attoriale e fisica, a entrare nell’immaginario collettivo.  Il film non è niente di speciale ma ha una struttura coesa, ci sono dei tentativi di parlare di concetti importanti a volte quasi riusciti e tutto sommato ha delle idee visive ricercate. E risicate.

Meglio degli altri film DC, senza dubbio. E ora, con l’ennesimo dente saltato, prepariamoci al mucchio selvaggio di Justice League e a levarci altro dolore.

Combatterò in nome dell’amore
-Wonder Woman


Wonder Woman – La Serie Completa (21 Dvd)
Funko 12545 – Wonder Woman Movie, Pop Vinyl Figure 172 Wonder Woman
Wonder Woman: 1
Terra Uno. Wonder Woman: 1
Wonder Woman (Original Motion Picture Soundtrack)

LA NOSTRA PAGELLA: 6/10

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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