Collezionismo: Candy Candy

UN LAVORO ALL’ITALIANA

Candy candy1980: per molti sembra una data affondata in un tempo lontano, per molti altri un periodo irripetibile impregnato di quella magia semplice che si riassume con una sola parola: infanzia. A quel tempo molte parole e gran parte dell’attenzione era rivolta altrove, così nessuno conosceva davvero il significato di termini come manga e shojo, e non era consuetudine porsi molte domande sul materiale reperibile in ogni edicola di quartiere. Candy Candy, l’orfanella della casa di Pony, era per tutti la protagonista di un cartone animato di successo, che per ben 115 episodi aveva catalizzato l’attenzione di più generazioni contemporaneamente, rimanendo per un bel pezzo solo un prodotto televisivo. Intanto il Gruppo Editoriale Fabbri ne fa un “giornalino” (termine di larga diffusione che qualche decennio fa racchiudeva nel senso più ampio tutti i tipi di fumetto, ma che poco per volta si è ridotto a rappresentare un ridotto numero di tipologie più simili ad albetti spillati di piccole e medie dimensioni).

UN LAVORO ALLA GIAPPONESE

Candy Candy1I disegni sono quelli del celebre manga realizzato in Giappone dall’esplosiva coppia Kyoko Mizuki (testi) e Yumiko Igarashi (disegni), riprodotto in Italia fedelmente in più testate per un totale di ben 326 episodi. La cosa che stupisce è che le storie originali vengono esaurite col numero 78  che esce in edicola il 28 marzo 1982, così uno staff tutto italiano viene incaricato di continuare le vicende di Candy Candy ad oltranza. Dal numero 175 la testata cambia nome diventando Candy Candy Tv Junior e dal 241 Candyissima. I disegni non si discostano molto dall’impianto primario pur perdendo un po’ efficacia. Nel complesso però il prodotto è d’impatto, le copertine coloratissime sono corredate da delicatissimi disegni ritraenti Candy Candy in varie pose in alcuni casi originali; la carta lucida esalta il giornalino rendendo il tutto prezioso tra le mani dei ragazzi dei primi anni ottanta.


Candy Candy. «Eravamo tutte innamorate di Terence…»
Il secondo manuale di Candy
Candy Candy – Il Film (1973) DVD
Candy Candy e Terence
Candy Candy + Candy Candy e Terence (box collection)

Editore Gruppo Editoriale Fabbri
Autori Kyoko Mizuki (testi) e Yumiko Igarashi (disegni)
Prima pubblicazione 1975
Prima edizione italiana 1980
Formato cm 17 x cm 23,4 poi cm 15 x cm 21,3
Numero pagine variabile
Poster nessuno
Adesivi Numerosi adesivi
Gadget Numerosi adesivi
Reperibilità
Quotazione La collezione completa si aggira su una quotazione di € 1000/1200

COSA DEVI SAPERE:

Non è difficile imbattersi in qualche numero sciolto della saga di Candy Candy. Altra storia, invece, è riuscire a trovare completa l'intera epopea. Generalmente questi albetti avevano un livello qualitativo in termini di carta assai ridotto, spesso le spille non riuscivano a mantenere integro e compatto il giornalino dopo qualche lettura, la poca rigidità delle pagine non consentiva un mantenimento classico verticale. Per risolvere questo problema la Fabbri allegò ad alcuni numeri dei raccoglitori cartonati per conservare la raccolta in modo migliore. Iniziare questa collezione è una bella sfida, ancora più ardua se si decide di realizzarla con tutti i gadgets della serie, infatti nel corso della vita editoriale ne uscirono diversi, così distribuiti:
era possibile trovare adesivi, bigliettini, ciondoli ai numeri: 4, 6, 14, 16, 23, 25, 29, 31, 45, 48, 53, 54, 57, 63, 67, 76, 77, 81, 109, 127, 128, 130, 132, 144, 146, 154, 198, 199, 205, 230, 232, 241, 260;
nel numero 197 era allegato l'album di figurine "I cantanti dell'estate 1984";
nel numero 207 era allegato il diario scolastico;
nel numero 209 era allegato un pacchetto di figurine di Georgie;
nel numero 212 era allegato l'album e un pacchetto di figurine dello sceneggiato "Cuore".

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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