Collezionismo: Isabella

UN GENERE DIMENTICATO

Isabella 1Isabella, un nome che evoca mille sospiri. Oramai per apprezzare appieno questa opera così audace per i tempi in cui si è mostrata, bisogna necessariamente appartenere a quella schiera di cinquanta-sessantenni che dalla metà degli anni sessanta era solito apprezzare letture bizzarre dallo sfondo marcatamente erotico. Quel tempo era terreno fertilissimo per le menti frizzanti che abitavano il decennio ribelle delle rivolte studentesche; così il gusto pionieristico, l’arte semplice dell’ottenere il massimo dal poco disponibile e una dose smisurata di talento dette inizio ha un periodo florido di fumetti di altissimo profilo, sprofondati per decenni in un immeritato dimenticatoio, per essere riscoperti di recente con forza e apprezzamento. Isabella è uno di questi. Le sue vicende sono ambientate nel 1600, nella Francia delle nobili corti, dove trame oscure, giochi di potere e rapporti tormentati ordiscono trame passionali e altalene imprevedibili. Isabella scampa miracolosamente al drammatico eccidio della famiglia, voluto dal malvagio barone Eric Von Nutter; salvata da una compagnia di gitani che la educheranno alla vita di strada, non mancherà di nutrire i suoi sensi di rivalsa e di trovare in seguito sfogo attraverso agguati e duelli terrificanti proprio ai danni del perfido barone. La collana nasce da un’intuizione del vulcanico Renzo Barbieri e sceneggiata da Giorgio Cavedon; la mano della penna è dell’ispirato Sandro Angiolini, autore anche di moltissime copertine. La serie ha una vita considerevole di oltre dieci anni per due serie di 19 e 244 albi, per un totale ragguardevole di 263. Il successo del fumetto porta a realizzare una pellicola cinematografica intitolata “Isabella, la duchessa dei diavoli“, che nonostante le buone premesse non godrà mai di un successo di pubblico tale da elevare nell’immaginario collettivo questa atipica eroina dei fumetti; la regia è affidata a Bruno Corbucci e alla sceneggiatura partecipa lo stesso Cavedon. La serie comunque rimarrà seguitissima fino alla fine attestandosi su una tiratura media di oltre 70.000 copie quattordicinali.

Isabella


Isabella Collezione 1
Isabella N.21: Una folle libertina
Isabella N.22: Il garofano nero
Isabella N.26: L’estasi di Sara
Isabella N.27: Il vizio e la passione

Editore Ed. Sessantasei, poi Erregi, poi Ediperiodici
Autori Renzo Barbieri, Giorgio Cavedon, Sandro Angiolini
Prima pubblicazione 1966
Prima edizione italiana 1966
Formato cm 11,8 x cm 17 poi cm 13 x 18
Numero pagine 128 pagine poi 112 pagine, bianco e nero
Poster si
Adesivi si
Gadget si
Reperibilità
Quotazione Serie completa dei 263 numeri in stato da magazzino con tutti i gadgets € 3000

COSA DEVI SAPERE:

Serie dal completamento assai complicato. I fattori che ne determinano questo livello dal coefficiente alto di difficoltà è certificato da una serie di fattori: il numero elevato di numeri che compongono la serie, l'età (che ne influenza la qualità del materiale di base bianca e facilmente attaccabile dagli agenti esterni), i gadgets numerosi e introvabili, le occasioni rarissime in cui questo materiale si offre reperibile.
Andiamo con ordine. Esistono diversi supplementi dei numeri 8,20,30,38,60 e 87 (serie di romanzi di solo testo) al numero 77 (saggio in formato gigante illustrato da Angiolini) al numero 94 (raccolta delle lettere dei lettori del fumetto)
Gadget di serie:
n° 31 Adesivo prismatico;
n° 58/59 Cartolina;
n° 81 Poster;
n° 124 Cartolina;
n° 134 Poster;
n° 150 Albetto promo;
n° 151 Pieghevole;
n° 154 Pieghevole promo;
n° 23 Gigante Cartolina;
Inoltre erano richiedibili presso la casa editrice altri gadget, oggi considerati di estrema rarità:
– Le fotografie della duchessa dei diavoli;
– La tessera cavaliere o duchessa;
– Il gioco del brivido;
– Il calendario 1967;

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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