Report: Mostra mercato del fumetto di Reggio Emilia 2014

Luogo Reggio Emilia (RE)
Data 6-7 dicembre
Prezzo del biglietto € 8,00
Games
Sito web ufficiale

PER POCHI, ANZI POCHISSIMI

Reggio Emilia 6-7 dicembre 2014

Finalmente anche Reggio Emilia. Ci pensavo da un po’, ora che l’occasione si è presentata ghiottissima non ho potuto rifiutare e sono andato. È un viaggio che fa più male che bene, non per la fatica di partire prima dell’alba o per il freddo, traffico e tempo, piuttosto per il sapore che questa traversata di poche ore mi lascia in bocca. Nel 1817 lo scrittore francese Stendhal, padre dell’omonima sindrome, definiva il suo stato confusionale di fronte alla bellezza di Firenze con queste parole «Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.»

Questo è quanto può accadere se non si è adeguatamente preparati, varcando le porte dei capannoni del polo fiere di Reggio Emilia. Non esagero affatto, eppure lo sapevo, da anni ci provano a spiegarmi che questa strana kermesse esige solamente il meglio del meglio che esista sulla piazza in ambito collezionistico di genere fumettistico e simile. Anche se sono moltissime le cose che stridono e non assomigliano a una qualsiasi altra mostra mercato di questo tipo, proviamo ad analizzare qualche punto nodale.

ANALISI DI UNA FIERA

Reggio IMG_8549La location: il luogo che ospita la fiera è un’immensa area costituita da giganteschi capannoni, posizionati nell’immediato svincolo autostradale. Ampi piazzali disadorni e vicini parcheggi esaltano i colori grigi della periferia industriale, tra distese di asfalto e blocchi di costruzioni prefabbricate. La biglietteria è a ridosso della manifestazione e il problema biglietto (€ 8,00) si risolve in brevissimo tempo, passando in un corridoio di transenne posizionate alla buona si giunge finalmente verso le porte del paradiso.

I visitatori: salta subito agli occhi l’età media degli avventori. È molto comune trovarsi circondati da collezionisti che hanno passato la mezza età da un pezzo, e non per questo sono meno agguerriti o infervorati, comunque tutti molto educati e pronti a scambiare una parola. Purtroppo l’afflusso non rende giustizia all’importanza della manifestazione, anche se come noto il giorno migliore è sempre e comunque il sabato, a scapito di una domenica fiacca e molto nostalgica. Il vero problema di questa situazione è la netta frattura che si è creata tra due grosse generazioni che stanno andando in direzioni diverse, dove una non approva in nessuna maniera il nuovo e l’altra non si documenta per scoprire le origini e le radici del fumetto.

Gli spazi espositivi: purtroppo devo essere assai critico su questo punto, infatti la sensazione che traspare da un’occhiata generale e poco accurata è quella di un grosso mercato rionale dell’antiquariato. Gli spazi non sono né ben delineati né costruiti per diventare stands espositivi di livello. Ogni espositore è costretto ad arrangiarsi come meglio crede, con scaffali, mobili, scatoloni e tavoli, proponendo una visione globale disomogenea e poco rispettosa dell’eccellenza del materiale. Anche i nomi prestigiosi dell’editoria si arrangiano alla meglio in un panorama un po’ troppo provinciale.

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Il materiale: c’è solo da lustrarsi il globo oculare più e più volte, per essere convinti di aver visto davvero tutte quelle cose. Reggio Emilia è un museo itinerante, composto da un circo di collezioni private enormi, assortite, fenomenali, uniche. Qui e solo qui è possibile osservare da vicino albi che altrimenti sarebbero relegati all’immaginazione del web o come didascalia di qualche catalogo specializzato. Qui si danno appuntamento tutti i più facoltosi, folli, stravaganti, eccentrici, amanti, bizzarri collezionisti di fumetto. Il periodo abbracciato dal materiale copre un arco temporale che affonda dai primi anni del secolo scorso fino agli anni ’70-’80, difficilmente va oltre. Impossibile trovare manga, e se accade è solo per caso. Reggio Emilia è pure il paradiso dei cercatori di album di figurine, figurine sciolte, locandine di film, tavole originali, giocattoli, soldatini.

Reggio IMG_8544Particolarità: il vero movimento, come detto, avviene il sabato, non solo in termini di afflusso ma soprattutto in termini strettamente monetari. Il tutto avviene nel giro di poche ore, chi può compra e lo fa senza troppi patemi, tutti gli altri si rassegnano al turismo come me. Questo atteggiamento molto selettivo svilisce un po’ il senso di festa che dovrebbe permeare una fiera, sottolineando in modo estremo esclusivamente il lato economico e sempre meno quello culturale o ludico. Un altro aspetto pericoloso è il completo rigetto del fumetto contemporaneo o più semplicemente moderno, da tenere lontano come un fenomeno deviato e sformato dal tempo; mi chiedo come sia possibile non pensare che un giorno sarà proprio il fumetto moderno a invecchiare e poco per volta a sostituire il materiale d’antiquariato che in qualche modo perderà d’interesse per mancanza di collezionisti.
Sono convinto che l’eccellenza non è determinata solo dal materiale che si è in grado di esporre a una manifestazione, ma piuttosto dalle idee che ne consolidano una lunga durata. Ed è senza la freschezza dei giovani e delle loro idee, in ogni ambito, che si è destinati a tramontare inesorabilmente. Il collezionista è una bestia selvatica, non si addomestica se non è una sua scelta, è pronto ad avere torto tutta la vita piuttosto che ammettere di avere sbagliato.

CONCLUSIONI

Reggio IMG_8548L’afflusso basso della domenica permette una fruizione regolare e molto tranquilla anche se velatamente nostalgica, ma il vero colpo basso lo regala l’atteggiamento rinunciatario di moltissimi standisti se non di tutti, che dopo l’ora di pranzo iniziano l’opera di smontaggio, verso il rientro a casa. Interrogati su questa abitudine rispondono che è solo una lenta agonia fino a sera e che per ottimizzare il lavoro l’unica cosa sensata da fare è quella di portarsi avanti col preparare gli scatoloni da riporre sul camion.

Reggio IMG_8559Riflessioni: il ritorno in autostrada è un orizzonte di pensieri scuri, il piacere di aver visto da così vicino vere e proprie opere d’arte è stato inquinato da sentimenti bui e negativi. Consiglio fortemente di partecipare a questa mostra del fumetto ma insisto ancora che è necessario arrivarci preparati, sapendo cosa ci si trova di fronte, senza dover cercare spiegazioni a un Olimpo di cose che non si riescono a capire. In tutto questo turbine di scosse dal tono nero ho percepito un lampo di rarissima magia, così come accade durante il più cupo temporale quando una luce rischiara il cielo, ho avuto il piacere di conoscere di persona un gigante del fumetto di tutti i tempi: Jordi Bernet. E scusate tanto se è poco.

LA NOSTRA PAGELLA: 7/10

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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