Report: Mantova Comics & Games 2015

Luogo Mantova
Data 6-7-8 marzo 2015
Prezzo del biglietto € 10
Games Piccoli ma ci sono
Sito web ufficiale http://www.mantovacomics.it

ASPETTANDO LA PRIMAVERA

Ritorno a Mantova comics dopo qualche anno e la trovo decisamente cambiata.
Il sentimento che domina è un senso fortissimo di attesa, come se seduti a un tavolo si assaggiasse uno stuzzichino in vista dell’arrivo di un piatto forte che però non arriva mai.
Alla mia età, non troppo veneranda, per adesso, ma punteggiata da decine di fiere, ho imparato a riconoscere tra gli atteggiamenti, le facce, gli stand, il materiale quello che è lo stato di salute di un evento. Il continuo interesse generato dall’euforia intorno al fenomeno “fumetto” ha consegnato il destro a molti scaltri operatori del settore, consentendo un sano proliferare di piccolissimi, piccoli o medi eventi intorno al luccicante mercato della carta disegnata.
Mantova si trova ancora in quella fase in cui è necessario un deciso cambio di marcia, per crescere sul piano della qualità e della credibilità. La contemporaneità di altre fiere è uno dei parametri con i quali si misura l’incidenza di un evento sulla disposizione del calendario degli appuntamenti.
Ma analizziamo nel dettaglio quello che ho potuto vedere da vicino.

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RADIOGRAFIA DI UNA FIERA

Come arrivare: giungere presso il piazzale del sospirato Palabam è cosa assai agevole; l’autostrada, per chi viene da fuori, è a ridosso della manifestazione. Con uno sforzo minimo si è in grado di approdare presso uno dei grandi piazzali vicini alla mostra.

La location: il Palabam è un palazzetto dello sport, una struttura semi-moderna, che si presta per pochi giorni alla kermesse lombarda. A oggi questo genere di collocazione è una di quelle che con poco impiego di risorse riesce a garantire un apprezzabile risultato. La fiera, che si snoda tra il campo da gioco e gli ampi locali retrostanti, contiene il pubblico tra i corridoi generati dagli stand, sacrificando molto il transito anche in presenza di un numero non proprio esagerato.
Nota di servizio: la fila di fronte alle casse, seppure di qualche centinaio di persone, scorre via tranquilla senza disagi di sorta.

Gli stand: gli spazi sono davvero ben delineati, montanti rimovibili e grandi pannelli bianchi delimitano con solide strutture i margini di manovra al di qua e al di là dello stand stesso. Dietro, il venditore è libero di architettare esposizioni stravaganti e fantasiose, ottimizzando al massimo la propria potenza di fuoco.

IMG_9848Il materiale: la scelta degli espositori decreta di fatto il genere di manifestazione e di conseguenza di pubblico che si vuole sensibilizzare. Mantova comics non è una di quelle mostre dove si ha bisogno di pizzicotti per smettere di chiedersi se si sta vivendo il sogno o la realtà.
Di fumetti ne troverete a volontà, intendiamoci, ma non crediate di assistere a rarità da museo o a albi di pregio assoluto (considerazione fatta naturalmente verso il genere dell’antiquariato). Questo a tutti gli effetti è il regno dei manga, degli albi Bonelli, delle novità appena presenti nelle edicole e nelle librerie.

Il pubblico: come detto, la scelta degli espositori seleziona direttamente la tipologia delle persone che interverranno. A Mantova non troverete un pubblico eterogeneo, qui la forbice d’età è ben delineata cristallizzandosi, con qualche anomalia, tra i 12 e i 35 anni. Questo target naturalmente depone a favore della fervida energia della quale i ragazzi sono ancora fortunatamente baciati: non è difficile cogliere barlumi di autentica e sana voglia di divertirsi, scambiarsi opinioni, suggerimenti e abbandonarsi per un po’ alla condivisione di una festa. Inoltre, nonostante l’evidente scomodità di alcune situazioni normali durante le manifestazioni, ho personalmente riscontrato un pubblico tollerante e educato. Non è difficile incontrare, specie nel giorno della domenica, intere famiglie a passeggio tra gli stand.
P.S. nota finale, qui non troverete il collezionista di lungo corso, il veterano dell’albo anteguerra, il pazzo che con il classico rotolo di soldi si aggiudica la rarità assoluta.

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I prezzi: escluso l’obolo necessario di 10 € per l’ingresso (adeguato per questo genere di manifestazioni), il resto non fa rimanere molto allegri. Alla fine che si voglia o no gli stand, per chi può girare un po’ per mostre, sono spesso gli stessi e sono misurati su fiere più grandi e con un flusso di gente e denaro ben diversi. Avviene così che i prezzi da fiera tendano a non essere in linea con quanto è disponibile sul web, lasciando il materiale sugli scaffali e un broncio poco convinto sui volti degli espositori.
Il pubblico giovane, la contemporaneità di altre fiere, il richiamo non proprio di prim’ordine, non consentono di classificare Mantova comics tra quelle mostre note per la ricchezza dei movimenti pregiati, dei quali altre situazioni possono fregiarsi. D’altro canto non è difficile trovare offerte presso le case editrici, e blocchi completi a richieste ragionevoli.

L’atmosfera: non siamo al livello di quello che potremmo definire “la festa delle medie“, dove tutti guardano gli altri e nessuno balla, ma lo sforzo profuso dagli organizzatori non garantisce un ambiente avvolgente e frizzante come è possibile trovare presso altre manifestazioni. Passeggiando per la fiera si ha la sensazione di vivere lo spazio a compartimenti stagni poco amalgamati tra di loro, così da rimanere smarriti e mai partecipi, bensì solo spettatori. Forse questo è il vero aspetto sul quale fare una vera e profonda riflessione. Il numero e la qualità dei cosplayer non sono quelli dei grandi eventi, ma poco male, un tocco di allegria non guasta affatto, quindi quello che mi sento di dire è: continuare a crederci.

Conclusioni: prima di intraprendere un viaggio o di rinunciarvi informatevi sul genere di mostra che troverete. Rimanere delusi o trovarsi in una realtà che non ci appartiene non è certo quello che nessuno di noi va cercando.

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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