Recensione Game: Drizzit – Il gioco di carte

Editore/Distributore Shockdom, Post Scriptum, Raven Distribuzioni
Autore/Sviluppatore Andrea Chiarvesio e Luigi “Bigio” Cecchi
Genere
Anno di pubblicazione 2014
Numero giocatori Da 1 a 5
Durata media Da 20 a 40 minuti
Contenuto della confezione Manuale di gioco, 26 punti vita, 25 indicatori di gioco, segnalino “primo giocatore”, un dado personalizzato, 160 carte divise in: 3 set avventura (Sottosuolo, Orchi e Gilda dei Ladri), carte personaggi, carte abilità dei personaggi, carta Bisaccia Dimensionale,

Prezzo 19,99 euro

La fama di Drizzit e del suo autore, Luigi “Bigio” Cecchi, è andata aumentando sempre di più nel corso degli anni: l’elfo scuro e tutti i suoi compagni possono ormai vantare un nutrito gruppo di fan (ben 34mila persone sulla pagina Facebook ufficiale) che da oggi potranno interpretare in prima persona le gesta, più o meno eroiche, di questi simpaticissimi personaggi nel gioco di carte ufficiale della serie. Prima di procedere con la recensione, vi rimando al nostro unboxing video della confezione per vedere “dal vivo” i materiali di gioco.

SI PARTE ALL’AVVENTURA

Il gioco di carte di Drizzit offre una certa varietà al momento di inizio della partita: sono tre i set avventura (Sottosuolo, Orchi e Gilda dei Ladri) contenuti all’interno della confezione, ognuno provvisto dei propri mostri, trappole ed eventi. Durante ciascuna avventura i personaggi sono chiamati a percorrere tre “sentieri” di lunghezza via via maggiore, formati dalle carte trappola e mostro risolte durante la partita; al termine di ciascuno di questi percorsi c’è il classico boss di fine livello: un mostro più potente e con abilità particolari in grado di mettere in difficoltà i nostri prodi. Sconfitti questi, la partita si potrà considerare vinta ma nulla vieta ai giocatori di mettere in piedi una vera e propria “campagna” proseguendo con uno, o entrambi, dei due set avventura rimanenti. Ogni giocatore potrà scegliere tra i cinque personaggi contenuti nella confezione base (altri sono in arrivo: nella scatola abbiamo già trovato il personaggio bonus Pako, la capra mannara): Drizzit, la cui presenza è sempre richiesta in partita, Katy Brie, Wally, Dotto e Baba Yaga. Ogni personaggio ha cinque carte abilità speciali tra le quali i giocatori dovranno sceglierne quattro da usare nel gioco.

Ad ogni inizio turno il primo giocatore deve girare la carta in cima al mazzo avventura: nel caso sia una trappola o un evento va risolta immediatamente e poi, se si tratta del primo tipo, posta nel sentiero; i mostri, invece, scatenano una battaglia: nella maggior parte dei casi il personaggio che li incontra per primo riesce a sconfiggerli ma, se così non fosse, il nemico attaccherebbe quello alla sua sinistra. Gli esiti sono due: quello più auspicabile, ovvero la morte del mostro, oppure la morte del giocatore, evento possibile ma non definitivo in quanto tutti possono essere rianimati con i punti ferita presenti nella Bisaccia Dimensionale. Ci sono eventi o mostri che possono garantire dei vantaggi al gruppo sotto forma di carte ricompensa o bonus al gioco; gli eventi, però, possono anche essere negativi e conferire dei malus. Il combattimento contro i boss si svolge nello stesso identico modo di quello contro i mostri più deboli. Questo è un riassunto veloce e sintetico delle meccaniche di gioco che, anche se divertenti e stimolanti a primo impatto, col proseguire della partita rischiano di diventare ripetitive nel loro complesso, senza comunque stancare mai davvero soprattuto grazie ad alcune situazioni divertenti che vengono a crearsi.

IL LATO DIVERTENTE DEL GIOCO…

Parlando di situazioni divertenti mi riferisco in particolar modo a una caratteristica specifica del gioco: il dado a 6 facce personalizzato, in cui il numero 6 è stato sostituito con Gregorius, il teschio porta sfortuna. A ogni lancio di dadi, infatti, l’apparizione di Gregorius equivale al fallimento dell’azione: i giocatori, dunque, si troveranno a invocarlo nel caso in cui il lancio valga per il nemico, come pure a temerlo nel caso sia rivolto contro di loro. Una serie di tiri sfortunati da parte di uno dei personaggi può dar vita a momenti di vera ilarità tra i partecipanti al gioco.
Momenti divertenti si verificano anche grazie ad alcune carte che, nel pieno stile irriverente del fumetto, raccontano o creano situazioni imbarazzanti, comiche o assurde. Il tutto tende a bilanciare la ripetitività di cui si parlava poco sopra, mantenendo le partite sempre allegre.

… E QUELLO MENO

Inutile nascondersi dietro un dito: nonostante l’ottimo lavoro fatto dagli autori, in particolar modo da Andrea Chiarvesio, non certo l’ultimo arrivato, Drizzit ha dei punti deboli che è doveroso segnalare.
In primis, ad avviso dello scrivente, le meccaniche di gioco si basano eccessivamente sul tiro del dado: che si tratti di un combattimento contro un mostro/boss o di una carta trappola, la maggior parte delle situazioni vanno districate con un lancio; i nemici, inoltre, hanno spesso un solo punto ferita: se questo da un lato rende la sfida poco impegnativa, sicuramente un punto a favore di un titolo di questo tipo, dall’altro pone anche in secondo piano l’utilizzo delle abilità dei personaggi. Abilità che, inoltre, potrebbero essere usate per mettere in piedi una strategia comune, essendo disponibili anche al di fuori del proprio turno; tuttavia, le situazioni in cui sarà effettivamente necessario “prestarne” una a un altro personaggio sono davvero poche: questo limita fortemente l’interazione fra i giocatori, che invece sarebbe potuto essere un buon modo per rendere le partite ancora più divertenti.

La possibilità di giocare in solitaria, infine, offre sicuramente un qualcosa in più in termini di diversificazione delle partite; tuttavia il gioco risulta molto più noioso rispetto al giocarlo con altri tre o quattro amici considerando l’ovvia assenza di momenti comuni di divertimento e ilarità.

PER I FAN DEL FUMETTO O PER TUTTI?

Rispondo subito alla domanda che potrebbe esservi venuta in mente: il gioco è assolutamente adatto a tutti, fruibile e divertente anche da chi non ha mai sentito parlare prima di Drizzit. Chiaramente chi ha seguito le strisce fin dall’esordio troverà dei riferimenti e dei rimandi che agli altri sfuggono, ma è un “in più” al quale si può tranquillamente fare a meno senza pregiudicare il divertimento.
I fan, inoltre, riconosceranno immediatamente lo stile dei disegni: Bigio, infatti, si è occupato in prima persona della parte grafica del gioco che, quindi, è totalmente analoga a quella del fumetto. Questo arricchisce senza ombra di dubbio i materiali, su cui si sarebbe potuto fare qualcosa in più: non tanto per le carte che, anche grazie agli stessi disegni, sono di buona fattura, quanto per i segnalini bonus/malus che risultano essere dei cerchietti o dei tondini di cartone di bassa qualità. Certamente il prezzo basso può giustificare una componentistica non di primo livello.

Nel suo complesso Drizzit è un gioco che va promosso nonostante i lati negativi. Se cercate una sfida leggera e poco impegnativa che non vi occupi un intero pomeriggio ma al massimo un’oretta, siete nel posto giusto; se volete ridere a crepapelle con le disavventure di questo gruppo di personaggi o prendendo in giro qualche amico sfortunato, siete nel posto giusto; se siete fan del fumetto, non potete lasciarvelo scappare. Pensateci due volte, invece, se siete degli “hardcore gamers” alla ricerca di una sfida impegnativa ed elaborata, magari con una forte componente di interazione tra i partecipanti.
In conclusione, segnalo che il gioco non si limiterà a queste componenti base: sono in previsione diverse espansioni che verranno rilasciate nel corso dei prossimi mesi, la prima delle quali, chiamata Draghi, spose e coccole estreme, è già disponibile sullo store della casa editrice.


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Nicola Manocchio

Da sempre grande appassionato della carta stampata, libri o fumetti che siano. Da piccolo consumava più Topolino e romanzi fantasy che pane, da grande allarga gli orizzonti alle più svariate tipologie. Tra una lettura e l'altra occupa il tempo giocando alla cara "Play" e guardando serie tv. Pubblica video su youtube con lo pseudonimo di DrNicman. Studente freelancer per quel che resta.

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