Recensione Game: The Walking Dead – A New Frontier

Editore/Distributore Telltale Games
Autore/Sviluppatore Telltale Games
Genere avventura grafica
Anno di pubblicazione 2016/2017
Numero giocatori 1
Durata media Circa un’ora per episodio
Contenuto della confezione Dundle digitale

Prezzo 24,99 euro (Season Pass)

Che a Telltale piaccia fare le serie in grande ce ne stiamo accorgendo tutti. La produzione della software house californiana continua fiorente con, fatto non trascurabile, una qualità media generalmente buona, non tutto oro colato, ma non credo ci siamo mai trovati a dover criticare pesantemente una serie Telltale. Di certo lo stile dell’avventura grafica basata prevalentemente sulle scelte del giocatore ha i suoi crismi e i suoi difetti, quest’ultimi sempre più evidenti man mano che si prosegue con la reiterazione dello stesso meccanismo.

Arrivati alla terza stagione di The Walking Dead, dopo il fulmine a ciel sereno che fu la prima, si sente sul serio la depressione endogena causata dalla riproposizione pedissequa, specchio riflesso di tutto quello che abbiamo già visto (ed amato) nelle serie precedenti.

Arti divelti per salvare vite appese, sparatorie al cardiopalma, morti inaspettate, scelte morali disseminate in punti salienti, cliffhanger che ci fanno venire il mal di pancia.

Ma come? Non sono queste le cose che fanno la fortuna di una serie? L’hanno fatta, in effetti. Se solo invertissero l’ordine di questi fattori, non dico sovvertirlo completamente per non rischiare di deludere i fan delle spirali senza fine, ma almeno dargli una spolverata si, andiamo, questo si potrebbe fare. Non sarebbe male tornare a giocare un po’ di più. Per gran parte delle puntate ve ne resterete col pad in mano a cliccare uno, due tasti alla volta come da troppo tempo succede.

La New Frontier del titolo non è manifesta, ma solo dichiarata. Cambia la trama ma non lo storytelling.

La terza stagione è un mattone del muro, un rito di passaggio per il personaggio principale Clementine, giocabile in alcuni frangenti ma volutamente spacciata per co-protagonista. In realtà ciò che vediamo a schermo serve per ripararsi dal rischio di rovinare l’iterazione con la sua storia; usare Clementine come personaggio giocabile per tutte le stagioni rischia di abituare lo spettatore e fargli perdere di vista la maturazione di questa ragazza che, da sola, sta attraversando nella maniera più brutale il percorso della crescita. In questo capitolo delle sue avventure ci troveremo davanti una Clementine più alta, più dura, a volte cinica, ma ancora fragile e bisognosa di certezze a cui aggrapparsi.

Gli autori fanno la scelta coraggiosa e azzeccata di allontanarci, per modo di dire, da Clementine. Mostrandocela attraverso gli occhi degli altri, facendoci entrare in contatto con lei da un’altra prospettiva. Dandoci una seconda opportunità, dopo la dipartita di Lee, di essere di nuovo suoi mentori o i suoi aiutanti.

Ma chi sono questi altri? A New Frontier segue più da vicino le vicende di una famiglia di ispanici di cui vestiremo i panni del figlio minore, Javier, un ragazzo con un talento per il baseball, inizialmente introverso e riflessivo. Starà a noi plasmare la sua personalità nel corso dei cinque episodi, di pari passo con la relazione con il fratello David, un ex soldato dal carattere ruvido e impetuoso.

Gli sceneggiatori di The Walking Dead hanno deciso di mettere a parte l’azione per approfondire i dialoghi, a volte decisamente lunghi e lenti, in modo da farci percepire le difficoltà insite nei rapporti famigliari, una connessione più intima per il giocatore il quale non si trova soltanto a gestire amicizie nate sul campo della sopravvivenza, ma relazione più complesse. C’è da dire che questa storia della familia scade un tantino nella soap-opera soprattutto quando si va a parlare di triangoli amorosi, di figli adottivi e di adolescenti con tutta la loro odiosa complessità e volubilità.

Qualcosa stride nel meccanismo, non posso nascondere che questi personaggi mi siano rimasti abbastanza indifferenti, per non parlare dei nemici. Dato che la serie vuole insistere sul contrasto tra i due fratelli, gli avversari di contorno sono meri ostacoli senza troppa ambizione.

Più interessante l’avvicinamento dell’evoluzione della serie videoludica al fumetto di Kirkman: dove prima si parlava di soste fugaci, di fughe da un accampamento all’altro, di piccoli gruppi di superstiti, ora cominciano ad affiorare gli agglomerati di persone le quali tentano di riorganizzare una vita sociale, i grandi e piccoli feudi che innalzano grandi muri di cinta per proteggersi dai morti viventi…e dai viventi. Anche stavolta incontreremo un personaggio originale della serie a fumetti, di quelli usciti dagli ultimi cicli di storie.

Questo preannuncia forse che un giorno assisteremo all’incontro tra Clementine e Negan?

Non è una cosa che gli autori prenderanno sottogamba. The Walking Dead a videogiochi non è finito. Ci fa passare anche questa terza stagione, non al livello delle precedenti ma nemmeno da bocciare, con cinque episodi molto più riflessivi e conditi con tutti gli ingredienti che ci fanno stare male per la tensione. Solo che adesso è come avere la febbre del cambio di stagione, una robetta che sappiamo gestire. C’è bisogno di nuove malattie, più subdole e invasive, per farci di nuovo tremare dall’ansia.


Warner Bros The Walking Dead: A New Frontier, PS4 Basic PlayStation 4
Telltale Games The Walking Dead – A New Frontier, Xbox One
Flashpoint PS4 The Walking Dead
Game of Thrones Season 1 – PlayStation 4
Warner Bros Batman: The Telltale Series, PS3 Basic PlayStation 3



C4 MATITE:



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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