Recensione: 133 (One Dirty Tree)

Editore Oblomov Edizioni
Autori Noah Van Sciver
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana 2017
Formato 17,5 x 24 cm brossurato
Numero pagine 120 a colori

Prezzo 19,00 euro

Non capiscono… Come potrebbero, del resto? Che ne sanno, loro, dell’urgenza artistica? Io non posso non assecondare la mia arte…E la mia arte si esprime nel fumetto.

Scindere una produzione artistica dal proprio fautore in alcuni casi è un elemento impensabile. Questo discorso comprende nella sua totalità anche i lavori di Noah Van Sciver, uno che sente ribollere il fuoco del fumetto dentro di sé fin dalla sua giovane infanzia. Noah ama i fumetti, vive per i fumetti e sta cercando di vivere di fumetti. Nei suoi lavori, che siano le storie brevi raccolte nella sue serie Blammo, nella sua proiezione artefatta di Fante Bukowski o in questo toccante volume pubblicato da Oblomov Edizioni, potete raccogliere dei piccoli frammenti della sua vita, che hanno inevitabilmente segnato il suo percorso artistico. Questa volta l’artista americano decide di partire dal suo  133  (One Dirty Tree, un gioco di parole che da anche il titolo all’opera), ovvero quello sporco e spoglio albero che affiancava la casa in cui è cresciuto, circondato da una famiglia che faceva dell’arte e della forte componente religiosa le sue basi.

Sopra agli scricchiolanti pavimenti della sua villetta Noah ha cominciato ad appassionarsi al mondo della scrittura e del disegno proprio seguendo la passione dei suoi punti di riferimento, Ethan, il fratello maggiore conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori in particolare per DC Comics sul personaggio di Lanterna Verde e la mamma Candance, piegata spesso sul tavolo a scrivere poesie mai pubblicate. Una forte componente nella sua crescita è anche la parabola discendente del padre Harvey, ex avvocato caduto con il tempo in rovina e ormai racchiuso in una vita di reclusione in casa.

Dietro questi presupposti si muove una storia ambientata su due livelli temporali, quello passato dove il giovane bambino comincia a scarabocchiare sui fogli ricalcando ed inventando storie infantili e quella presente, dove un uomo ben più disilluso si muove nell’America dei sogni e dei successi fulminanti. Il bambino è cresciuto e con lui sono arrivati i problemi: la continua insicurezza economica, contratti traballanti nel mondo del fumetto (tra la possibile pubblicazione di Fante Bukowski, ora al terzo volume e altre proposte incerte) e Gwen, una ragazza con cui è incastrato in una relazione senza via d’uscita e che fino in fondo non sembra capire il suo lavoro e il fuoco che brucia dentro di lui.

L’opera, con un taglio documentaristico (come possiamo vedere anche dall’inquadratura delle prime pagine), è una riflessione semplice sul cosa si è disposti a sacrificare per poter portare avanti i propri sogni e sulla situazione attuale dell’autorialità a fumetti. Sicuramente un’opera “diversa” rispetto a quelle che siamo stati abituati a leggere negli ultimi anni in Italia dello stesso artista, che spesso ha fatto della narrazione di finzione il suo punto di forza. 

Sotto il punto di vista artistico si sente forte la volontà di “cambiare” adottando un tratto più morbido, anche se febbricitante e poco dettagliato. Colori caldi e silouhette caricaturali grottesche sono la culla di un lavoro decisamente più semplice che però non lesina sulla sperimentazione. Noah Van Sciver si diverte: cambia stile (raggiungendo punti più realistici e altri più naif) e sperimenta le tecniche della sovrapposizione d’immagini. Come in un collage i suoi disegni vengono applicati dietro a foto e disegni provenienti da manuali d’illustrazione e scientifici. La costruzione della tavola è semplicistica, quasi un unicum per un uomo che ha abituato il suo pubblico attraverso continui esperimenti.

Oblomov Edizioni ha iniziato il suo viaggio nel mondo del mercato italiano proponendo un variegato parco titoli, che comprende artisti provienienti da tutto il mondo. La voce di questo autore americano, osannato da mostri sacri come Robert Crumb e Daniel Clowes che lo considerano uno degli artisti più interessanti del panorama indipendente, è imprescindibile per l’operazione di panopticum artistico che la casa editrice di Igort ha deciso di adottare. Quella a cui vi trovate difronte è una delle opere con cui iniziare a conoscere ed amare Noah, uno che ha fatto della nostra passione una vera e propria missione di vita.

PRO CONTRO
– Racconto delicato e toccante
– Sperimentazione al tavolo di disegno tramite collage di immagini, mush-up artistici
– Il disegno di Noah Van Sciver non al massimo della sua esplosività

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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