Recensione: 4 o’clock – Patetico

Editore Shockdom
Autori Fiore Manni
Prima pubblicazione Novembre 2015
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 16 x 23 cm
Numero pagine 128 a colori

Prezzo 12,00 euro

Nell’Inghilterra vittoriana Anna e Alexander, gemelli dal prodigioso talento musicale, crescono circondati da maestri nel palazzo nobiliare del padre, deciso a sfruttare le virtù dei figli. Negli anni però, mentre il canto di Anna resta meraviglioso, l’estro e il genio di Alexander, pianista, svaniscono lentamente. Mentre Alexander si esercita giorno e notte, cercando di comporre l’opera che gli restituisca la fama, il giovane e brillante violinista Adam incanta i salotti londinesi e Anna stessa: tutti per ora ignorano quali oscuri segreti si nascondano dietro l’affascinante e rivoluzionaria musica del ragazzo.

4 O’CLOCK: PATETICO

4-o-clockSta per piovere. Un sintomatico segnale che qualcosa sta per cambiare. Non solo per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, ma un mutamento nella vita del protagonista. La primissima battuta di Patetico, il primo dei tre volumi di 4 o’clock, offre un quadro chiaro sul fulcro dell’argomento, ossia, l’accettazione dei cambiamenti e le sue conseguenze.

Protagonista della storia è un giovane davvero particolare. Speciale, direi. Alexander, fin da bambino ha dimostrato di avere una particolare dote per l’arte musicale. Con la crescita – precisamente a quindici anni – il suo dono si è affievolito, tramutandolo semplicemente in un bravo musicista. Il talento, può dare gioie, soddisfazioni, ma soprattutto tormenti, e sono proprio questi a rendere interessanti il personaggio creato da Fiore Manni, al suo debutto come fumettista per Shockdom. Fiore, già nota al pubblico che la segue nei suoi programmi televisivi e che condivide la stessa passione con l’autrice per arte sequenziale giapponese e non solo, riversa tra le pagine della sua opera prima tutte le influenze di serie provenienti dal Sol Levante come Candy Candy e Georgie.

UNA SINFONIA DI SENTIMENTI

4-o-clock (1)Alexander, la cui storia personale analizzeremo in seguito, ha una controparte femminile. Una sorella gemella, Anna. Delicata, dolce, premurosa. S’inserisce perfettamente nella storia rappresentando la parte positiva, la spensieratezza, contrapposta alla negatività del fratello. Anche Anna ha una grande dote: la sua voce. Differentemente dal fratello, Anna non ha subito variazioni nella particolarità della sua voce, andando così ad accentuare la perdita del fratello.

Nel rapporto d’amore/odio tra i due gemelli compare una terza figura. Qualcuno potrebbe dire, che il potere del trio rende perfetta una sinfonia, invece, è l’origine di una serie di circostanze che porteranno Alexander a mettersi in moto ed entrare nel vivo dell’azione. Adam, questo il nome del terzo personaggio, irrompe nelle vite dei due giovani per volontà del padre dei ragazzi, soprattutto perché è un bravo musicista.

Analizzata attraverso le informazioni che ho fornito poco sopra, 4 o’clock potrebbe risultare una storia in cui il protagonista cerca di affermare la propria identità per trovare il proprio spazio nel mondo, in questo caso, attraverso una forma d’arte. C’è molto altro tra le righe, anzi tra il pentagramma, orchestrato da Fiore Manni. Una figura paterna, ingombrante, prepotente, che decide per il destino dei propri figli riconosciuti in ritardo. Bastardi! Ecco cosa sono stati Alexander e Anna per la prima parte della loro vita, e adesso sono sfruttati per mettere in mostra la loro virtù.

Non c’è felicità, non c’è riconoscenza. Alexander fin dalle prime pagine risulta essere un personaggio terribilmente debole che ha costruito una corazza contro le maldicenze e gli obblighi imposti dal padre. L’arrivo di Adam segna una svolta; Alexander impara a conoscersi e allo stesso tempo è terminato a scoprire il segreto che cela Adam.

SIAMO TUTTI ALEXANDER!

4-o-clock (2)Vado spedito al nocciolo della questione. Consiglio questo volume? Sì! In particolar modo ai lettori che amano una narrazione tutta incentrata sui personaggi e che se anche gli ambienti sono sempre gli stessi – potrebbero essere anche sempre la stessa stanza – poco importa! I sentimenti, l’affermazione identitaria, e la scoperte della possibile perdita degli affetti rendono 4 o’clock unico nel suo genere per il fumetto italiano.

A metà strada tra uno shojo e un romanzo di formazione per adolescenti, l’opera di Fiore Manni, racconta ciò che tutti i ragazzi – come Alexander e Anna – vogliono leggere. L’incomprensione, tipica di quegli anni, sfocia in un conflitto interiore che porterà il protagonista ad avere un rapporto di amore/odio con la sua arte.

Buona la realizzazione dei disegni, e la suddivisione dei tre capitoli che correlano i nomi dei protagonisti ai tre andamenti di una sinfonia. Se questa è soltanto la prima parte della storia, sono sicuro – e soprattutto curioso – che note e sentimenti riecheggeranno nel seguito di Patetico.


4 o’clock. Patetico
Fidanzato vampiro
Drizzit. Le origini
Cotton tales: 1
Body electricity. Hi/Lo: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 6.8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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