Recensione: Bacon – Roma 1937

Editore Pavesio
Autori Marco Natale
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2013
Formato Brossurato 19,4 x 26
Numero pagine 108

Prezzo 15,90

“Nel sistema, se si rompe un ingranaggio, un altro lo sostituisce”
(da “Bacon – Roma 1937”)

Se proverete a chiedere a un lettore di fumetti se abbia mai letto Disney, probabilmente vi guarderà cercando di capire se lo stiate prendendo in giro. Infatti, se è vero che tutti abbiamo infatti letto almeno un numero di Topolino, è altrettanto vero che la maggior parte di noi lo ha fatto ben più di una volta, affezionandosi ai quei personaggi che ci hanno accompagnato durante la nostra infanzia e, in molti casi, non ci hanno mai abbandonato.

UNA REALTÀ SPIETATA

Cover Bacon 2 ITA_OK.inddAnche Marco Natale ha letto ed amato le opere Disney: lo ha fatto fino al punto di immaginare un alternativo mondo popolato di animali antropomorfi, ispirato nelle relazioni interpersonali tra i personaggi di animo buono proprio alle storie Disney, ma che non ricalcasse l’utopia e la staticità disneyiana. Un mondo dove detti animali buoni si trovano a dover fare i conti con quelli malvagi, immersi in una realtà spietata che conosciamo fin  troppo bene. Le storie dell’investigatore Bacon, un maiale che nei difficili anni ’30 deve fare i conti con l’ingrato dono di saper incastrare i cattivi, ci portano a poco a poco a conoscere lo stile di Natale. Incuriositi dall’ambientazione e rassicurati dai piacevolissimi disegni, introdotti agli eventi tra una battuta arguta e una profonda riflessione, ci troviamo ben presto a seguire le vicende narrate tutto d’un fiato, scoprendo a poco a poco che i cattivi dell’opera sono ben distanti dagli stereotipi – tipici di fumetti e cartoni animati per bambini – di goffi personaggi  sconfitti già in partenza e accomunati da una latente bontà d’animo.

DISCRIMINAZIONE NEL MONDO ANIMALE

Così come alla caratterizzazione dei personaggi, grande importanza viene conferita alla dimensione storica: profondamente contestualizzate nell’epoca nella quale si svolgono, le vicende di Bacon si intrecciano ininterrottamente con le problematiche socio-politiche dei propri tempi. Se nel primo libro la narrazione si fondeva con il proibizionismo, in Bacon – Roma 1937 a scandire il ritmo dell’esistenza è il fascismo, in particolare nella sua accezione razzista, ma vengono coinvolti nella narrazione anche il Vaticano e la cronica situazione di stato nello stato rappresentata dalle organizzazioni criminali mafiose. Elemento di assoluto rilievo è quello della discriminazione razziale, trasposta nella presunta differenza tra Peloraso e Pelolungo, con i secondi emarginati e apertamente insultati dai primi senza alcuna ragione se non quelle create e alimentate da menti malvagie e deviate.

UNA LETTURA RIFLESSIVA E PIACEVOLE

All’interno di questa cupa atmosfera, Natale concede al lettore piacevoli fughe dalle nere vicende in atto disseminando il testo di giochi linguistici e sottili riferimenti: a titolo di esempio si può citare l’agente speciale Barks, un cane il cui nome rimanda sia all’inglese “to bark” (abbaiare) sia al creatore dei paperi Disney, ma all’interno del racconto potrete sbizzarrirvi a trovarne diversi altri, dallo stesso protagonista Baconal cattivo – un signor cattivo – Cayman.

Bacon – Roma 1937 è un ricercato racconto noir in grado di stupire il lettore in diverse occasioni, del tutto accessibile e godibile anche per chi non ha letto il capitolo precedente delle avventure del maiale Bacon (Chigago 1936) e ottimo punto di ingresso in vista della prossima uscita “Berlino 1938″, previsto per il lancio al Lucca Comics 2014.



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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1 Risposta

  1. 6 maggio 2014

    […] Salone del Libro, con la presentazione del graphic novel Bacon – Roma 1937, di cui trovate qui la nostra recensione, scritto e disegnato da Marco Natale, qui trovate la nostra intervista […]

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