Recensione: Abaddon

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Editore Nicola Pesce Editore
Autori Koren Shadmi
Prima pubblicazione Gennaio 2011
Prima edizione italiana Maggio 2016
Formato 30 x 22 cm
Numero pagine 272 a colori
Prezzo 19,90 euro

 Il protagonista, Ter, vittima di una amnesia, si aggira in un hotel dal quale non è possibile uscire, le finestre sono murate. Un’opera labirintica, kafkianamente angosciante. Tra paure, ricordi e demoni interiori. Uno stile straordinario, dai colori pastello intensi e un tratto potente.

ABADDON

COVER-Abaddon-Immagine-di-copertinaDopo il successo di Love Addict, edito dalla Bao Publishing, la Nicola Pesce Editore propone in libreria Abaddon, un cartonato di 272 pagine a colori, scritto e disegnato da Koren Shadmi (New York Times, Washington Post e Wired).

Il prossimo concorrente che deve lasciare la casa è… nessuno! Questo sarebbe il responso del grande occhio se Abaddon fosse un reality show televisivo dalle tinte horror e thriller. Cinque persone, un appartamento isolato dal mondo esterno, cibo limitato e attività quotidiane ripetitive, potrebbero sembrare gli elementi per la realizzazione del Grande Fratello. Invece, escludendo dalla narrazione le luci della (breve) ribalta dei concorrenti, restano soltanto tante ombre e inquietanti presenze che accompagnano le lunghe e vuote giornate dei personaggi; sembra quasi che sulla porta d’ingresso dell’appartamento 262 – il luogo in cui si svolge gran parte della storia – sia scritto lasciate ogni speranza voi ch’entrate. L’inferno dantesco non è, però, un buon punto di partenza per sviscerare l’opera dell’illustratore israeliano Koren Shadmi bensì il purgatorio – che si avvicina di più al mondo ricreato dall’autore . Un luogo dove scontare una pena che sembra senza fine, perpetrata all’infinito, che comincia e finisce continuamente (la presenza del concetto di tempo come una struttura circolare).

ABADDON-01-001-128last-lowdefProcediamo con ordine, e chiediamoci che cos’è l’Abaddon? All’apparenza sembrerebbe un enorme complesso di appartamenti dal cui interno sembra impossibile scappare, come avviene in Hotel, la quinta stagione di American Horror Story. In realtà, Abaddon è quasi un non luogo in cui non succede nulla e tutto tende ad azzerarsi con la nascita di un nuovo giorno. Proprio il concetto di nascita e morte risulta interessante nell’opera di Shadmi; la morte non sembra essere più il punto di arrivo del percorso di un essere umano, bensì il punto di ripartenza per una nuova vita. Quella da fantasmi. Perché, è inutile appellarsi al quinto emendamento dello spoiler, Abaddon è anche una storia di fantasmi, oltre che una storia di vita, nello specifico di una vita. L’esistenza di Ter, protagonista della storia, è il fil rouge che collega tutti i vari capitoli dell’opera, suddivisa in due parti raccontate in modo diametralmente opposto.

PRIMA E SECONDA PARTE: PERSONAGGI & AZIONE

Abaddon_web_Immagine_4Nella prima parte troviamo una narrazione incentrata principalmente sui personaggi e sui loro comportamenti psicotici. Ter è solo l’ultimo arrivato nell’appartamento 262 dell’Abaddon; condivide la casa con la pinup Bet, la fuoriforma Shel, il furioso e vigoroso Vic, e il piccolo omuncolo insignificante Nor. Osservando gli aspetti caratteriali, oltre un primo strato di lettura, troveremo delle interessanti metafore connesse a eventi della vita di Ter prima della morte (la madre, su tutte). Ter cerca disperatamente di scappare dal claustrofobico appartamento, cerca di ricostruire i tasselli del suo passato per capire il suo presente. Una serie d’interrogativi si ripresentano continuamente nella mente di Ter. Come ha fatto ad arrivare qui? Perché deve essere prigioniero tra quattro mura? Come può sfuggire? Il conflitto che si scatena nella prima parte della storia deriva non solo dalle relazioni con ogni coinquilino ma soprattutto con se stesso. La grande forza della narrazione di Shadmi è la progressione temporale tra presente e passato. Il bilanciamento dei dettagli forniti a lettore è tale che fin l’ultima pagina non è chiaro quale sia stato il destino fatale che abbia afflitto Ter.

abaddon-dino_de_lorenzoNella seconda parte, invece, aumenta il ritmo. Si avvicendano un manipolo di personaggi – diversi da quelli presentati nella prima parte –  che permettono a Ter di compiere un viaggio e una crescita all’interno dell’Abaddon. Nello specifico, Ter, nelle sequenze finali della storia, trova finalmente risposta allo scopo della sua nuova esistenza. La sequenza di azioni in cui è coinvolto Ter sono una forte metafora di alcuni istinti che rappresentano le basi per una creazione identitaria: l’idealizzazione di se stessi attraverso la forma fisica, la carnalità, il libero arbitrio. 

SHADMI E SARTRE

imagesKoren Shadmi, per l’idea iniziale del progetto dell’Abaddon – pubblicato originariamente come webcomic a partire dal 2011 e poi da Z2 Comics Inc.- si rifà a A porte chiuse, una delle opere teatrali più conosciute di Jean Paul Sartre. Abaddon riprende alcuni punti fondamentali dell’opera di Sartre: un ristretto numero di personaggi che cambieranno progressivamente all’interno della storia e lo spazio fisico limitato della narrazione. Contrariamente a Sartre, che è impegnato a scavare il più possibile nella psiche del suo personaggio attraverso il dialogo, la memoria individuale, e l’interazione, Shadmi preferisce una struttura un po’ più convenzionale, con una trama più piatta e diversi livelli di conoscibilità. E’ innegabile che il lettore intuisca da subito la condizione dei personaggi: sono morti. Ponendo un parallelismo con alcuni esempi del mondo cinematografico, Abaddon segue un percorso simile a Lost (chi non ha pensato all’idea dell’isola/purgatorio?) , The Others, e altre pellicole di questo genere.

FridgeAl termine della lettura sembra quasi che tutto ciò che conta siano i personaggi e l’azione; è quasi come se la trama in sé sia irrilevante, essendo lo svolgimento la forza stessa del racconto. Nonostante ciò sarete piacevolmente sorpresi da scoprire quanto la morte sia decisamente più ironica di una vita intera, e di quanto ogni particolare indotto dall’autore sin dalle prime pagine era un chiaro suggerimento sulla direzione della storia.

cropped-392775_482718061795438_1632638308_nPerdersi tra i corridoi dell’Abaddon è un percorso a metà strada tra una folle passeggiata tra le camere dell’Overlook Hotel e tra i ripostigli bui della propria anima. Non sai mai cosa aspettarti, ma sai che non sarà niente di buono.


Abaddon
Nyarlathotep
David Bowie. L’uomo delle stelle. Una biografia a fumetti
Bruce Springsteen. Spiriti nella notte
Brian the Brain. L’integrale




LA NOSTRA PAGELLA: 8.2/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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