Recensione: (Le cronache bizzarre di) Absurdyum

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Editore Lavieri
Autori Galvão
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana 2010
Formato 19 x 27 cm
Numero pagine 104 in b/n
Prezzo 12,00 euro

Dal momento in cui viene riconosciuto, l’assurdo diventa la più straziante di tutte le passioni.
Albert Camus, Il mito di Sisifo

UN NUOVO LINGUAGGIO

26Ci sono molti modi di realizzare un fumetto. Così come esistono distinte scuole di indirizzo grafico esistono filoni di lettori con gusti ben delineati. Mentre è sempre più frequente trovare diverse discipline che si inquinano a vicenda, proponendo titoli interessanti e pregni di  ricerca e disincanto, il lettore accanito non vive la propria voracità, folgorato da un’insaziabile senso onnivoro. Anzi, di solito guarda con molta diffidenza ciò che si discosta dai suoi costumi abituali. Fumetti come Absurdyum aumentano violentemente questa frattura culturale. Il pubblico italiano in genere diffida da sperimentazioni editoriali troppo lontane dai canoni regolari dettati da decenni di educazione Bonelliana, figurarsi quando la proposta è così violentemente di rottura. Galvão, giovane autore brasiliano, non se ne preoccupa, rendendo normale quel suo modo insolito di intendere il fumetto moderno. Insomma si può scrivere di tutto in merito al fumetto, ma per apprezzarlo o meno c’è bisogno inizialmente di uno sforzo personale che prescinde da quello che posso scrivere in merito.

LE ALLUCINAZIONI DELLA NORMALITÀ

L’impianto grafico si inquadra su una struttura proveniente da un linguaggio metropolitano, più a servizio della sintesi dei murales per esempio, che quella del fumetto nel più elementare dei suoi concetti. Absurdyum è una tela intricata di segni decisi, spessi, impulsivi. Per districare questa pesantezza visiva l’autore sceglie una storia leggera, allucinata, illuminata da radiazioni malsane che ci permettono di credere a tutto. I personaggi principali sono tre improbabili tipi di una metropoli distorta, sono appunto Absurdyum, amante di tutte le telenovelas, Tosco il suo inseparabile amico nonché maiale parlante, nel senso del suino; a chiudere la terna c’è Ostra, alienata anima dedita un giorno si e uno no al suicidio. Come è facilmente intuibile il legante principale è una buona dose di sano trash e una corrispettiva dose di situazioni  demenziali, condita da qualche volgarità qua e là. La casa editrice Lavieri ci prova, provocando la statica massa di lettori italiani con un autore quasi del tutto sconosciuto al pubblico di casa nostra.

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Le cronache bizzarre di Absurdyum
Il gatto stregato. I randagi
Cappuccetto rosso
Frabalu. Fragola bambina lupo
Peter Pan




LA NOSTRA PAGELLA: 6.1/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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