Recensione: Alien – La storia illustrata

Editore Diàbolo Edizioni
Autori Archie Goodwin (sceneggiatura) e Walter Simonson (grafica)
Prima pubblicazione 1979 – Heavy Metal
Prima edizione italiana 2014
Formato 21 x 27 cm, cartonato full color
Numero pagine 66

Prezzo 15,95 euro

Viviamo come sognamo: soli.
(Joseph Conrad)

NELLO SPAZIO NESSUNO PUÒ SENTIRTI URLARE…

ALEN COPERTINA 2Il silenzio si rompe e gli occupanti della nave spaziale Nostromo vengono svegliati dall’ipersonno, per rispondere a una trasmissione di origine sconosciuta… È il maggio 1979 e la science fiction regna sovrana sul silver screen: un paio di anni prima abbiamo visto nascere la saga di Star Wars, e  ad aprile Mel “Mad Max” Gibson correva per la prima volta sulla sua Interceptor v8 Pursuit Special nei deserti australiani. Eppure, senza particolari clamori, vedeva la luce un film di un giovane regista alla seconda direzione importante, tale Ridley Scott, con protagonista una certa Sigurney Weaver, bella ragazza dalla mascella importante nota fino ad allora solo per le sue performance sui palchi di Broadway. Il film non ottenne al botteghino il successo sperato, ma con il tempo (e grazie a numerosi sequel più o meno riusciti), si è trasformato in uno dei classici assoluti della fantascienza. Comprando questo volme avrete tra le mani un film fedelmente adattato in forma fumettistica da Archie Goodwin e Walt Simonson nel lontano 1979, pubblicato originariamente sulle pagine di Heavy Metal. Nel 2014 Diàbolo Edizioni ha portato in Italia questa splendida edizione deluxe che appagherà i vostri sensi. Forse. Vediamo qualche dettaglio

NON CI PAGANO ABBASTANZA…

facehuggerLa storia è universalmente nota: la Nostromo è in viaggio verso la Terra con il suo carico di minerali quando improvvisamente Mother, il computer di bordo, decide di risvegliare l’equipaggio e interrompere il viaggio. Una vera rottura per tutto l’equipaggio, ma se non si fermeranno a indagare perderanno tutti i dividendi della missione, ovvero mesi e mesi di isolamento e lavoro buttati via. L’arrivo sul piccolo satellite rivela all’equipaggio della Nostromo l’esistenza di una gigantesca nave spaziale precipitata sulla superficie. Le misteriose uova che l’ufficiale Kane troverà in una delle stive della nave cambieranno per sempre il destino della Nostromo, quello del suo equipaggio e certamente tutta la fantascienza moderna. Poco da dire sulla trama del fumetto, che di fatto segue in maniera maniacale la sceneggiatura originale per testi e inquadrature. Quello che colpisce in realtà è lo stile di questa opera che Walter Simonson interpreta con uno stile classico, che in qualche modo si pone a metà fra il classico Raymond e quel Moebius che negli stessi anni pubblicava su Heavy Metal. Le tavole restaurate fanno mostra di colori sgargianti e contrasti potenti, mentre i tratti decisi rappresentano personaggi estremamente espressivi e rassomiglianti agli attori originali. Ma pensare a quest’opera come ad una semplice rappresentazione statica di un film sarebbe un errore. Goodwin riesce a trasportare su carta, rendendola fruibile, una storia fatta di silenzi e tensione, ampliando nel contempo il campo dei protagonisti approfondendo e tratteggiando meglio personaggi che nel film sono relegati in parti minori. Ma le differenze con il film non finiscono qui, infatti è palese come le atmosfere claustrofobiche della pellicola lascino spazio ad una rappresentazione della storia più simile alla space story che all’horror vero e proprio. Tipica dell’epoca anche l’organizzazione degli spazi nella pagina, che sembrano uscite direttamente da un Bronze Age targato Marvel. Queste scelte hanno però rischiato di relegare in secondo piano l’arte di Giger, che passa dal ruolo di rilievo assuluto che occupa nella pellicola di Scott ad una posizione tutto sommato secondaria nel fumetto. Fanno eccezione gli alieni della saga concepiti dall’artista svizzero (e dal maestro Carlo Rambaldi), che rimangono enormi, affascinanti, acidi e cattivissimi.

ALEN - NAVE ALIENA

QUARANTENA?

Alien – La Storia Illustrata, di Archie Goodwin e Walter Simonson, edito in Italia da Diàbolo Edizioni è un adattamento realizzato da due mostri sacri del fumetto, basato sulla sceneggiatura di Dan O’Bannon e Ronald Shusett.  Interessante il fatto che sia stato realizzato in maniera parallela alla produzione cinematografica e che quindi abbia goduto della consulenza diretta dei protagonisti del film, meno interessante, ma si tratta di un mio personalissimo parere, come concetto fumettistico. Nato probabilmente come mera operazione commerciale, con il tempo è stato proposto come un classico del fumetto/cinematografia che si è elevato dalla propria idea di base, operazione che è stata messa in atto anche per altri adattamenti di Goodwin come Blade Runner, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Guerre Stellari: merchandising di ottima qualità o opera vera a se stante? Ai posteri l’ardua sentenza.  Ciò detto, il fumetto è realizzato in maniera magistrale, bello da leggere e da vedere, stampato su carta di alta qualità e con una spettacolare copertina cartonata che farà bella mostra di se sul vostro scaffale. Sedici euro per 66 pagine possono sembrare molti, ma per fortuna ancora il valore di un’opera non si valuta a peso. Buona lettura.

risvegli


Alien. La storia illustrata
Il giovane Lovecraft: 1
La macelleria
Punto di fuga
Matador



LA NOSTRA PAGELLA: 6.9/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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