Recensione: Aliens – Defiance #1

Editore SaldaPress
Autori Brian Wood (storia), Tristan Jones (disegni), Dan Jackson (colori) e Massimo Carnevale (copertina)
Prima pubblicazione Aprile 2016
Prima edizione italiana 7 aprile 2017
Formato Spillato
Numero pagine 48 a colori

Prezzo 1,90 euro (prezzo speciale di lancio)

Stringi i denti soldato.

NELLO SPAZIO NESSUNO PUÒ SENTIRTI URLARE

Gli alieni xenomorfi tornano a infestare le edicole del paese, dopo anni di assenza dal mercato italiano.
Questo primo numero inaugura la ri-nascita dell’Alien Universe, che in America è regolarmente pubblicato da Dark Horse, mentre qui è stato proposto un po’ a singhiozzi passando da una casa editrice all’altra, senza mai avere una solida continuità.

LA STORIA

È il XXII secolo, sono passati pochi anni dai fatti accaduti sulla nave Nostromo, narrati nel primo mitico film “Alien”.
La space marine Zula Hendrincks ha il compito di recuperare un’astronave-cargo alla deriva nello spazio per conto della mega corporazione “Wayland-Yutani”.
Lei è una che non molla, un esteso trauma alla colonna vertebrale la vorrebbe rilegare su una sedia a rotelle, ma non si arrende. Si sottopone a lunghe ed estenuanti terapie per poter camminare ancora e ci riesce, anche se a costo di frequenti fitte di dolore.

L’equipaggio sarebbe completamente composto da androidi, se non fosse per lei: l’unico essere umano del gruppo. Inizialmente è molto diffidente nei confronti degli “uomini sintetici”, ma dovrà accettare di farsi guardare le spalle e imparare a convivere con essi.
Nella loro missione  troveranno una sorpresa che non gli piacerà affatto! Quello che sembrava un semplice incarico di routine diventerà una vera e propria lotta alla sopravvivenza, combattendo delle creature nate per essere le perfette killer di esseri umani.

ALIENS – DEFIANCE 

Riportare alla ribalta le creature di H.R. Giger non è un compito facile, in particolar modo quando alle spalle si hanno una vasta letteratura di comic, ben cinque film (senza contare i cross-over “Alien v. Predator”) e una lunga schiera di videogame, iniziata dalle sale giochi degli anni Ottanta e arrivata alle moderne console nei salotti di oggi.

Per questi primi due capitoli lo scrittore Brian Wood, l’autore di “DMZ” e “Northlanders”, riesce nell’impresa. Si nota subito la sua profonda conoscenza dell’argomento, che sia nata da una passione personale o da un approfondito studio della “materia” non importa, sta di fatto che ha realizzato una storia che “s’innesta” perfettamente tra i primi due film della saga, cioè “Alien” e “Aliens – Scontro finale”.

Non solo ci sono riferimenti a Ripley, l’eroina interpretata dall’attrice Sigourney Weaver, ma riesce a riportare sulla carta gli stessi mood e ambientazioni che abbiamo visto sul grande schermo.
Gli ingredienti ci sono tutti: il freddo siderale dello spazio sconfinato, gli imperscrutabili androidi, un’eroina che vende cara la pelle, gli spazi stretti e claustrofobici delle astronavi e soprattutto gli inarrestabili Alien.

Il suono riecheggia lungo i corridoi.
Mai sentito niente del genere.

HSSSSSS

La parte grafica è affidata a Tristan Jones, artista australiano che ha iniziato a lavorare sui comic inizialmente nei panni di sceneggiatore. Qui lo troviamo alla sua prima lunga run su un singolo fumetto e devo dire che svolge egregiamente il suo compito. Ha uno stile molto realistico e scorrevole, sempre rispettoso dei margini delle vignette.

Per uno come me, cresciuto negli anni Novanta, una splash page qua e là ci vorrebbe, ma è un discorso prettamente personale.
Da segnalare assolutamente sono le magnifiche copertine realizzate dall’amatissimo artista italiano Massimo Carnevale, che come al solito non sbaglia un colpo.

IN CONCLUSIONE

Ho accolto con grande entusiasmo il ritorno dell’Alienverse nelle nostre edicole.
Il comic non ha deluso le mie aspettative, ma non le ha nemmeno soddisfate appieno.
Mi spiego meglio.
Come per i fan che si dividono tra quelli che preferiscono il film “Alien”, un horror fantascientifico che tiene incollati alla poltrona, e coloro a cui piace di più “Aliens – Scontro finale”, l’action sci-fi con dozzine di xenomorfi fatti fuori da una coraggiosa eroina grazie a tonnellate di piombo, plasma e fuoco, io faccio parte del secondo gruppo di persone e quindi mi sarebbe piaciuto vedere sulle pagine del fumetto più Alien, più scontri, più azione.

Magari questo primo numero è solo l’antipasto e il piatto forte ci verrà servito nei numeri successivi.



Injection: 1
Airboy: 1
Sei tra amici. Revival: 1
Un nuovo sceriffo in città. Copperhead: 1
Buchi neri per la gioventù. They’re not like us: 1

C4 MATITE:

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

Potrebbero interessarti anche...

1 Risposta

  1. 24 aprile 2017

    […] dell’Aliens Universe. Il titolo che ha dato origine a tutti i fumetti successivi, compresi Aliens Defiance – la miniserie che ha inaugurato il mensile Aliens disponibile in edicola e in fumetteria – e […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.