Recensione: Aliens – Fire and Stone

Editore SaldaPress
Autori Chris Roberson e Patrick Reynolds
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 12 maggio 2017
Formato 16,8 x 25,6 cm brossurato
Numero pagine 104

Prezzo 12,90 euro

Sono proprio dietro di noi.

ALIENVERSE

È uscito Alien: Covenant e le creature tra le più iconiche della storia del cinema sono tornate per farci tremare i polsi e farci venire la strizza ogni volta che sentiamo qualche fitta interna dopo aver mangiato molto. SaldaPress non si lascia sfuggire un lancio così clamoroso e, sulla scia del nuovo film, propone in edicola e in fumetteria Alien Universe: una raccolta di serie diverse che esplorano gli angoli oscuri della trama dei film originali senza tralasciare l’amato/odiato Prometheus. Aliens – Fire and Stone è cominciato proprio con il seguito delle vicende che coinvolsero la dottoressa Shaw, il vecchio Weiland e il sintetico David. Tutto ritorna, tutto si riforma, ogni cosa si ridistrugge. Adesso tocca ad Aliens e i riferimenti al film di James Cameron si sprecano, con il ritorno di personaggi già visti nel film e il riferimento al massacro di Hadley’s Hope.

L’intenzione dichiarata è quella di non lasciare in sospeso i buchi temporali, anzi, di unificare l’universo filmico con il cartaceo.

TRAMA

Se nel primo episodio di Fire and Stone assistevamo al fallimento di una nuova spedizione alla ricerca degli Ingegneri, in questo secondo episodio della serie assistiamo al massacro reiterato di una troupe di terrestri braccata sin dalle prime vignette dagli xenomorfi. I superstiti devono trovare rifugio su di un pianeta dove l’evoluzione marcia  a passo di carica a causa della misteriosa melma nera, che i fan non faranno fatica a riconoscere, che muta geneticamente ogni forma di vita.

La narrazione incede con la rapidità di un umano in fuga per i primi tre capitoli, tenendoci attaccati a inseguimenti e imboscate, morti tirate a sorte e gli inevitabili risvolti drammatici all’interno di un gruppo di sopravvissuti. La particolarità di Fire and Stone è la totale assenza di sintetici o costrutti e la mancanza di complotti da parte della solita Weiland/Yutani, ogni frame è dedicato alla sopravvivenza inutile e disperata dei personaggi, anch’essi più funzionali al piacere della vista del massacro che all’empatia da parte dei lettori. Fire and Stone può essere letto cavalcando le pagine o soffermandosi su ogni singola tavola che Patrick Reynolds illustra con dovizia di particolari, usando inquadrature da steadycam furiosa negli inseguimenti e nelle colluttazioni.

L’elemento esplorativo è disseminato per tutta la narrazione: il protagonista Darick Russel ci porta alla scoperta dettagliata di ciò che è in realtà la melma nera, di come funziona a livello biologico, della fascinazione che la scienza, che nella saga di Alien aspira alla continua evoluzione, nutra da sempre per questa scoperta a doppio taglio.

CONCLUSIONI

Chris Roberson ne approfitta pure per creare commistioni organiche tra umani e xenomorfi che magari sforano un tantino tanto nel freak, ma va premiata la fantasia. In sostanza si tratta di una saga scritta in modo professionale, senza sbavature nè eccessivi guizzi che porta a casa il risultato e riesce a esplorare i lati sconosciuti di Alien. Gli appassionati ci andranno a nozze, pure se la moglie è bruttina.


Prometheus. Fire and stone
Aliens. Fire and stone
Aliens. 30° Anniversario
Nameless. Senzanome
Injection: 1

C4 MATITE:

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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