Recensione: Animosity #1 – Il risveglio

Editore SaldaPress
Autori Marguerite Bennet (testi), Rafael Latorre (disegni) e Rob Schwager (colori)
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana 15 dicembre 2017
Formato 17 x 26 cm brossurato e cartonato
Numero pagine 120

Prezzo 14,90 euro (brossurato) e 19,90 euro (cartonato)

Lo chiamiamo il Risveglio. È meno drammatico di Funerale.

Animosity è la nuova proposta SaldaPress, trattasi della serie AfterShock Comics nata nel 2016 e che fin dal primo numero ha fatto parlare di sé scalando le classifiche di vendita e ricevendo ampi consensi di critica e di pubblico. In quest’opera, Marguerite Bennet ai testi e Rafael Latorre ai disegni ci immergono in un atipico mondo post-apocalittico per raccontarci quella che non è altro che la storia di un legame indissolubile tra una bambina e il suo amato cane.

IL RISVEGLIO

Un giorno, senza preavviso, gli uomini smettono di avere l’esclusiva sul possesso della ragione. Tutto d’un tratto gli animali sono coscienti, acquisiscono il dono della parola e il libero arbitrio. Il passo successivo è ovvio: la ribellione. Così, mentre la società umana crolla, inizia il viaggio di una bambina verso un luogo dove possa ritrovare una casa simile a quella che “Il Risveglio” degli animali gli ha portato via. A guidarla e proteggerla c’è al suo fianco Sandor, il cane che è stato il miglior amico di Jesse sin da quando lei aveva 5 anni. L’acquisizione di una coscienza trasforma Sandor in una figura paterna, un angelo custode che pone il bene di Jesse al di sopra di ogni cosa al punto di uccidere altri animali per la sua salvezza. Questo amore incondizionato tra un animale e un essere umano è il legame che si trova al centro di Animosity, un elemento anomalo rispetto al clima di diffidenza e odio che si è creato tra questi due mondi e la prima pietra su cui costruire la speranza per un futuro migliore.

NON SI TRATTA DI ZOMBIE

L’errore in cui potrebbe essere facile incappare sarebbe scambiare questa storia per l’ennesima variante sul tema “zombie”. Invece, com’è proprio il protagonista a ricordarci, la situazione è decisamente diversa: l’acquisizione di razionalità da parte degli animali non rappresenta la fine di tutto ma un nuovo inizio. Qui risiede la vera originalità dell’opera perché pone l’uomo dinanzi alla necessità di rivedere i valori su cui ha fondato la sua società e gli animali dinanzi a quella di creare una propria società per aspirare ad una vita migliore. Sarà interessante quindi scoprire nel corso dell’opera come queste due fazioni si organizzeranno e interagiranno tra loro. Alcuni esempi dei possibili sviluppi sono già riscontrabili in questo primo volume, tra terrorismo animale e rivendicazioni dei diritti.

DUE CONTRO IL MONDO

 

In questo primo volume l’azione è portata avanti in modo molto movimentato attraverso il continuo uso di ellissi narrative, espediente con cui l’autrice ha potuto riassumere efficacemente le premesse dell’opera per poter subito spostare i riflettori sul cammino dei due protagonisti. Jesse e Sandor sono due elementi antitetici: la piccola umana è un concentrato di innocenza e buon cuore, sembra quasi alienata dal mondo che la circonda e dalla crisi in cui versa; Sandor è invece un “genitore” indurito dalle vicende a cui ha avuto la sfortuna di assistere e partecipare, un eroe cupo. Intorno a loro orbitano una serie di personaggi, animali e umani, che portano avanti le loro personali battaglie per tornare a dare un senso ad un mondo che sembra non averne più. Un difetto di questo primo volume sta forse nel non essere riuscito a dare il necessario spazio ai comprimari qui apparsi e con cui è difficile per il lettore riuscire ad empatizzare prima che il loro arco narrativo si chiuda.

VIOLENZA GRAFICA

Per le sue tavole, Rafael Latorre adotta una costruzione molto classica che riempe con dei disegni dalle linee sintetiche che si alternano tra sottili e pennellate. L’azione è rappresentata con chiarezza, non disdegnando la messa in scena della cruda violenza di cui uomini e animali sono capaci, ed è impreziosita da una palette dei colori, a cura di Rob Schwager, che si fa più viva con l’intensificarsi della drammaticità, assieme all’aggiunta di effetti con cui la tavola viene “sporcata”. C’è anche molta cura nel ritrarre lo spettro di emozioni degli animali che sembrano vivi e pensanti. A peccare un po’ sono invece i volti umani, che tendono a non rimanere impressi nella memoria del lettore.

CONCLUSIONI

Animosity #1 – Il risveglio è l’inizio di un viaggio che ha tutte le caratteristiche per appassionare il lettore. L’escamotage del dono della razionalità all’intero regno animale è un ottimo elemento di originalità rispetto al resto delle produzioni “post-apocalittiche” oltre che un apripista per un’infinità di possibilità da esplorare per il nuovo Pianeta Terra immaginato da Marguerite Bennet, mentre la coppia di protagonisti formata da Jesse e Sandor si prepara a far affezionare chiunque decida di seguire le loro vicende. In sintesi, siamo dinanzi ad un’altra serie interessante da affiancare alle già tante proposte di spessore di SaldaPress.

PRO CONTRO
-Concept interessante
-Ottimo ritmo
-Protagonisti a cui è impossibile non affezionarsi
-La violenza è ben rappresentata
-Difficile empatizzare con alcuni comprimari
-Volti umani anonimi

C4 MATITE:

Matteo Caronna

Studente di Lingue e Letterature Moderne a Roma. Inizia a leggere fumetti per caso e sempre per caso continua a farlo. Poi un giorno loro gli fanno scoprire la magia e stringono un patto con lui affinché inizi a scrivere recensioni e non li abbandoni mai.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.