Recensione: Armor Hunters

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Editore Edizioni Star Comics
Autori Robert Venditti, Doug Braithwaite, Laura Martin e CAFU
Prima pubblicazione Giugno 2014
Prima edizione italiana Maggio 2016
Formato 17×26 cm
Numero pagine 144
Prezzo 8,90 euro

Pianeta dopo pianeta. Specie dopo specie. Tutti pensano che siamo noi la minaccia Armor Hunters

AH_002_VARIANT_HITCHScoppia il caos, nell’universo Valiant Comics. Uno scontro fra paladini, ma non una Civil War: da un lato i difensori della Terra, dall’altro chi li crede una minaccia per la stessa, dando vita a uno scontro fra diverse idee di bene e pace. Ecco dunque la base di questo crossover, realizzato da Robert Venditti, Doug Braithwaite, Laura Martin e CAFU, una storia edita nel nostro Paese da Star Comics e che raggruppa gli eroi di punta della casa editrice americana, Manowar, Harbinger e Bloodshot.

UN ARTEFATTO CONTESO

Motore di tutta l’azione è Manowar, l’arma mondiale definitiva di origine extraterrestre, controllata da Aric, capo visigoto del V secolo d.C. e al servizio degli Stati Uniti d’America. L’armatura senziente arancione e blu, le cui caratteristiche ricordano ben più noti simbionti marvelliani, è un essere considerato troppo rischioso per essere utilizzato dagli Armor Hunters, un gruppo di temibili alieni pronti ad ogni sacrificio, anche il più estremo, per fermare queste macchine di distruzione di massa, le quali vengono invece credute utili da ogni popolo che le riceve. Gli umani non fanno eccezione, specie i bellicosi cittadini americani e in particolar modo il M.E.R.O., l’ente governativo segreto capitanato dal colonnello Jamie Capshaw: mentre la minaccia incombe, si proseguono infatti le ricerche sull’artefatto alieno in loro possesso, in particolar modo su altre versioni e altri ospiti dello stesso, per acquisirne i segreti più profondi e usare al meglio questo fantomatico dono. Quando i cacciatori, capitanati da Primary, arrivano alle loro porte, solo una grande strage potrà far loro capire l’importanza degli avvenimenti che stanno per accadere.

DISEGNI & SCENEGGIATURA

AH_001_003Non c’è dubbio che Armor Hunters sia un evento destinato a essere un punto di non-ritorno per i personaggi Valiant, capace di portare alla luce un nuovo status quo: al di là dell’ovvia centralità di Aric, alias Manowar, delle sue responsabilità verso i visigoti e tutti i popoli della Terra, il crossover si vuol anche proporre come una classica scazzottata tra individui con superpoteri, magnificamente disegnata. Il tratto realistico e allo stesso tempo morbido, non troppo spigoloso, i giochi di colore: sono tutti elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera di tensione e ineluttabilità, ma purtroppo non sostenuti da una sceneggiatura adeguata. Duole dirlo ma Venditti si lancia in una serie di stereotipi da film d’azione, di frasi fatte trite e ritrite, di ruoli definiti già dall’inizio senza sfaccettature: non c’è mai un vero e proprio cliffhanger perché ogni scena lascia intuire la successiva. Inoltre la sfacciata belligeranza statunitense alla lunga può stuccare, in quanto ricalca il luogo comune del cow-boy pronto prima a sparare che a pensare. In conclusione, Armor Hunters è una lettura consigliata ai fan della Valiant, a chi vuole rimanere aggiornato sul suo universo narrativo, ma solo a questi.

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Armor Hunters: bloodshot. Volume unico
Uccidere un re. Unity: 1
Intrappolati da webnet. Unity: 2
Prince Valiant: 1
X-O Manowar 1 Chi Di Spada




LA NOSTRA PAGELLA: 5/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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