Recensione: Atsushi Kaneko’s Deathco

Editore Edizioni Star Comics
Autori Atsushi Kaneko
Prima pubblicazione Enterbrain (JP) – 11 gennaio 2014 sulla testata Comic Beam
Prima edizione italiana 11 novembre 2015
Formato 13×18 cm in brossurato
Numero pagine 192 b/n e col. con sovraccoperta

Prezzo 5,50 euro

DEATHCO - 2

Deathco è qui… Ed è il tuo turno
– da Atsushi Kaneko’s Deathco

È GIÀ TEMPO DI HALLOWEEN?

Esistono dei manga che a guardarli rimani incuriosito, e Atsushi Kaneko’s Deathco è uno di questi. Eppure la copertina non è DEATHCO - 1particolarmente appariscente: una figura bambinesca tratteggiata in nero brillante che si staglia su uno sfondo bianco ottico. Kaneko ha abituato i suoi lettori a copertine fuorvianti, e anche in questo caso viene il dubbio che tanta eleganza sia solo il dolce preludio di un bagno di sangue e di atmosfere stranianti. Ma non temete perché le prime pagine di questa opera fugano ogni dubbio e descrivono proprio un mondo cupo e violento, dove assassini in maschera vagano alla ricerca dei propri  bersagli. Non siete sorpresi? Bè dovreste. Questa descrizione scarna infatti non rende giustizia alle situazioni surreali che l’autore è riuscito a creare nella sua opera né al particolare mix di gore e umorismo di cui il fumetto è permeato. E se sfoglierete le pagine con sufficienza, non ve ne accorgerete. Ci vuole attenzione per cogliere tutti i particolari. Altrimenti tutto passa inosservato, coperto da tutto il nero e da tutto il sangue… ma procediamo con ordine.

LA GILDA

CopertinaUn regolamento di conti. Le gang di Sannomiya e quelle di Umegaoka sono pronte a fronteggiarsi per vedere chi prenderà il comando della malavita in città. L’unica incognita è rappresentata dalla Gilda, la misteriosa organizzazione che si serve di un gruppo di
assassini in costume. Un gruppo interessante di umanità varia i Reaper. Il problema principale questa volta è che la notifica della “testa” da uccidere è arrivata a tutti i Reaper… e chi prima arriva… Certamente la “testa” cadrà. L’effetto collaterale di questa situazione sarà invece un gran numero di Reaper morti, che si ammazzano l’un l’altro per ottenere il prezzo della “testa”. Tra conigli armati di ascia, cheerleader dalle lame affilate e boyscout con la maschera da spaventapasseri, la più pericolosa è una bambina. Una zazzera bianca e nera, il trucco identico su occhi e viso, e nessuna pietà. Nessuna empatia umana, solo la ferma volontà di arrivare al suo bersaglio, senza preoccuparsi di chi si trovi davanti, amico o nemico. Solo un misterioso maggiordomo e la donna che la aspetta al castello che le fa da casa sembrano avere un qualche tipo di rapporto con la bambina. La bambina di nome Deathco. Siamo davanti ad un fumetto particolare, diverso dalle opere più recenti di Kaneko eppure non distante da quelle tematiche Hard-Boiled viste in Wet Moon.
Gli appassionati dell’autore noteranno anche una certa evoluzione del segno, che si assottiglia in maniera più che percettibile rispetto per esempio ai tratti violenti ed essenziali di Soil, acquistando in dettaglio e accuratezza, sia per la rappresentazione dei personaggi, sia in materia di sfondi (pochi) e paesaggi-campo lungo (pochissimi). Una affermazione del genere sembra avventurosa, soprattutto se confrontata con la quantità di neri piatti che troviamo nelle tavole dell’opera, ma in effetti è proprio questa scelta che fa risaltare il cambio di registro dell’autore. I costumi, le espressioni di follia omicida, terrore o semplice sorpresa, i dettagli delle armi: tutto sembra emergere lentamente da quella lastra di oscurità che i Reaper, e Deathco in testa, utilizzano come quinta di teatro, uscendo sulla scena alla bisogna, possibilmente in maniera memorabile.

DEATHCO - 3PER MOLTI MA NON PER….

Atsushi Kaneko’s Deathco di Atsushi Kaneko, edito in Italia da Edizioni Star Comics, è un fumetto diverso. Ad allontanare questo fumetto dai giovanissimi non è solo la valenza grafica, che è presente ma sinceramente nel panorama del fumetto giapponese abbiamo visto di meglio, quanto quella più sottile e psicologica che invece è la base fondamentale in tutta la narrazione. Chi avrà voglia e tempo di leggere con più attenzione questo manga potrà forse cogliere tutte le sfumature di disperazione che attanagliano la protagonista, ancora più angoscianti proprio in relazione all’età della piccola. Di certo dovrebbe riuscire ad andare oltre il facile cliché della “black fairy tale in stile Tim Burton” che regolarmente viene appioppato a ogni fumetto dark in circolazione e che sfortunatamente anche questa opera si porta dietro. Ciò detto non rimane che andare a cercare posto nella vostra libreria per questa serie che è in Giappone ha avuto un certo successo e che è quasi giunta al termine. Buona Lettura.


Deathco: 1
One piece: 1
Detective Conan: 1
Dragon Ball. Evergreen edition: 1
Fairy Tail: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 7.6/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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