Recensione: Beck Mongolian Chop Squad

Editore Monthly Shōnen Magazine
Autori Harold Sakuishi
Prima pubblicazione 2006 Monthly Shōnen Magazine
Prima edizione italiana Dynamic Italia
Formato 13 x 17,8 cm
Numero pagine Variabile

Prezzo € 6,50

…Che freddo… Sono davvero a pezzi ma… Mi sento davvero felice!

LA PASSIONE È UN FIUME IN PIENA

beck-482936Credo che uno dei pochi insegnamenti validi, buoni per ogni ragazzo, intrappolato nel tempestoso periodo dell’adolescenza sia: non importa quello che fai, non importa cosa pensano di te, capisci cosa ti piace fare davvero e poi fallo con passione, tutto il resto non conterà più. La musica fa parte di questa semplice equazione, una volta scattata la magia resisterle è impossibile. La musica è una miscela esplosiva, una mistura chimica irresistibile; la sua struttura è fatta di armonia di suoni, di tempi, di intuizioni; si arricchisce della voce di uno o più interpreti e si arricchisce della combinazione della ricerca di parole. Semplice no! Niente affatto, e questo credo che lo sappiano tutti quelli che si misurano con questa appagante quanto scorbutica ricetta. Uno di questi è Koyuki, un ragazzino di 14 anni alle prese con i conflitti quotidiani alimentati dalla scuola, dalle ragazze, dall’incertezza generale che il futuro riserva nel destino di ognuno. Nella vita di Koyuki manca sicuramente qualcosa, tra le pause del lavoro doposcuola e qualche vasca consumata nervosamente nella piscina comunale; quel vuoto che ogni essere umano porta con sé e che ogni giorno cerca furiosamente di colmare rovistando tra i brandelli emozionali che le sollecitazioni umorali ci portano direttamente al cuore. Per moltissime persone questa risposta ha un nome secco, un titolo, un avvertimento e si pronuncia vagamente con la parola “musica”. Proprio così inizia la storia dei “Beck“, una sconclusionata formazione di ragazzini, che con la loro voglia di emergere affronta poco per volta il formulario delle regole non scritte della durissima legge delle band musicali.

BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD

Ancora una volta mi colpisce davvero come il fumetto giapponese sia capace di affrontare i temi piùbeck-c-102-koyuki-38-39 svariati, questa capacità invita la mia curiosità di lettore ad affrontare argomenti che forse in altre circostanze non mi avrebbero catturato. Così anche questa volta mi sono lasciato andare e sono montato sul carrozzone dei Beck. Il plot è ancorato sulle solide fondamenta di una struttura narrativa misurata su un ritmo giusto, dove quello che deve accadere lo fa nel modo e nel tempo giusto, forse un po’ scontato, forse un po’ semplice, ma alla fine fa parte dello sforzo richiesto al lettore per instaurare un rapporto minimo di fiducia con l’autore. Harold Sakuishi, l’autore appunto, ci cala tra le prime note stonate del gruppo, accompagnandoci per la mano verso quella che è la strada dell’apprendista, dell’appassionato, del talentoso, dello svogliato, del leader. Percepibile è la sensazione che non troppo sia lasciato al caso, come se si raccontasse un mondo visto da vicino, magari non da protagonista, ma almeno da ottimo beck___mongolian_chop_squad_by_igor0899osservatore. Non mancano ovviamente le citazioni o le fonti riferite agli autori veri, con la loro musica, le loro perversioni, le loro ossessioni. È palpabile l’interesse nei confronti degli strumenti, dalla difficoltà dell’acquisto fino alla capacità di ognuno di loro ad essere addomesticato alla bravura di chi li impugna. In assoluto però la cosa che stupisce di più è come la musica trova il suo modo di essere rappresentata; non essendo altro che un’opera disegnata non resta che all’immaginazione del lettore di completare tutto ciò che non c’è, ma è un’operazione che viene da sola, semplicemente, proprio perché l’atmosfera funziona. I dettagli accendono la differenza. Gli atteggiamenti dei ragazzi sono quelli di chi vive il palco, la ricerca delle magliette, i volti del pubblico, adesso esaltato e adesso insoddisfatto, i rapporti che cambiano tra i personaggi, i problemi con la lingua inglese.

UN ATTIMO DI DIFFIDENZA

L’edizione proposta da Dynamic è psichedelica, vista dal di fuori è un compendio di colori unico, una scelta condivisibile e d’impatto. L’impianto grafico convince uscendo con un voto di tutto rispetto. Harold Sakuishi si presenta con un disegno “sporco”, frutto almeno inizialmente di un retaggio da ricercare in certi fumetti ancora legati al decennio degli anni ’90; non troppo sciolto nei primi numeri, orientato verso una ricerca stilistica che migliora, che prende sicurezza dei proprio mezzi e che numero dopo numero afferra saldamente in mano il timone della nave. Beck si legge tutto d’un fiato, con quella voracità sana che accompagna le letture care e avvincenti.

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BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD SERIE COMPLETA
BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD 10
BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD 23
BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD 25
BECK MONGOLIAN CHOP SQUAD 27

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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