Recensione: Benvenuti a Lalaland #2

Editore Shockdom
Autori Luciop
Prima pubblicazione Marzo 2017
Prima edizione italiana Marzo 2017
Formato 17 x 24 cm brossurato
Numero pagine 80 a colori

Prezzo 9,00 euro

Poco più di un anno fa Luciop ci portava nella misteriosa Solpensiero, tra insetti e problemi di socializzazione, in una salsa decisamente acida e difficile da digerire. Il trio Pee Show continua la sua cavalcata verso le terre desolate dell’abitudine distruggendo ogni convinzione narrativa e visiva, rompendo il fumetto come il tonno con il grissino. Ecco allora il cavaliere ineluttabile farci nuovamente guida tra le lerce strade di Lalaland. Il secondo volume è già sugli scaffali, ma avrà risolto i problemi del primo? Vediamolo insieme.

BENTORNATI A LALALAND

Bentornati a Lalaland! Il fumetto comincia con un vero e proprio tour di situazioni, dove scopriamo che gli insetti sono ancora ben radicati nella città di Solpensiero e che i gufi sono matti. Stacco. Pinky e Pinkwydd sono sulla spiaggia del Gran Mare d’Erbette e vivono in duale solitudine l’annoso pomeriggio estivo. Dopo un distruttivo passaggio di vecchie facce, i due ragazzi assistono ad uno spettacolo raccapricciante: i conigli mangiano i corpi inermi degli insetti. Decisi a saperne di più, la strana coppia si butta a capofitto in una ricerca nel sottosuolo di Solpensiero.

Basti ciò per mettere le carte in tavola: il secondo volume della raccapricciante avventura di Luciop cambia le proprie regole. Partiti da un’anarchia narrativa totale, nel primo numero, eccoci davanti ad una storia non solo lineare ma anche più lunga e lenta. Vediamo insieme cosa ne scaturisce.

ACIDI E SOGNI

Quelli che tendono a scavare nell’ambiente underground del fumetto potrebbero conoscere il Boy’s Club di Matt Furie. Adoro le storie impossibili di Pepe e amici, adoro il chaos che permea le pagine dei volumi Fantagraphics, e sin dal primo numero non ho potuto fare a meno di notare diverse somiglianze con il mondo di Lalaland. Luciop riesce, però, a rompere tutte le promesse narrative, andando a colpire nei punti più inaspettati con uno stile imprevedibile. Tutto senza il bisogno di scadere nel no-sense, pennellando le sfumature del fumetto con armonia e concretezza. Il secondo volume di Lalaland è un viaggio dantesco fatto di allucinazioni e paranoie, una discesa nell’oscuro abisso della ragione. Visioni oniriche e incubi ad ogni aperti, labirinti Eschereschi che ricordano lavori di concept design videoludico, mitologia in crescente costruzione e finezze stilistiche danno voce al fumetto che segna un salto di qualità da cento piedi. Le già presenti strofe in rima, già presenti nel primo numero, aumentano a dismisura, esasperando il lettore e i protagonisti, suggerendo una falsa pista bambinesca che cala una dolorosa ascia sul perno dell’inquietudine.

GRAFFIA COME UN VECCHIO BLUES

Lalaland vol. 2 non è un fumetto per tutti, anzi, lo è ancora meno del primo numero. Bando agli hipsterismi e all’onanismo letterario di basso borgo, l’albo è destinato ai pochi che sanno di potersi cibare di incubi e distorsioni, ai pochi che sapranno trovare un trip acido e razionale all’interno delle pagine, i pochi che dopo averlo letto ne trarranno una lettura costruttiva. Chi sono? Chiunque abbia un’apertura mentale abbastanza larga da lasciar passare la musicalità degli spaventi che ci mostra Luciop. Aprite il volume, scorrete e se l’occhio giocherà la sua parte vorrete comprarlo. Che il significato intrinseco dell’opera vi sia palese o che, invece, il susseguirsi delle pagine vi dia il mal di testa e corrompa la vostra capacità di comprensione, non è importante: l’autore sprigiona i suoi costrutti e come combatterli lo deciderete voi. L’importante è la battaglia, accogliete la narrazione e godetela ma… Siete avvertiti.


Benvenuti a Lalaland: 2
Benvenuti a Lalaland: 1
666. Il male dentro
Paranoiae
La cena degli accordi. Noumeno: 1

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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