Recensione: Blankets

Editore Coconino Press
Autori Craig Thompson
Prima pubblicazione 2003
Prima edizione italiana 2004
Formato
Numero pagine 600

Prezzo € 29.00

“Sai, in certi momenti mi guardi con nostalgia. Anche se io sono qui con te.”

IL PASSATO BATTE FORTE

blankets-coverInutile nascondersi, fare finta di niente, cercare di dimenticare, con i mezzi e gli strumenti che ci sono concessi o che abbiamo affilato col tempo, tanto non c’è nulla da fare, il passato batte forte. Quando meno te lo aspetti si ripresenta, squillante, senza vergogna, senza filtri e con la sfacciataggine di guardarti sempre fisso negli occhi. E allora tanto vale scrutare fino in fondo tutto quello che si annida nelle profondità dei ricordi scomodi, quelli che serpeggiano dentro, nei momenti più vulnerabili, e mordono proprio là dove le maglie della protezione più intima sono più blande. Craig Thompson, fa proprio così, adopera i lembi delle sue ferite come catapulte temporali, come varchi spaziali socchiusi sul tempo che è trascorso. Blankets è un racconto biografico, un passaggio che descrive i punti di una mutazione; non ci (si) fa mancare davvero nulla, tra le pennellate di un’infanzia articolata e complessa, ma per certi versi assai comune, all’indefinibile e volatile sfera degli affetti. Il volume si presenta massiccio e senza scuse, seicento pagine filate, suddivise in capitoli dal respiro irregolare, che seguono una via tormentata fatta di virate profonde e desideri di vette leggere e solitarie. Blankets è il lavoro più conosciuto di Thompson, quello che gli ha restituito più notorietà e che lo ha presentato al caldo pubblico americano. È una storia che prova a spiegare come certe convinzioni, in questo caso religiose, possono condizionare un’intera esistenza; i genitori ferventi credenti educano il giovane protagonista tra le spesse mura dei dogmi cristiani, soffocando sul nascere ogni desiderio di spiegare le ali, provocando una tormenta incontrollabile di emozioni a tenuta stagna.

UNO SGUARDO INTORNO

blankets2Tormentata pare sia stata anche la realizzazione di questo interessante volume, iniziato per necessità espressiva qualche anno prima della pubblicazione e tirato avanti poco per volta, spesso di notte come progetto personale, anche quando assunto da Dark Horse Comics lavora su altri fumetti. Blankets è una graphic novel semplicemente disegnata, la sceneggiatura l’autore se la porta dentro ed è il tempo che la modifica o la corregge per lui, Thompson diventa autore delle parole non dette e non scritte che si colgono tra le vignette, s’impadronisce dei silenzi e li rimarca come fanno i sassi quando cadono in uno specchio d’acqua, propagando un certo numero di onde dedicate ad un infinito che prima o dopo svanisce verso un punto che non si coglie mai. Non mancano comunque momenti allegri, ricordi gentili che descrivono una vita tranquilla, serena, non votata esclusivamente all’elevazione della solitudine come unico sentiero vitale, anzi, con una certa nostalgia ripercorre quelle strisce di vita nella quale anche le più innocenti paure erano conquiste necessarie verso l’emancipazione  del mondo degli adulti. In questo sognato girotondo di ricordi abbraccia l’amato fratello perduto tra una fitta rete di sentimenti senza nome, i genitori, una coppia di apparente aridità, ma in fondo ancora un labirinto ancora da esplorare, e poi gli amori, quella galleria difficile di opere così contemporanee che ogni critica sembra essere sempre inadeguata.

NESSUNO STILE PRECISO

Personalmente Thompson è stato un autore nuovo, scopro invece che ha già un grande seguito di lettori affezionati. Colpa mia naturalmente. Leggo che dichiara che lo stile di disegno volge lo sguardo verso il fumetto più europeo che americano, ispirandosi a personaggi del calibro di Edmond Baudoin, Blutch, David B e Lewis Trondheim. Io, dal silenzio del mio piccolo parco autori noto una certa ispirazione verso un autore grandissimo che ha disegnato la storia americana in tutte le sue molteplici sfaccettature, e ve lo dico, scomodo un grande, ma in certi passaggi vedo i tratti del grandissimo Will Eisner.

habibi craig thompson


Blankets
Poco raccomandabile
S.
Lo scontro quotidiano. Ediz. integrale
La canicola

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.