Recensione: Born to Lose

Editore Coconino Press
Autori Nicoz Balboa
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 17 x 24 cm
Numero pagine 192 a colori

Prezzo 19,00 euro

Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti

Ci sono libri in grado di parlarti. Sfogli le pagine e le parole ti entrano dentro, le senti insinuarsi nelle orecchie e rimbombare nella testa e poi ti prendono la pancia. In breve tempo ti sembra di conoscere la persona che le ha scritte e, dopo un po’, ti sembra addirittura di averla accanto, immaginandoti le espressioni del suo viso, la sua gestualità e il tono della sua voce. Si crea uno spazio intimo tra autore e lettore, un luogo di reciproca apertura e vulnerabilità abitato da un flusso di vissuti che, viaggiando da cuore a cuore, crea una connessione tale da sentirne la mancanza quando ci si allontana, quando si arriva all’ultima pagina.

Born to Lose di Nicoz Balboa è uno di questi libri. Nicoz è un’illustratrice, fumettista, pittrice e tatuatrice nata a Roma, ma trapiantata in Francia dal 2001. I suoi fumetti autobiografici appaiono per la prima volta nel ’96 nelle sue fanzine autoprodotte e poi nel suo blog. Dal 2011 l’autrice intraprende con passione il progetto MOMeskine, un diario a fumetti autobiografico scannerizzato e postato sul blog. Delle potenzialità del progetto si accorge il lungimirante Igort (Igor Tuveri, Cagliari, 1958), al tempo direttore della Coconino press, che propone all’autrice di raccogliere alcuni episodi del blog in un libro. La proposta viene accettata da Nicoz ed è così che, in questo 2017, esce Born to Lose.

LA VITA DI UNA MAMMA ARTISTA

L’opera si presenta come un vero e proprio diario a fumetti, con tanto di date e giorni della settimana. L’autrice riversa sulle pagine un resoconto sincero, ironico e spudorato della propria vita, con uno stile tanto diretto e confidenziale da trattare i lettori quali fossero un’immensa e astratta platea  di amici. Ed è così che, sfogliando le pagine, impariamo a conoscere Mina, la figlia che le ha cambiato la vita e per la quale prova un amore smisurato, veniamo trascinati nelle vicende sentimentali di una relazione disordinata e burrascosa con un uomo di nome G. o ci ritroviamo a passare interi pomeriggi in studio a disegnare. E poi, ancora, sentiamo la mancanza di Roma e dell’Italia, cuciniamo ricette vegane, ci interessiamo al metodo Montessori e ascoltiamo i Foo Fighters mentre corriamo sul tapis roulant. Partecipiamo dei dolori, delle frustrazioni e delle incertezze, ma anche delle piccole vittorie, degli incontri, delle passioni, delle intuizioni creative e delle scoperte di una mamma punk e anticonformista, alle prese con la titanica sfida di essere madre e artista nello stesso tempo.

LA MIA VITA DISEGNATA MALE

L’incredibile forza di Born to Lose risiede dunque nella sua immediatezza e semplicità, accentuata da una rappresentazione grafica dallo stile “infantile”, imperfetto, a volte sgraziato e fortemente espressivo, in grado di catturare ogni situazione con immagini significative capaci di comunicare in maniera diretta le emozioni dell’autrice. E’ da sottolineare, inoltre, come questo stile genuino e spontaneo riesca a raccontare anche i momenti più duri e cupi con una dose di leggerezza e autoironia, rendendo la lettura sempre gradevole e scorrevole, pur non perdendo la sua forte carica emotiva.

CONCLUSIONI

Per concludere, Born to Lose è un’opera interessante, diretta e schietta come poche. Un’occasione per entrare in contatto con un’autrice coraggiosa, capace di mettersi a nudo tra le pagine di un diario tanto personale nei contenuti quanto universale nell’esprimere la condizione di una generazione alle prese con un’eterna post-adolescenza dove, come dice Nicoz, è facile sentirsi addosso “15 e 50 anni contemporaneamente” e dove la ricerca di un proprio posto nel mondo, tra slanci giovani e disillusione, sembra non avere mai fine.


Born to lose
Cry me a river
La trilogia: La rivolta dei racchi-I labirinti-Zil Zelub
Ritorno alla terra. Ediz. integrale
Le lacrime della bestia

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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