Recensione: Children of the Whales #1

Editore Edizioni Star Comics
Autori Abi Umeda
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 25 ottobre 2017
Formato 14,5 x 21 cm
Numero pagine 192

Prezzo 5,90 euro

Le foreste a precedere la civiltà, i deserti a seguire

LA TRAMA

In un mondo ormai ricoperto interamente da un enorme mare di sabbia, i pochi umani rimasti vivono sulla “Balena di fango”, una gigantesca nave alla deriva tra le dune. La maggior parte degli abitanti della “Balena” sono in grado di usare la Thymia, una sorta di potere magico che si differenzia da persona a persona. Il potere è , allo stesso tempo, una benedizione e una maledizione in quanto chi lo possiede è destinato ad una morte prematura. Gli individui in grado di usare queste abilità sono detti “marchiati” e a questa categoria appartiene anche il giovane Chakuro. Pur essendo un marchiato, Chakuro non è portato per l’uso della Thymia, ma ha un disturbo ipergrafico, che lo porta a scrivere di continuo. Proprio per questo, all’interno del piccolo mondo della nave, svolge la funzione di archivista. Come tutti gli altri, vista l’inospitalità del mondo circostante,  anche il giovane Chakuro sembra destinato a passare tutta la vita sulla Balena di Fango, ma l’avvistamento di un’altra isola alla deriva e il successivo incontro con una strana ragazza sembrano poter cambiare il destino del protagonista e di tutti gli abitanti.

UNA PICCOLA UTOPIA IN UN MONDO DISTOPICO

Children of the Whales, manga scritto e disegnato da Abi Umeda, edito in Italia da Star Comics, ci porta in un mondo post-apocalittico dove i pochi umani sopravvissuti vivono confinati in una grande fortezza  autosufficiente che solca un immenso deserto. Se le sconfinate distese sabbiose e desolate possono ricordare classici distopici come Mad Max e Hokuto No Ken, il manga di Umeda se ne discosta subito per l’atmosfera generale. Infatti, se nei capolavori di George Miller e Buronson avevamo a che fare con una terra alla deriva dopo una catastrofe nucleare, dominata  da violente bande di predoni, guerrieri e signori della guerra, in Children of the Whales, invece, ci viene presentato un piccolo mondo che sembra in armonia con se stesso, caratterizzato da toni fantasy, delicati e leggermente malinconici. Tuttavia, proseguendo con la lettura, affiorano poco a poco le tensioni interne ad una società che  basa la sua sopravvivenza su un’estrema rigidità organizzativa e funzionale. Infatti, in tutto il primo volume, i protagonisti sembrano confrontarsi con un forte “senso del limite” e della limitazione: la vita sulla balena di fango è limitata rispetto all’ampiezza del mondo circostante e fortemente controllata da un governo di non marchiati, ogni abitante ha un suo ruolo specifico, è vietato utilizzare la magia all’interno della nave pena l’incarcerazione e infine il tempo, che per i marchiati comporta un limite importantissimo visto la morte in giovane età a cui sono irrimediabilmente destinati. Il contrasto tra i limiti imposti dalla condizione  esistenziale e la spinta interiore a travalicarli genera in alcuni abitanti e, nello stesso protagonista, conflitti interiori importanti (in primis la voglia di conoscere il mondo esterno e il bisogno di sicurezza che porta a rispettare le limitazioni del governo della Balena) che si traducono, ovviamente,  in complesse dinamiche esterne

L’incontro con Lykos, la misteriosa ragazza trovata su un isolotto alla deriva, rappresenta dunque l’innesco per uscire da questa dimensione di stallo e rompere, una volta per tutte, la l’immobile sicurezza della vita sulla Nave.

È da sottolineare che l’autrice è molto brava a calare il lettore all’interno degli usi, dei costumi e delle dinamiche del popolo della Balena d Fango con una precisione quasi didascalica, ma mai pesante ai fini della narrazione che risulta scorrevole e accattivante.

VISIVAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista del disegno il lavoro di Abi Umeda è davvero ottimo, con personaggi e ambienti curati nei minimi dettagli, caratterizzati da un tratto preciso, sinuoso e dinamico. L’autrice mostra  grande attenzione per le espressioni dei volti, che comunicano efficacemente i sentimenti e le emozioni dei protagonisti, così come per la resa dei movimenti, particolarmente pregevole nelle scene d’azione, soprattutto sulfinale del volume.

CONCLUSIONE

In conclusione, Children of the Whales è un manga di buona fattura caratterizzato da una narrazione scorrevole e accattivante e da uno stile disegno preciso, particolareggiato e funzionale al racconto e ai temi trattati. Abi Umeda delinea un mondo e un inizio di trama dalle grandi potenzialità, vedremo se e come riuscirà a sfruttare un impianto così ampio e gravido di possibilità.

PRO CONTRO
– Mondo e società ben caratterizzati
– Narrazione scorrevole
– Trama accattivante
– Ottimi disegni
– Potrebbe non piacere agli amanti di distopie più estreme e ricche d'azione

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.