Recensione: Collezione Crumb #3 – La musica di Crumb

Editore Comicon Edizioni
Autori Robert Crumb
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 208 a colori + copertina

Prezzo 24,00 euro

Arriverà un uomo nero, alto, e ti prenderà la chitarra, l’accorderà, suonerà qualcosa con te e te la restituirà.È così che io ho imparato a suonare quello che voglio.

LA VOCE GROSSA DI UN UOMO SCORRETTO

CrumbLa vita di Robert Crumb non ha seguito neppure minimamente i binari di una esistenza anche solo vagamente normale, lui di conseguenza si è adattato trasformandosi in un autore crudo, dissoluto, privo di qual si voglia freno inibitore. Ci ha sempre raccontato le sue idee sul sesso, la droga, il razzismo, i rapporti sociali da un punto di vista scomodo, rivelatore e molte volte siamo caduti nei suoi trabocchetti artefatti. Crumb è sinonimo di fumetto underground, di fatto ne è il più eminente ed esperto esponente, il suo linguaggio espressivo è così marcato e assoluto da essere riconoscibile immediatamente. Nel volume numero 3 della collezione a lui dedicata viene sviscerato il connubio profondo che questo poliedrico autore ha da sempre avuto con la musica. Amante, nonché conoscitore e fanatico collezionista, si avventura tra i personaggi che hanno cambiato il modo di suonare, evidenziando le loro vite, le alterne fortune, gli incontri e tal volta inventandosi di sana pianta proprio tutto. Questo volume è un omaggio che viene naturale nei confronti di una passione che lo ha imbrigliato e condizionato lungamente nella vita; i suoi amati 78 giri, il mezzo attraverso il quale ha saputo risalire la corrente di quel sound perduto tra la memoria di un’America alla ricerca della sua identità.

PAGINE PIENE DI SORPRESE

Chi conosce Robert Crumb conosce fondamentalmente anche la sua densità narrativa. Questo è uno di quegli autori che fa pesareiDesignMe_RobertCrumb4 la pagina, uno di quelli che non ti lascia passare neppure pochi secondi di pace assoluta. Le vignette sono viscose e tentano di scivolare sulla base di un disegno vinto dai toni scuri, quasi neri, dai quali emerge un segno forte, deciso, largo, che si rivolge quasi sempre ad ambientazioni notturne, tenebrose o comunque poco chiare. Ma da questo punto di vista davvero nulla di nuovo, questo è il suo stile. A volte più sbarazzino, dobbiamo dargliene atto, talvolta pure spiritoso ma sempre contaminato da un’anima dissacrante e profondamente provocatoria. “La musica di Crumb” è un’occasione unica per avvicinarsi al mondo dell’autore, una raccolta di brevi storie e non solo, infatti c’è un’ampia retrospettiva su tutto quel lavoro dedicato all’aspetto squisitamente grafico del prodotto musicale. Una rassegna di copertine da la giusta dimensione della sua vena creativa, sono quindi illustrati moltissimi dischi, specialmente degli anni ’70, riviste di musica, poster, cartoline e biglietti da visita. La crescente popolarità gli permise di poter diventare anche un apprezzato suonatore di benjio, (in realtà per sua ammissione pare che fosse più la curiosità di vedere suonare un uomo da rivista che per la passione vera e propria per la musica) così ebbe l’occasione di intrufolarsi tra le buie e sconsigliate nottate di periferia, avventure che lo portarono a frequentare luoghi e persone molto diversi, che lo arricchirono indubbiamente di quel materiale a lui caro, ma che lo portarono gradatamente lontano dalle matite e dal suo più forte amore: i fumetti. Così mollò nuovamente tutto ma questa è solo una parte della storia che vi aspetta tra queste intense pagine.


La musica di Crumb. Collezione Crumb: 3
Fritz il gatto e altri animali. Collezione Crumb: 2
Kafka, Dick, Bukowski visti da me. Collezione Crumb: 1
Dormiente
Pinocchio

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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