Recensione: Color Tex #10 – Il mescalero senza volto e altre storie

© 2016 Sergio Bonelli Editore

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Jacopo Rauch, Mauro Boselli, Luca Barbieri, Francesco Testi e Moreno Burattini (sceneggiature), Alessandro Bocci, Maurizio Dotti, Walter Venturi, Mauro Laurenti e Michele Rubini (disegni), Oscar Celestini, Erika Bendazzoli e Beniamino Del Vecchio (colori) e Gary Frank (copertina)
Prima pubblicazione 22 novembre 2016
Prima edizione italiana 22 novembre 2016
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 160 a colori
Prezzo 6,00 euro

UNA PREMESSA

La lettura delle avventure del ranger dalla camicia giallo limone in casa mia è sempre stata di competenza di mia madre. Papà leggeva i topolini e linus, quello con la coperta, mentre mamma già da ragazzina si scambiava i giornaletti di Tex Willer con gli altri adolescenti le sere d’estate.

Quindi io ho letto fin da piccola le storie nel far  west tra pistoleri, banditi, rancheros, malditos, pellerossa a far da comprimari a Aquila della notte negli albi ereditati con il segno rassicurante di Galep fino alle storie lunghe dei texoni. Tra questi “La valle del terrore” scritto da Claudio Nizzi e disegnato da Magnus è ben impresso nella mia memoria, anche per la potente cotta che m’ero presa per Kit Carson causata dal tratto sottilmente erotico che il grande autore era in grado di imprimere un po’ sempre, un po’ in tutto.

IL VOLUME

Con questi ricordi mi sono immersa nelle lettura del Color Tex #10 e, finita la lettura, non ero del tutto soddisfatta. Per quanto le storie intrattengano, purtroppo alcune le ho trovate troppo frettolose per via dell’esiguo numero di pagine concesse. Il rischio è di avere trame molto semplici, in cui Tex Willer non si trova ad affrontare vere sfide ma situazioni paragonabili a quest secondarie di un gioco di ruolo, in cui portando semplicemente un oggetto da un capo all’altro della mappa si ottiene la vittoria. Non c’è pericolo per il nostro eroe perché già sappiamo che sconfiggerà il nemico senza neanche un graffio e senza vederlo sudare. Si ha il rischio, quindi, di perdere la limitatezza umana in Tex Willer e di farlo apparire sì forte, ma algido e impersonale e non come lo conosciamo noi: giusto e severo ma capace di sporcarsi, talvolta scivolando, pur di aiutare chi ha bisogno.

Il mescalero senza volto, con ai testi Rauch e ai disegni Bocci, soffre delle poche pagine a disposizione ma l’inconveniente viene comunque risolto molto bene in quanto l’azione presente nelle storie intrattiene e sostiene bene il ritmo veloce. L’inizio in medias res, inoltre, avvia la trama alla giusta speditezza. I disegni di Bocci sposano benissimo i colori e rendono la storia godibile.

Rio Quemado è la storia che più preferisco del volume ed è anche la più lunga: la trama infatti ha tempo di svilupparsi e di farci incuriosire dei misteri e degli intrighi presenti nelle pagine. Intrattiene e non annoia, facendoci desiderare di avere ancora più pagine. Il buon lavoro di Boselli ai testi e di Dotti ai disegni ci regalano un Kit Carson un po’ mascalzone che ci fa sorridere.

Un cavallo di pezza è la storia che colpisce meno in tutto il volume. Forse perché Tex Willer è in solitaria o perché la storia è veramente corta (solo quindici pagine), nella portata principale servitaci dal volume avrebbe il ruolo delle carote decorative a lato: carine a vedersi, ma alla fine vengono lasciate sul piatto.

Sarebbe interessante riflettere della natura di Tex Willer e della sua completezza nelle avventure in cui è da solo: forse nel momento in cui non vi è un pard con cui confrontarsi, non è possibile avere un personaggio a tutto tondo ma si ha solo una facciata del ranger che risulta un po’ misera. È davvero il ranger che conosciamo quando è da solo, o senza Kit Carson da canzonare o la burbera apprensione paterna verso Kit Willer, per esempio, ci risulta come un guscio altero e freddo?

O forse quindici pagine sono semplicemente troppo poche.

Peccato però, perché Barbieri ai testi ci mostra un Tex Willer molto giusto ma anche particolarmente severo, ai limiti dell’intransigenza, che meriterebbe di essere ampliato. I disegni di W. Venturi ogni tanto perdono un colpo, ma reggono le scene d’azione.

Amici per la morte è di lettura piacevole e d’intrattenimento. I testi di F. Testi e i disegni di Laurenti ci accompagnano in un’avventura non tanto lunga che ci regala anche un Tex Willer giovane e ancora bandito, ma già con un alto senso dell’onore.

Chupacabras!, testi di Burattini e disegni di Rubini, ci racconta del disperato tentativo di Tex Willer e Tiger Jack nel salvare un biologo naturalista così accecato dal desiderio di fare una straordinaria scoperta, da essere disposto a sacrificare se stesso e tutta la sua squadra. Il ranger e il suo pard alla fine si salvano dopo aver vendicato il professore. La storia, che strizza l’occhiolino al sovrannaturale, scorre bene e piace in questo periodo pre Halloween e le scene notturne son disegnate in modo da sposarsi bene con l’atmosfera, anche se in qualche vignetta sfuggono un po’ di mano i bagliori e gli effetti luminosi.

CONCLUSIONE

In generale, il volume è un buon prodotto da edicola che sa intrattenere e in cui l’alternanza di storie e di stili di disegno è stata ben calibrata.­­­




LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



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