Recensione: Color Tex #12 – Sparate sul pianista e altre storie

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Pasquale Ruju, Giorgio Giusfredi, Andrea Cavaletto, Mauro Boselli e Claudio Nizzi (testi); Pasquale Frisenda, Marco Soldi, Alessandro Poli, Enrico Bertozzi e Roberto Zaghi (disegni) e Maurizio Dotti (copertina)
Prima pubblicazione 22 novembre 2017
Prima edizione italiana 22 novembre 2017
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 160

Prezzo 6,30 euro

Rimedierai tanti buchi nella carcassa che la tua animaccia nera comincerà a starnutire per gli spifferi!

TEX A COLORI

Da quattro anni, a novembre, fa capolino in edicola il Color Tex – Storie brevi. In due parole: sei euro, centosessanta pagine a colori, cinque avventure realizzate da autori (quasi) sempre esordienti su Tex. Dimenticate dunque i tempi dilatati della serie regolare, le narrazioni di ampio respiro di un Maxi o l’epicità di un “Texone”: in questa collana troverete infatti short stories con colpi di scena fulminanti e finali sorprendenti. Un felicissimo spazio di sperimentazione e innovazione, insomma. E questo ultimo numero fa eccezione? Giudicate voi stessi.

Partiamo dalla fine.

LE STORIE

La quinta storia, (titolo: Dal tramonto all’alba) vede il grande ritorno di Claudio Nizzi ai testi. In tutta sincerità, ricordando le ultime prove dello sceneggiatore sulla serie regolare, era molto difficile non partire prevenuti. Eppure: sorpresa. Anche se la trama non è niente di che, il ritmo è ottimo e l’idea di seguire il Ranger nel corso di un’intera giornata davvero azzeccata. Inoltre buonissima la prima per Roberto Zaghi (storico disegnatore di Julia): la vignettona di pagina 141 e la rapidissima sequenza di pagina 155 sono da Oscar.

Raramente (per non dire mai) ci si può lamentare della scrittura del curatore Mauro Boselli. E infatti Abilene, Kansas ha un buon soggetto e dei dialoghi efficaci. Gli aspetti negativi prendono però il sopravvento. Innanzitutto c’è un serio problema di ritmo: la storia non gira e, di fatto, non decolla mai. Non se ne comprende lo statuto: è un pretesto per raccontare la dura vita dei cowboys lungo una pista per il bestiame o la (tiepida) caccia ad un omicida? La risposta al lettore neanche importa, interessato com’è ad arrivare alla fine.

E poi, pecca vistosissima, i disegni. Enrico Bertozzi, nonostante i suoi pennelli siano stati spesso al servizio del mondo western, purtroppo non supera assolutamente la prova. Il suo tratto è impreciso e non apre mai la pagina alla tridimensionalità, i volti cambiano in ogni vignetta e alcuni piani di Tex sono palesemente ispirati (se non addirittura ricopiati) dai disegnatori storici della testata (si veda, ad esempio, il “Tex di Ticci” nella terza vignetta di pagina 109).

Alessandro Poli è invece un grandissimo disegnatore. Punto. Perché se la storia Giustizia! colpisce e rimane impressa è in larga parte merito dello straordinario lavoro grafico del maestro bolognese (signor Poli, se ci legge, sappia che rimpiangiamo molto le splendide copertine da lei realizzate per Demian e Cassidy, ne faccia delle altre). Va bene, disegni impeccabili ma la scrittura? Discreta: Andrea Cavaletto (eccellente autore di Dylan Dog per la prima volta alle prese con Tex) ha infatti ideato una storia sì non originalissima ma che presenta, quasi fosse un sandwich narrativo, un incipit e un explicit a dir poco eccellenti: le pagine 67-69, quasi mute, permettono infatti di entrare immediatamente nel plot mentre le pagine 96 e 97 (quasi speculari) chiudono la vicenda in modo altamente drammatico.

Ah, dimenticavo: il salto tra pagina 68 e 69, chiaro omaggio a Sergio Leone, è da leggere e rileggere. Fumetto puro.

Le prime due storie del Color sono, forse, il vero motivo per cui acquistare questo albo. Entrambe infatti si segnalano per un soggetto ricco di novità e per una sceneggiatura di buon livello.

Con Io ucciderò Tex Willer, l’esordiente Giorgio Giusfredi (giovane e vulcanico autore di Dampyr) rompe uno dei tabù texiani: l’happy end. L’escamotage del “doppio finale”, molto cinematografico, conferisce infatti a tutto il racconto un’aura tragica e malinconica, da western crepuscolare. Molto affascinante inoltre l’ambientazione del racconto (il villaggio messicano di Redenciòn circondato da enormi crepe nel terreno e dotato di una scenografica plaza de toros) e, soprattutto, il montaggio. Giusfredi si dimostra infatti molto talentuoso nei cambi di scena: splendido quello tra pagina 37 e 38 ideato per introdurre il personaggio di Rick e quello pagina tra 50 e 51 che presenta i due pards.

Ottimi in generale i disegni di Marco Soldi (autore e copertinista di Julia fino al 2011) nonostante nelle scene di maggior dinamismo appaiano un poco legnosi. Da segnalare però due perle: la crudelissima sequenza di pag. 52 con i tre banditi impiccati e l’affresco di S. Giorgio che compare a pagina 59 alle spalle di Carson. Un dettaglio virtuosistico che permette di definire ancora meglio il setting.

Si può scrivere una storia di Tex in cui Tex non compare mai? Roberto Recchioni con il suo Randy il fortunato aveva risposto: sì. Ebbene, Pasquale Ruju in Sparate sul pianista ha quasi osato di più creando un racconto in cui Tex è, di fatto, sempre in scena ma agisce solamente nelle (dieci) pagine finali. Questo permette una maggiore introspezione degli antagonisti (splendidi) e più spazio al protagonismo di Carson. Insomma, ritmo ottimo, costruzione della trama molto ben ponderata, personaggi che rimangono in testa: cosa pretendere di più?

DISEGNI

Riguardo ai disegni, poi, ci sono due cose da dire:

  • il Tex di Pasquale Frisenda, a differenza di quello di tutti gli altri, quando spara, spara per davvero. E pare che buchi la carta: magnifico;
  • ogni vignetta del maestro di Milano è un piccolo capolavoro (la nave di pagina 3 parla chiaro fin da subito e l’intera pagina 8 fuga ogni dubbio, se qualcuno ne aveva ancora), ma c’è un “però”: ci auguriamo non gli venga più chiesto di realizzare storie a colori perché, senza il bianco e nero, metà della sua mostruosa bravura va irrimediabilmente perduta.

Dulcis in fundo: dedicate due minuti di osservazione alla bellissima copertina di Maurizio Dotti, quasi un assaggio delle cartoline che, da questo mese, il maestro inizierà a realizzare, subentrando a Claudio Villa, per Tex nuova ristampa.

C4 MATITE:

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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