Recensione: Corto Maltese – Sotto il sole di mezzanotte

Editore Rizzoli – Lizard
Autori Juan Diaz Canales e Ruben Pellejero
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato 21,5 x 28,5 cm
Numero pagine 110 a colori

Prezzo 20,00 euro

Smettila di piagnucolare come una vecchia, Ras. Non ti vergogni? non si è mai visto un russo lagnarsi del freddo come fai tu…

IL SOLE CHE NON TRAMONTA MAI

1Corto Maltese vede per l’ultima volta la luce per mano di Hugo Pratt quasi trenta anni fa, un’era editoriale, “Mu” chiuse bruscamente un racconto che ancora aveva da dare ad uno stuolo di appassionati sognatori. Oggi, il progetto riprende forma, proseguendo idealmente il percorso tracciato da un inarrivabile maestro del disegno italiano e non solo. La pesante eredità viene raccolta dal duetto Juan Dìaz Canales (per la storia) e Rubén Pellejero (per i disegni). Analizzare cosa rappresenti “Sotto il sole di mezzanotte“, inteso come anello di un panorama più ampio non escludendolo quindi dalla totalità delle storie di Corto, non è affatto semplice. I puristi grideranno vendetta senza neppure averlo letto, arrendendosi all’evidenza che Pratt, purtroppo scomparso da tempo, non sarà più in grado di tessere avventure per nessuno, eppure come quasi sempre accade solo provare ci da l’assoluta certezza che quanto si è immaginato è effettivamente vero. Nelle pagine finali dell’albo sono presenti molti disegni preparatori e tra questi sono incastonati dei brevi commenti che gli autori hanno lasciato a testimonianza della loro esperienza, uno di questi secondo me è particolarmente esplicativo di quello che è stato il loro obiettivo:

Non cercavano un semplice continuatore dei disegni di Pratt, e sono convinto che sarebbe stato un errore, perché l’opera di Pratt è lui che l’ha creata e oggi è conclusa, Tutto quello che viene dopo deve emanare l’atmosfera Pratt, ma al tempo stesso anche tentare di aggiungere qualcosa di nuovo al suo universo. Altrimenti la cosa non ha alcun senso.

Questa dichiarazione non lascia molto spazio di manovra all’immaginazione, viene ufficialmente raccolta un’eredità, amata e ridistribuita a tutti nel migliore dei modi possibili. Ancora una volta non convincerà tutti, lo so, ma continuare a immaginare è il solo il mezzo che abbiamo per credere che il maestro sia ancora tra le pagine del suo più conosciuto figlio.

UNA VOLTA LI CHIAMAVAMO MANIERISTI

La storia dell’arte ci ha consegnato un periodo in cui, irraggiungibili i grandi maestri come Leonardo, Michelangelo e Raffaello, ci siamo “accontentati” dei pittori di maniera, cioè di quelli che dipingevano alla maniera di… A loro volta però non sono rimasti impressi nella storia come semplici copie, anzi si sono imposti come artisti di primissimo livello. Pare questa storia ripetersi con le dovute proporzioni. Pellejero ha guardato in maniera ossessiva l’opera di Pratt, questo è palese, i tratti decisi, larghi, quasi fatte di macchie prestate all’immaginario appartengono alla grammatica del creatore, gli atteggiamenti e le movenze sono sempre loro, quelle che abbiamo conosciuto, lo spazio narrativo si fissa ancora sulla pagina attraverso quattro strisce, retaggio anche questo dei volumi precedenti. Dire però che si è di fronte allo spirito di Pratt non solo è esagerato ma è quantomeno ingiusto, proprio perché sarebbe semplicemente un’operazione di copiatura senza spirito, così rimaniamo liberi di assuefarsi con tutta tranquillità, affondando tra le pagine di questa storia. “Sotto il sole di mezzanotte” è ambientato nel 1915, quando ancora le frontiere non erano il segno rigido che oggi divide i popoli della terra, Corto è ancora un corpo libero, portato dall’umore come un vento attraverso i paesi del mondo. Jack London, un vecchio amico, gli ha consegnato un messaggio da far giungere ad un antico amore, ad aspettarlo ci sarà la promessa di un grande tesoro, all’orizzonte intanto echeggia con ferocia la prima guerra mondiale.

Corto-Pellejero


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LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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