Recensione: Dago

Editore Editoriale Aurea
Autori Robin Wood / Alberto Salinas
Prima pubblicazione 1980
Prima edizione italiana 1983
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

I vermi sono creature disprezzate,
ma sono anche l’ultima realtà della vita.

Anche il re più potente finisce tra loro…
Brindiamo ai vermi.

CESARE RENZI, LA STORIA DI UNA VENDETTA

dago05_05[1]L’Europa di inizio ‘500 è una polveriera pronta a esplodere in ogni momento: la bramosia di dominio, di possesso e di egemonia sono i demoni che guidano gli eserciti dei re, dei nobili, ma anche dei mercenari o dei più semplici banditi; ogni mezzo è lecito a quanto sembra. Un momento storico confuso, dove ogni mappa e ideale si ridisegnano con celere rassegnazione, dove ogni genocidio trova giustificazioni religiose, politiche o più semplicemente non si fanno domande. In uno scenario dove la ricchezza risplende sprezzante su una povertà devastante e largamente condivisa, si consuma la storia di Dago. Un uomo ricco, sereno, amato. Per alcuni un uomo scomodo. Cesare Renzi, il suo nome in una vita felice, non solo è l’uomo sbagliato ma è un essere di incredibile tenacia.

DAGO, IL GIANNIZZERO NERO

tumblr_mb0t6caUEL1r317y8o1_1280

Dago potrebbe, per certi versi, sembrare la trasposizione più moderna dell’eroe Ulisse: forte, generoso, astuto, amato, inoltre adora vivere in solitudine, senza compagni, senza amore, senza casa.
Dago è una quercia di solido legno nata dal seme della vendetta; il suo girovagare gli farà conoscere la durezza della più mesta sottomissione, la miseria della schiavitù, il dolore delle ferite che solo il disprezzo e la stupidità umana sanno provocare; conoscerà la vera miseria dell’uomo, l’anima debole che alberga troppo spesso tra la gente, l’eterno bisogno di assoggettare i più indifesi per raggiungere i più meschini risultati.
Dago osserva, scontrandosi con un mondo profondamente ingiusto, capisce di essere diverso e di poter, per quanto possibile, ristabilire l’ordine giusto delle cose. Impara le lingue come schiavo e le dispensa come saggio, impara a sopravvivere in ogni circostanza come un animale costantemente ferito.
Dago fa valere la ragione dei giusti e lo fa molto spesso con la spada, la lingua che unisce ogni popolo. Ma non dispensa solo morte o lacerazione: molto spesso è il tramite della ricostruzione.

DAGO, L’UOMO DEI POTENTI

operaIl Mediterraneo è il centro del mondo e gli uomini che vi si affacciano sono le pedine che muovono i destini del mondo. Decine di re, sultani, visir si avventano con voracità sulle ricchezze della terra e sui piaceri del corpo; in una società così terminare la propria esistenza può dipendere da uno schiocco di dita. Eppure tra tutti questi ingranaggi impazziti, in aderenza a così tanto potere mal distribuito, si destreggia Dago, al servizio apparentemente del potere o più semplicemente della sua curiosità, per necessità di giustizia e ancora per alimentare la vendetta che non si placa. Diventa il risolutore irriverente, amato da principesse, sgualdrine, reietti, popolani. Dago assaggia ogni stilla di piacere assoluto, riconosce gli attimi eterni della vita, adora i piaceri della carne e ama con sviscerata passione il genio dell’uomo nella sua astuzia, nell’arte, nel modo di vivere. Nel suo pellegrinare conoscerà geni assoluti dell’umanità, papi, regnanti e li osserverà tutti con lo stesso metro spogliandoli dei loro orpelli e restituendoli al lettore come uomini.dago-di-robin-wood-e-alberto-salinasDi questo fumetto esistono diverse versioni e ristampe, personalmente consiglio Dago Tuttocolore, la trasposizione cronologica delle vicende, ordinata e ricolorata in maniera squisita.



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.