Recensione: Dammi la mano

Editore Tunuè
Autori Simona Binni (storia e disegni), Marcello Bozzoli (colori)
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 112

Prezzo 14,90 euro

Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno in cui perdona se stesso diventa un saggio.
Alden Albert Nowlnd

SCARTI DI PRODUZIONE

Dammi la mano 1La prima cosa che attira la mia attenzione appena tengo tra le mani questo compatto albo a fumetti è scoprire come i due angoli delle pagine siano volutamente stondati, una scelta che ancora non so spiegare. Forse una necessità editoriale, forse un messaggio che non ho saputo cogliere, forse altro ancora. Simona Binni (disegni e sceneggiatura) e Marcello Bozzoli (colori) presentano “Dammi la mano” una storia attuale, contemporanea, non soltanto nella sua temporalità ma soprattutto per la tematica alla quale è oramai impossibile rimanere indifferenti: l’alienazione sociale. In fondo è un punto col quale facciamo i conti quotidianamente, se non direttamente ne siamo spettatori o complici in un qualche livello.

La narrazione lambisce alcune delle sponde con le quali per necessità si è costretti a fare i conti, l’amicizia, la famiglia, la scuola i sogni; lo spaccato emotivo al quale si fa riferimento è quello di un intreccio che lega due adolescenti alle prese con problemi familiari di natura assai varia ma per lunghi tratti comune, la morte di un coniuge, l’assenza di un padre, la perdita del lavoro, l’incomunicabilità, la resa. L’accento che viene posto fa risaltare l’idea che per quanto la vita possa essere insidiosa non possono essere i sogni dei più piccoli a pagare il conto della realtà che non realizza quasi mai le proiezioni degli adulti, sostituendo così il desiderio alla rassegnazione, la volontà all’apatia e un sano senso di positività ad una pericolosa inedia dilagante.

Dammi la mano 2La storia però sussurra i temi forti non penetrando le trame più drammatiche, è una storia di periferia certo, ma non quella estremamente disagiata di una grande città, qui si scorge della campagna, una certa facilità a raggiungere un mare ancora protagonista della natura e non assoggettato agli insulsi voleri dell’umanità. Gli adulti per quanto intrappolati in una logica stritolatrice sono ancora consapevoli del loro lato civile, vivono in case grandi, comode, apparentemente pulite dove ancora un rapporto verbale ha ragione di esistere. Questo infatti è il vero appunto che muovo alla scelta dell’autrice, scelta una direzione è necessario indagare, fornire elementi validi, caricare di emozioni autentiche i personaggi, perdersi magari un po’ di più tra i vicoli scomodi della costruzione psicologica. Leggendo ho avuto la sensazione che l’autrice in alcuni tratti si sia perduta, appagata più dai disegni che dall’utilità di questi, preoccupandosi di fornire ragazzini alla moda al posto di veraci prodotti della nostra malandata società.

FAMMI UN SORRISO

Appena finito di leggere ho ripercorso l’albo per sincerarmi di una cosa che fin dalle prime pagine mi ha sollevato una certa curiosità, nessuno dei personaggi né ride né sorride mai per molte pagine, questo avviene non solo per i trasandati protagonisti ma anche i comprimari sembrano affetti da un torpore nostalgico, nel migliore dei casi, o piuttosto da una insofferenza diffusa a non si sa bene che cosa. Mi chiedo quindi se non sia più che un messaggio una scelta di stile, ma a questo non so davvero rispondere. Per il resto si è scelto di confezionare un prodotto giovane, squillante, colorato, stampato su ottima carta e ordito alla maniera moderna dell’elaborazione computerizzata col più classico effetto acquerello. Il gioco regge con alti e bassi restituendo tutto sommato una mezz’ora di lettura leggera.

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Dammi la mano
Amina e il vulcano
Viola giramondo
I figli del capitano Grant di Jules Verne
Il giro del mondo in 80 giorni



LA NOSTRA PAGELLA: 6.2/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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1 Risposta

  1. 16 gennaio 2017

    […] Lake, uscito nel settembre 2016, è il suo terzo libro dopo Amina e il vulcano del 2014 e Dammi la mano del 2015. Tutti e tre i libri sono editi da […]

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