Recensione: Dampyr #194 – La città abbandonata

Dampyrr

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Luigi Mignacco (soggetto e sceneggiatura); Andrea Del Campo (disegni) ed Enea Riboldi (copertina)
Prima pubblicazione Maggio 2016
Prima edizione italiana Maggio 2016
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 98
Prezzo 3,20 euro

Il male che c’è sulla Terra a volte è causato da noi stessi!
-da Dampyr #194

TRENT’ANNI DOPO CHERNOBYL

Cover Dampyr 194Il 26 aprile del 1986 nella centrale nucleare di Chernobyl si consumava una catastrofe a causa di un incidente le cui dinamiche non sono chiare nemmeno ai giorni nostri. Altrettanto oscuri sono i risultati effettivi di questo disastro: le stime riguardanti i numeri di malati/morti varia sensibilmente a seconda di chi si interroga, si passa da qualche migliaio di morti complessivi dichiarati dell’ONU fino ad arrivare al dato di 6.000.000 di decessi stimato nell’arco di 70 anni dall’associazione ambientalista Greenpeace.
I numeri, comunque si prendano, sono impressionanti, come impressionante è la ripercussione di questa tragedia sulle coscienze dei cittadini: in particolare, il secco “no” dell’Italia al nucleare venne condizionato pesantemente dal terrore nei confronti di quanto accaduto a Chernobyl.
Dopo aver fatto visita a Cagliari, il Dampyr e la sua coppia di amici sono chiamati ad investigare su alcune strane sparizioni e avvenimenti nei pressi di Prypiat, la città dove vivevano gli operai della centrale nucleare dove avvenne l’incidente. Ancora una volta Harlan, Tesla e il suo compagno saranno leggermente accantonati per lasciare spazio ad una città che prendendo mostruosamente vita racconta al lettore il proprio dramma. Ciò che con gli anni è diventata una meta del turismo dell’orrore si ribella, rigurgitando tutto il dolore che la ferita ancora calda provoca nei superstiti e nei palazzi ancora radioattivi. Per ripercorrere la storia di questa cittadina devastata, Luigi Mignacco si affida alla prospettiva di Fyodor, guida clandestina di Prypiat. Questo personaggio, vivendo sulla propria pelle tutto l’orrore della città radioattiva, attraverso una mostruosa fusione con essa, riesce perfettamente a raccontare in tutta la sua tragicità il dramma di una città ancora ferita.

IL VIANDANTE SUL MARE DI MELMA

DAMPYR 194 tavola press (1)Il cuore di quest’albo è racchiuso perfettamente nella copertina confezionata da Enea Riboldi, in un tributo a “Il viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. L’uomo è terrorizzato dal mare di melma mostruosa al di sotto di lui ma non riesce a non subirne l’orrido fascino.
Luigi Mignacco riesce nell’intento di scrivere una storia appassionante che riesce a divertire e intrattenere con una tematica tutt’altro che semplice. Particolarmente riuscito il personaggio di Fyodor, uno Swamp Thing in salsa Dampyriana che difficilmente dimenticherete.
Per quanto riguarda il comparto grafico, le tavole di Andrea Del Campo fanno dannatamente bene il loro lavoro: vi mozzeranno il fiato facendovi respirare dalla prima all’ultima pagina l’aria insalubre di Pripyat, tratteggia finemente gli interni dei palazzi abbandonati e la vegetazione selvaggia che ha iniziato a riconquistare il proprio spazio, una volta fuggito l’uomo. Altra caratteristica di quest’albo è la gradita presenza dell‘elemento splatter, con una tematica così forte sarebbe stato davvero fuori luogo limitarsi a dialoghi e scene d’azione “soft” .
Mignacco obbliga il lettore ad interrogarsi più e più volte su chi sia “il mostro” da combattere; il non trovare facilmente risposta a questa domanda è tanto inquietante quanto interessante.

DAMPYR 194 tavola press (2)UN ABISSO CHE MERITA DI ESSERE ESPLORATO

Sicuramente La città abbandonata è uno dei numeri più validi di Dampyr usciti ultimamente: la tematica inquietante, un comparto grafico di tutto rispetto all’altezza della materia narrata, rendono quest’albo particolarmente godibile. Vista l’autoconclusività della storia e il focus della vicenda decisamente spostato lontano dall’ammazzavampiri, questo fumetto è caldamente consigliato anche a chi non avesse mai avuto tra le mani un Dampyr. Affaciarsi sull’abisso della coscienza umana è affascinante ma dannatamente pericoloso, se avrete il coraggio di farlo ne sarete ripagati da una mezz’ora di ottimo intrattenimento e da una buona dose di riflessione che non guasta mai…


Dampyr
DAMPYR MAXI N.1 – Maxi Dampyr n° 1
Dampyr 71
Dampyr 106
Dampyr 111




LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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