Recensione: Drifter #1 – Fuori dalla notte

Editore Edizioni Star Comics
Autori Ivan Brandon (sceneggiatura) e Nic Klein (disegni)
Prima pubblicazione 12 novembre 2014 – Image Comics
Prima edizione italiana 11 novembre 2015
Formato 17 x 26 cm brossura con alette – Full color
Numero pagine 128

Prezzo 13,00 euro

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…Forse era una delle cose che avevo fatto e che mi perseguitavano… Ma non avevo il tempo di capire perché stavo morendo…
(Abram Pollux)

NEOCLASSICO

drifter-1 coverLa fantascienza è un genere meraviglioso. Quando togli i limiti cronologici e tecnologici dall’equazione della sceneggiatura, tutto diventa possibile, e forse è per questo che è il mio genere preferito. Drifter è una opera sci-fi, proposta negli Stati Uniti da Image Comics, che va avanti da un anno e i lettori d’oltre oceano lo amano. Eppure capire il successo di un volume tanto lontano dai classici fumetti supereroistici americani non è così scontato: siamo davanti ad una storia che si presenta complessa, basata sul percorso di redenzione dell’antieroe più classico. Anche la grafica, spettacolare sotto ogni punto di vista, si discosta abbastanza dagli ultimi modelli grafici di riferimento. Eppure… Il volume che Edizioni Star Comics ha portato in Italia è il formato raccolta che la Image ha rilasciato identico un mesetto fa e che comprende le prime 5 uscite originali. Potrei dilungarmi in spiegazioni noiose, ma vi faccio un riassunto: è un fumetto da avere. Vediamo qualche dettaglio più preciso.

ESPIAZIONE O REDENZIONE? 

La terra ha vinto. I suoi coloni sono ormai sparsi per tutta la galassia e si muovono come locuste, esaurendo i mondi conquistati e lasciandosi dietro le spalle una serie di pianeti fantasma. Una nave in fiamme sta precipitando, un uomo al suodrifter-3-djurdjevic interno cerca di capire perché sta morendo. La nave che colpisce l’acqua e si inabissa sempre più giù. L’uomo combatte e si salva, è esausto e quando apre gli occhi c’è una strana creatura china su di lui, un mostro dalla pelle di un raccapricciante colore azzurro. L’uomo tiene in mano quello che rimane della sua nave, e con quello colpisce la creatura nel tentativo di salvarsi. Un tentativo vano, non ha capito che l’essere stava tentando di aiutarlo e non c’era nulla da cui salvarsi o essere salvato. È un attimo e un altro di quegli esseri spunta fuori dal nulla ignorandolo freddamente mentre va a soccorrere il suo simile. Qualcuno avrà visto la nave precipitare? C’è ancora speranza per la sua vita… e per la sua anima? Il suo nome è Abram Pollux, ma i nomi qui non sono importanti…
Sono molte le tematiche affrontate da Brandon principalmente legate alla figura del suo protagonista: disincantato, deluso, disperato, cerca spasmodicamente una ragione per ricominciare a vivere, eppure tutto quello che tocca sembra morire. L’autore utilizza i suoi mondi per presentare la propria critica all’umanità, ovvero una massa di individui che consumano i pianeti che occupano senza alcun rispetto, ammorbati da una religione che condanna piuttosto che salvare e che si è adattata ad una pericolosa convivenza con una razza aliena superiore, pur di sopravvivere. In questo contesto si inseriscono il percorso di redenzione del protagonista e i temi della corsa all’oro nordamericana della metà del XIX secolo, in particolare a giudicare dai colori caldi e dai grandi deserti, a quella californiana del 1848. A rendere ancora più intrigante la lettura interviene poi una sorta di narrazione parallela che attraversa costantemente tutto il volume. Realizzata attraverso una serie di flash narrativi inseriti ad arte nel plot originale, finisce per generare una linea narrativa parallela che cattura il lettore quasi quanto quella principale.

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Discorso a parte merita l’arte di Klein. I toni caldi del giallo e dell’arancione del deserto sconfinato che si intervallano alle atmosfere più cupe degli interni e delle grotte, che poi sfociano d’improvviso nei bianchi abbaglianti legati al predicatore e ai suoi deliri: sono molte le influenze nel tratto dell’americano. Certamente si notano alcuni riferimenti al maestro Moebius, ma non mancano le citazioni del grande fumetto sudamericano di fantascienza, con rimandi a Gimenez fra gli altri, piuttosto evidenti. Se pur la distribuzione delle immagini nella pagina segua sempre uno schema piuttosto rigido, non si ha mai l’impressione di una realizzazione claustrofobica, anzi la potenza della inquadratura aumenta mano a mano che queste si stringono sui protagonisti, facendone apprezzare la grande espressività e l’accuratezza dei dettagli e delle illuminazioni, frutto di un lavoro certosino. Senza tema di smentita siamo davanti a un fumetto di fantascienza come non se ne vedeva da tempo.

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È ORA DI… SPOSTARSI

Drifter di Ivan Brandon e Nic Klein, pubblicato in Italia da Edizioni Star Comics, è un oggetto notevole. Fatico ad usare la drifter-01-esadribic-cover-2-107497parola “capolavoro” solo perché siamo davanti ad una serie in corso e non si sa mai cosa potrebbe accadere (abbiamo infiniti esempi di serie cominciate come bombe atomiche e finite in petardo – ndr). Un mix di personaggi che si sviluppano in storie più o meno parallele, un misterioso evento di spostamento temporale e ancora inquietanti razze aliene che tollerano i terrestri nonostante la loro evidente superiorità fisica e intellettuale, il tutto raccontato con delle tavole talmente belle da lasciare a bocca aperta. Un opera che in america ha fatto proseliti e che non mancherà di farne in Italia, imperdibile per gli appassionati che si gustavano la fantascienza sulle tavole di Skorpio e Lanciostory, più che appetibile per un neofita in attesa dell’opera giusta per avviarsi alla fantascienza a fumetti. Il volume è realizzato in carta lucida patinata e la qualità della stampa è di livello assoluto, tanto da giustificare ampiamente i 13 euro necessari all’acquisto di questo primo volume della serie. Ci sarebbe molto altro da dire ma sarebbe un’inutile usura per la mia tastiera: il volume è già disponibile nelle migliori fumetterie e su Amazon, non vi resta che prenderlo e godervelo. Buona Lettura.


Fuori dalla notte. Drifter
Roberto Recchioni Presenta: I Maestri dell’Orrore – Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde
Prison school: 1
Come un balletto di musica rock
Shooting Star Lens



LA NOSTRA PAGELLA: 8.8/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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