Recensione: Dylan Dog #341 – Al servizio del caos

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (testi), Angelo Stano (disegni e copertina) e Daniele Bigliardo (disegni)
Prima pubblicazione Gennaio 2015
Prima edizione italiana Gennaio 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 €

Noi siamo il padre che educa il figlio, siamo lo scudo che protegge il nostro stile di vita, siamo la lancia pronta a colpire chiunque minacci i nostri interessi.

(John Ghost – DYD #341)

AL SERVIZIO DEL CAOS

Dylan Dog 341_coverLa teoria del caos è il punto di partenza perfetto per parlare di John Ghost e della struttura dell’albo n°341 di Dylan Dog in edicola dal 29 Gennaio. Wikipedia alla mano e divento quasi un fisico da arruolare tra i progettisti del Cern, in realtà l’enciclopedia regina del web è funzionale per chiarirmi alcuni dubbi sul caos e la sua generazione. Ho riletto il numero introduttivo del nuovo nemico dell’Indagatore dell’incubo innumerevoli volte prima di digitare la prima parola su questa tastiera, e finalmente sono giunto ad una conclusione: accelerazione. Pedal to the floor e raggiungiamo la sede della Ghost Enterprise.

L’intera storia ideata dal curatore della testata, Roberto Recchioni, è una poderosa spinta dentro il ciclo di storie che ci aspettano nell’immediato futuro dell’indagatore. Ormai non è più tempo di presentazioni, Bloch si è ritirato a Wickedford, Carpenter e Rania si sono insediati a Scotland Yard e John Ghost era stato presentato, molto meglio di Joe Black, a Lucca Comics & Games 2014 nell’albetto in allegato alle copie variant delle nuove/rivisitate testate Bonelli (Dylan Dog, Orfani:Ringo e Adam Wild).

 

UN BATTITO D’ALI DI FARFALLA

dyd 341 (1)Ora, mentre provo a scuotere le braccia sapendo che questo mio gesto potrebbe avere ripercussioni in qualsiasi altra parte del mondo, ci troviamo di fronte agli effetti che la teoria del caos avrà sulla vita editoriale di Dylan Dog: la dipendenza sensibile alle condizioni iniziali e l’imprevedibilità.  Questi due punti sono fondamentali per la rinascita di Dylan Dog, poiché, per quanto l’approccio alle storie sia mutato, c’è una coerenza di fondo che non potrà mai essere stravolta. Per questo motivo tutto l’universo creato ormai quasi un trentennio fa da Tiziano Sclavi non potrà mai essere rielaborato sradicando tutti i punti di forza della serie. La figura dell’Old boy resta immutata, e ho esultato mentre Rania Rakim chiamava Dylan con quest’appellativo, temendo – dopo la rivelazione del n°340 – di dover dire addio al soprannome dell’indagatore.

Insomma Dylan Dog è sempre Dylan Dog, con l’upgrade (o downgrade) di una Londra contemporanea. Il secondo punto d’analizzare è l’imprevedibilità: sai che noia sapere che un’avventura in cui ti stai per catapultare darà sicuramente gli effetti sperati? L’adrenalina, l’incertezza, il disordine sono la sfida che bisognerebbe porsi costantemente nella propria vita. Non solo nel caso di un fumetto. Il Rrobe, con il beneficio di Sclavi e della Bonelli, ha saputo osare. Rischiando. Quindi, who knows?

Al servizio del caos si apre con l’introduzione del personaggio di John Ghost reso graficamente da Angelo Stano, disegnatore del prologo e dell’epilogo della storia. In queste prime pagine è presente anche la recriminata tavola sulla presunta bisessualità dell’agente del caos. Nisba! John Ghost da buon fruitore del postmoderno è semplicemente promiscuo e adora filmare le prodezze delle sue donne. Sia chiaro, John è viscido come pochi altri pochi personaggi, a memoria non trovo precedenti in casa Bonelli, eppure ha un fascino positivo che non riesco a spiegarmi. È l’emblema delle perversioni e dei desideri di tutti gli uomini, con la differenza che lui ha la possibilità, il tempo e il denaro per esaudirli.

Leggendo tutta la sequenza in cui John incontra Dylan per la prima volta (e fingendo di non conoscere tutto il prologo), il magnate delle comunicazioni e di tutto l’ambito ingegneristico si presenta come un “semplice” uomo d’affari spietato per deformazione professionale. Invece c’è ben altro, ci sono riti esoterici, c’è Golconda, c’è Albione. Proprio quella che abbiamo visto in Spazio Profondo. Dove ci condurrà il piano (malefico) di Recchioni? Ripeto who knows, per adesso, in questo preciso istante, hic et nunc, mi godo ancora una volta una buona storia di Dylan Dog.

CITY, TECHNOLOGY & NIGHTMARE

dyd 341 (3)L’aspetto della contemporaneità e di una Londra tangibile è una delle operazioni che ho preferito del nuovo corso di Dylan Dog. Partendo dall’inizio possiamo quasi toccare con mano la capitale d’Europa, visitando gli interni di Harrods con tutti i suoi richiami all’antico Egitto, passando per Pret a manger fino ad arrivare all’imponente The Shard che combatte con un gigante storico come il London Bridge e l’interno della sua stazione dell’Underground. Ho visitato Londra innumerevoli volte e finora in pochi spazi mi ero sentito vicino fisicamente al mondo che condivideva Dylan nelle sue storie. Da adesso in poi giocherò a ricostruire gli spostamenti dell’indagatore in giro per la City. Ultimo appunto sulla modernità: un senzatetto, in un’importante sequenza per la storia, indossa una felpa dell’ Harvard University; casualità, oppure no, ci leggo un bel sottotesto sulla grande scalata sociale verso i marciapiedi che permettono gli studi attualmente.

John Ghost non è solo nella sua armata tecnologica. Elisabeth Moon, assistente personale di Mr.Ghost, è una figura che mancava all’interno della serie. Poi c’è Irma. Si è tanto discusso sulla sua presenza e della sua importanza. Di chi parlo? Dello smartphone Ghost 9000 in dotazione di Dylan Dog e più precisamente di Groucho. Elisabeth – Liz – Moon e Irma sono due personaggi che spingono ad una forte riflessione. Cosa succede se l’uomo diventa una macchina e viceversa? Irma, nonostante non sia null’altro che un dispositivo d’intelligenza artificiale dimostra una spiccata umanità: apprezza le battute di Groucho, consiglia eticamente Dylan, pensa come un vero e proprio essere umano. Dall’altro lato ritroviamo Liz, una donna glaciale come un robot con tanto di belle gambe e seno prosperoso. L’integrità della signorina Moon mi ha inquietato non poco: parla correttamente nove lingue, pratica una delle arti marziali più letali al mondo e preferisce non parlare ma ricevere sms per comunicare. Agghiacciante e tremendamente reale.

LIGHTS, CAMERA…ACTION!

dyd 341 (2)Sin da subito Rrobe lascia il suo segno con uno dei suoi marchi di fabbrica. Le aperture delle sequenze con inquadrature pienamente cinematografiche sono suggestive grazie anche al tratto di Daniele Bigliardo, a mio avviso il migliore di questa prima parte del nuovo ciclo. L’artista salernitano ha sempre avuto un posto di riguardo tra i disegnatori di Dylan e con questa prova, piena di dettagli e curata minuziosamente, guadagna altre posizioni.  Il campo medio su Craven Road e la ravvicinata alla porta di Dylan mi hanno deliziato. Lo so, sono piccoli particolari che rendono la lettura decisamente più piacevole. Stesso discorso vale per i raccordi per immagini e per determinate inquadratura. Il campo/controcampo frontale di Dylan e Liz seduti nello studio dell’indagatore con quell’inquadratura mi fa gustare anche semplici sequenze che abbiamo visto miliardi di volte nelle storie dell’inquilino di Craven Road. Recchioni gioca con la gabbia bonelliana a suo favore destrutturandola e compattando la narrazione. Inserisce una scena auto conclusiva, suddivisa in una tavola su quattro strisce riuscendo a ricollegarsi con la causa che ha spinto Dylan nell’indagine, come per rammentare al lettore il punto di partenza, ossia smartphone che spingono ad uccidere!

In definitiva John Ghost è benvenuto nel mondo di Dylan Dog. Se proprio non vi basta vi anticipo che in Al servizio del caos vedremo Gordon Ramsey, Alan Moore, Skyfall (la casa di James Bond). Incuriositi abbastanza? No? Attenzione, sto per scuotere le braccia come un battito d’ali di farfalla, potrei provocare una catastrofe.


DYLAN DOG #338 – Mai più Ispettore Bloch
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C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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