Recensione: Dylan Dog #343 – Nel fumo della battaglia

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Gigi Simeoni (testo e disegni), Angelo Stano (Copertina)
Prima pubblicazione Marzo 2015
Prima edizione italiana Marzo 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 €

Perdere un figlio…basta questo a trasformarti in un non-morto.
(Dylan Dog #343 – Nel fumo della battaglia)

NEL FUMO DELLA BATTAGLIA

sm8=--Dall’angolino più buio della sua stanza mi guarda sbirciando attraverso la barriera di libri che ha creato tra se e il mondo esterno, mi scruta, cerca di capire se si può fidare di me. Non sono la sua mamma, e sono percepito come un intruso fuori dal suo schema fisso, fatto di gesti, parole e pensieri sempre uguali. Gli sorrido e volontariamente fingo di leggere un libro il cui tema è la vita dopo la morte. Un argomento decisamente inquietante per un bambino di dieci anni. Eppure ho colto nel segno, goffamente si avvicina a me, scruta tra le pagine e alla fine mi rivolge la parola. “Ho visto un film, un uomo è morto. Ma la mamma ha detto che non è morto per davvero. Tu cosa dici?” Mi piacerebbe rispondergli che nessuno conosce il mondo che ci attende dopo l’ultimo respiro, invece ho la consapevolezza che il piccolo Joy pochi mesi dopo sarebbe diventato parte di quel mondo di piccoli angeli prematuramente scomparsi.

Joy è, anzi era, affetto dalla sindrome di Asperger, e prima di morire chiunque avesse tentato un approccio comunicativo con lui, avrebbe trovato un muro invalicabile da cui era possibile sbirciare solo attraverso delle crepe. Joy, era un ragazzino Borderline al limite dell’autismo, con tutta una serie d’implicazioni che rendono difficili la creazione di rapporti interpersonali.  Probabilmente siete confusi e non capite cosa centrino tutti questi elementi che sembrano appartenere alla criminologa Julia Kendall e non all’indagatore dell’incubo. Invece è proprio Dylan Dog ad indagare, non sulla morte del piccolo Joy bensì sul suo ritorno. No, non è uno zombie. È uno spirito che è ancora legato alla vita terrena, precisamente a sua madre Susy, disperata e senza forze in seguito alla sua perdita. Joy non ha raggiunto la pace dopo la morte, si è ritrovato in un mondo costellato di essere maligni e angeli pronti a combattere per difendere un’anima innocente.

Nel fumo della battaglia, nonostante il titolo riecheggi una tipologia di storia che prevede l’azione, è un albo estremamente delicato e toccante, una vicenda prevalentemente statica mossa dalle emozioni che si svolge quasi interamente a casa di Dylan. Scritto e disegnato da Gigi Simeoni, sfiora alcune corde emotive tra le più care al lettore dylaniato, l’empatia vince su tutte. Sin dalle prime pagine siamo letteralmente partecipi del dolore di Susy, totalmente estraniata dalla realtà resta in contatto con i suoi cari e gli amici attraverso la rete, uno schermo asettico che permette di dissimulare alcuni dolori difficilmente spiegabili. Resta in contatto con questo mondo, e anche con l’aldilà. Joy contatta attraverso un profilo Facebook sua madre e chiede aiuto. Dylan Dog è la risposta.

IL NUOVO CHE AVANZA

UpkPfA5XLjjpvydVMX9oN9CLk9XIgX5UiVfmkXTWD3w=--Siamo di fronte ad una storia molto particolare. Sarebbe fin troppo semplice etichettarla come una storia bella, o brutta. È una vicenda propria dell’indagatore dell’incubo filtrata dallo stile narrativo di Gigi Simeoni, un autore abituato a scandagliare l’animo umano (Gli occhi e il buio, Stria, Amore nero) e capace di passare allo spazio aperto (Hammer, Nathan Never) con una facilità disarmante. Il Dylan di Simeoni è del tutto nuovo, sia graficamente sia narrativamente. L’introduzione del nuovo ispettore Carpenter è stata narrata pochi mesi fa dall’autore bresciano; guidato da Roberto Recchioni aveva precisi elementi da seguire ed introdurre. Ciò per dire che Nel fumo della battaglia, è la sua prima vera e propria storia di Dylan Dog. Ed è, ripeto, particolare. E mi piace! Già in Anarchia del Regno Unito era stata evidenziata l’importanza del sottotesto cui l’autore riserva uno spazio importante nelle sue opere. In questo caso è evidenziato da tanti piccoli particolari inseriti come elementi di sfondo ma che danno forza alla storia: uno su tutti è il rapporto madre/figlio tra Joy e Susy.

Raccontare di un bambino morto, suicidato, affetto da una sindrome, e tutte le relative conseguenze non è semplice. Ecco, lo sento, avete tirato un sospiro, proprio come ho fatto io quando ho letto la trama. Per dirla con parole molto semplici: Mecojoni! Affrontare un argomento così delicato genera due possibilità: se sei bravo dovrai dimostrarlo e giocarti tutte le carte, oppure non ti cimenti in un’opera cosi complessa. Simeoni riesce, e bene. Le prime pagine in cui c’è un’alternanza tra il flashback della morte del piccolo Joy e il dolore di sua madre Susy sono il modo più diretto per far entrare il lettore nella storia. Bellissimo il parallelismo tra lo schianto di Joy al suolo (Cristo, quant’è difficile pensare ad un bambino che muore in questo modo!)  e Susy che chiude nervosamente il suo laptop per non affrontare i fantasmi dell’aldilà. Della serie, non è importante cosa racconta, ma come!

IL GRANDE GROUCHO!

5uUy0LtE+rMLUiLzkIM=--L’evoluzione di Dylan nel corso della fase due è quasi compiuta del tutto, e l’utilizzo di Irma, l’intelligenza artificiale dello smartphone usato da Groucho, risulta già un rituale consolidato. Attenzione! È ancora presto per stabilire in che modo verrà utilizzata Irma all’interno della serie, per adesso, la sua temuta funzione di Deus ex machina è scongiurata. Soprattutto, sembra che non andrà a sostituire quel meccanismo che era diventato consuetudine di Bloch che aiutava Dylan a risolvere i casi facilitandone le indagini. Soprattutto il rapporto Irma/Groucho è davvero interessante per una crescita dell’assistente dell’indagatore. Dopo una lunga deriva durata anni, Groucho torno ad avere una centralità preponderante e anche le sue battute sono piazzata sapientemente, non come una scheggia impazzita che lo collocava al limite dello psicolabile.

Dylan torna ad indagare: lo fa seriamente. Sin dall’inizio della vicenda, scardinando tutte le ipotesi razionali della storia del piccolo Joy, eppure il suo quinto senso e mezzo non sbaglia. Mai. Il paranormale è riportato al centro della testata dell’indagatore dell’incubo. Basta con finti mostri, o pseudo tali: Nel fumo nella battaglia, apre letteralmente le porte del paradiso per uno scontro all’ultimo angelo. L’ambientazione del limbo(?) in cui si trova il piccolo Joy è tra le più suggestive del nuovo corso (e degli ultimi anni). Simeoni riesce a modellare oggetti e ambienti che resteranno nella memoria del lettore anche dopo aver terminato la lettura dell’albo. Riesce a giocare con l’associazione visiva della vita e del rapporto del piccolo Joy con sua madre Susy e traslarle nell’aldilà.

Buona prova non solo come sceneggiatore per Simeoni (nonostante Dylan salti il classico passaggio del LEI al TU con la cliente!) ma anche come disegnatore che in alcuni passaggi ricorda Casertano con un tratto più pulito. Cartellino rosso per il suo Dylan! Troppo fanciullesco, completamente privo della malinconia che trapela dagli occhi di firme storiche della testata (Stano e Freghieri su tutti). Non perdiamoci nel fumo della battaglia, e leggiamo una nuova buona storia dell’indagatore con una delle copertine più innovative di sempre, plauso al maestro Stano, sempre pronto a sperimentare. Uaaaaargggh!Lo so, ve lo state chiedendo, non è il campanello. È la suoneria di Irma. Doppio Uaaaaargggh! See Ya!


DYLAN DOG – Fumetto
Dylan Dog. L’alba dei morti viventi
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Tutti gli incubi di Dylan Dog

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

Potrebbero interessarti anche...

1 Risposta

  1. 4 aprile 2015

    […] Ha disegnato il primo episodio di Dylan Dog con L’alba dei morti viventi. Alcune delle sue tavole raffigurano in primissimo piano gli occhi di John Ghost nell’episodio Al servizio del caos. La fase due della testata bonelliana non ha lasciato immune nemmeno le sue copertine, spaziando dai vivaci colori pastello fino alla copertina nero antrace di Nel fumo della battaglia. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.