Recensione: Dylan Dog #346 – …E cenere tornerai

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (testi), Raul e Gianluca Cestaro (disegni), Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Giugno 2015
Prima edizione italiana Giugno 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 €

I nostri amici hanno dei progetti per te, a partire da questa bella camera chiusa. Vogliono che resti qui, che resti quello che sei diventato. 

…E CENERE TORNERAI

UpkPfA5XLjhyFPbzF3TD722Czr0g44bCm81gQa2Z3ws=--Prendo spunto dal singolo radiofonico dei Muse che riecheggia di stazione in stazione, Dead inside, per racchiudere in una definizione le intenzioni di …E cenere tornerai, il numero in edicola in questi giorni di Dylan Dog. Morto dentro. Il deserto narrativo. Un personaggio svuotato della sua identità. E il suo contrario. La testata numero due della Sergio Bonelli Editore torna, finalmente, dopo anni, ad avere qualcosa da dire. Non ho niente da dire, è l’incipit della storia. Dylan è depresso, lontano con la mente, spettro di se stesso e manipolato da sterili interpretazioni.

L’inquilino di Craven Road 7 deve affrontare l’ennesimo sconvolgimento all’interno del suo mondo. Dopo il pensionamento di Bloch, l’arrivo del nuovo ispettore Carpenter e del nuovo nemico ipertecnologico John Ghost, siamo giunti all’epilogo dei cambiamenti. Dylan deve perdere il luogo in cui ha trascorso la sua intera esistenza, editoriale e non, la sua casa. Addio campanello urlante, addio corridoio di mostri, addio Rocky Horror Picture Show. Addio Dylan Dog. Si, parliamo proprio di questo. Di un addio.

Senza tanti giri di parole, arrivo dritto al punto. L’intera vicenda orchestrata da Paola Barbato e disegnata dal duo di fratelli napoletani Raul e Gianluca Cestaro, è una grande, gigantesca, enorme metafora sulla salute editoriale dell’indagatore dell’incubo. Il tema era stato affrontato proprio dal curatore di testata, Roberto Recchioni, nella sua storia Spazio Profondo, che apriva la Fase due del rinnovamento.

…E cenere tornerai esplora il passo successivo al cambiamento. Caro Dylan, il tuo giro sulle montagne russe è compiuto. Sei pronto a dire definitivamente addio a ciò che sei stato e accettare la tua nuova identità, uguale ma allo stesso tempo mutata, con il mutare dei comprimari e delle situazioni che ti circondano? Sì. Con tanta sofferenza, Dylan riesce ad accettare il nuovo stato delle cose, e statene certi che Wim Wenders non centra niente. L’oneroso compito è toccato a Recchioni, Barbato, Medda e Simeoni, i quattro autori che si sono avvicendati in quest’inizio della fase due. Inutile dirlo: Paola Barbato ha abituato benissimo i lettori nel corso degli anni con la sua dose di malinconia, ansia e dolore fisico, e ancora una volta non delude.

PERDITA E ACCETTAZIONE

UpkPfA5XLjjexkjyecufGmPzJ934Ege+lA+JrCr0e14=--Avete presente quando avete perso qualcuno di caro e fingete di andare avanti per la vostra strada e a un certo punto devi necessariamente crollare? È esattamente ciò che succede a Dylan. Dopo i cambiamenti dei primi mesi ha affrontato un paio di avventure regolari secondo il nuovo assetto (Il sapore dell’acqua e Gli Spiriti custodi – con Mignacco, autore storico della testata). Poi si è fermato, e, magari mentre ascoltava un’usurata battuta di Groucho, è crollato. Ha assorbito tutte le consapevolezze che vengono definitivamente accettate a pagina 88 di ..E cenere tornerai. 

Dylan contro Dylan. Il pre e il post Spazio Profondo, uno di fronte all’altro. Discutono esattamente della nuova vita editoriale dell’indagatore dell’incubo: ho fatto la mia scelta, non reagirò dice Dylan, e con una sequenza di battute secche e ben mirate si arriva al compimento dell’arco narrativo. Dylan è pronto. A vivere il suo nuovo ciclo di storie. Ad andare avanti. A non guardarsi indietro. A risvegliarsi dal torpore.

Dopo aver raccontato la mia opinione sull’albo passiamo a scandagliarlo pagina dopo pagina: Copertina in primis. Nessun ha notato che l’uomo che offre la monetina a Dylan non è null’altro che John Ghost? Vestito di tutto punto, l’abito fa il monaco e svela anche il finale(?) Ricordate il fiume di parole delle prime opere della Barbato? Nel corso del tempo come un fiume che incontra la sua secca, allo stesso modo Paola ha affinato la sua scrittura per immagini, asciugando sempre di più il testo. Un’apertura muta che catapulta il lettore all’interno della storia: Dylan deve lasciare la casa, e ad annunciarlo non è la Marcuzzi ma un ufficiale giudiziario. E non c’è bisogno di una singola parola per fare arrivare la notizia, chiara e tonda, al lettore.

Craven Road 7: unica grande metafora della serie. Tutto il mondo di Dylan è racchiuso tra quelle pareti che in poche pagine, che scandiscono i cinque giorni che separano Dylan dalla data del sequestro, viene distrutta. La mia vita brucia, dice Dylan. Andare avanti. Dimenticare il passato. Dimenticare le facce dei propri stessi amici. Accusarli di essere parte del complotto. Come se tutti coloro che sono impegnati nello svecchiamento dell’indagatore dell’incubo volessero il suo male. Dylan non può prendersela con gli autori, come spesso capita da parte dei lettori, e accusa Groucho. Al termine dell’albo non spetta a noi stabilire se il buffo assistente sia realmente implicato nell’espediente dello sfratto, e nemmeno è importante ai fini di questa storia. È la molla per la fase tre, non ne ho certezza – è un’intuizione, ma conoscendo lo spirito narrativo di Recchioni tenderà a spingere l’asticella sempre più in alto.

Era di questo che aveva bisogno Dylan Dog? Sì, …E cenere tornerai è un perfetto albo che rispecchia le origini del personaggio. Oggi, quasi un anno dopo l’inizio della fase due è nettamente chiaro l’idea di Downgrade di cui si è parlato a lungo. All’interno della storia torna l’angoscia, la voglia di girare pagina e vedere cosa accade. Risulta difficile da spiegare, ma in poco meno di cento pagine Dylan è catapultato in un infinita serie di situazioni come capitava nelle storie sclaviane di vecchia memoria.

IO CITO, TU CITI, EGLI CITA.

SzMIwkyyLPzc=--Il citazionismo meriterebbe una parentesi tutta sua: partendo da Mork, storico personaggio interpretato da Robin Williams, passando per Jabba, fino ad arrivare a ben quattro personaggi di una serie amatissima dalla sceneggiatrice bresciana, The Walking Dead – Michionne, Tyreese, Hershel e Rick. Elementi che anche se non individuati non vanno minimamente ad inficiare la lettura della storia.

Piccoli appunti sparsi: Dylan in una corsa folle per le strade di Londra riconosce di non essere mai vissuto in una reale città, ma un fittizio mondo limitato da elementi spesso non esistenti. Come accennato in passato, in Al servizio del Caos, la capitale dell’ Inghilterra ritrova una modernità necessaria per la narrazione delle storie. La sequenza onirica del circo dell’autunno, esattamente quello presentato da Fabio Celoni ne I Raminghi dell’autunno, propone una perla in una vignetta a pag 43, un giocoliere chiede degli spiccioli a Dylan, facendo roteare I-pod, smartphone e altri oggetti tecnologici all’ultimo grido. Simbolo di un mondo che spesso si priva di beni di prima necessità pur di avere il cellulare alla moda per fotografare una finta vita, da propinare sui social network.

I disegni dei fratelli Cestaro fanno la parte del leone: cupi, espressivi, dannatamente reali. L’intera storia presenta pochissimi campi lunghi, rendendo i personaggi centrali per la maggior parte delle tavole. Tutta la narrazione per immagini è schiacciata sugli stati d’animo di Dylan e dei vari personaggi che si avvicendano. L’apice del lavoro dei due disegnatori napoletani si raggiunge nella parte finale dell’albo, come avevo detto, Dylan contro Dylan. L’effetto della pioggia e le ombre che predominano sul volto di Dylan spingono definitivamente il lettore nel buco nero in cui è precipitato l’indagatore dell’incubo. Nel loro tratto si legge tutto l’amore per quella prima scuola di autori che si avvicendavano sulle pagine dell’indagatore. Casertano, su tutti.

…E cenere tornerai, recita il titolo dell’albo. Ma Dylan è rinato e prima che torni a essere cenere passeranno molti, moltissimi anni.


DYLAN DOG
Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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1 Risposta

  1. 16 dicembre 2016

    […] dell’incubo ha vissuto un anno intenso di storie (partendo da Spazio Profondo fino a …E cenere tornerai) che hanno definito il setting narrativo del nuovo corso. Da curatore qual è stato il cambiamento […]

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