Recensione: Dylan Dog #354 – Miseria e crudeltà

Dylan Dog 354

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Gigi Simeoni (testi), Emiliano Tanzillo (disegni), Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Febbraio 2016
Prima edizione italiana Febbraio 2016
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100
Prezzo 3,20 €

…E siamo tutti dell’idea che, fantasma o no, chi uccide i senzatetto abbia un piano preciso…

MISERIA E CRUDELTÀ

1451473272827.jpg--miseria_e_crudelta___dylan_dog_354_coverCorreva l’anno 1986 e in edicola giungeva il secondo numero di questo strano investigatore dell’occulto. Una donna riversa a terra e una misteriosa sagoma nell’ombra pronta a colpire questo detective dell’incubo è l’immagine fissa nella memoria storica di ogni lettore. Sto parlando della copertina di Jack lo squartatore, il primo caso giallo di Dylan Dog. Sì, perché analizzando quella lontana storia, di elementi paranormali non c’era neanche l’ombra. Qual è la connessione con Miseria e crudeltà – quasi trent’anni dopo? Oltre la copertina, come sempre a opera di Angelo Stano, che a molti ha ricordato quell’episodio degli albori dell’indagatore dell’incubo, è la totale assenza del paranormale.

Dylan, ormai è abituato a doversi scontrare con mostri più reali di quelli che raccontano i telegiornali, e proprio per questo fanno ancora più paura di uno spettro. Certo, nella storia si parla del Fantasma dei vicoli, ma ciò che spaventa è la morte che segue la sua comparsa. La storia parte da un incipit già noto; se dico Feste di sangue o La prigione di carta vi solletica il quinto senso e mezzo? Esatto! I protagonisti sono proprio loro, i derelitti della società, la voce muta dell’umanità, l’invisibile macigno di chi crede che il mondo sia perfetto. Qualcuno sta uccidendo i senzatetto, e vecchie conoscenze di Dylan si avvalgono della sua consulenza.

LEI: DETECTIVE, MUSULMANA.

1451473422464.jpg--Procediamo per gradi. Miseria e crudeltà (qualcuno ha già fatto un parallelo con l’opera di Totò per il titolo? Sì, quindi andiamo oltre), è la quarta storia (dopo Anarchia nel Regno Unito, Nel fumo della battaglia e Il sapore dell’acqua) di Gigi Simeoni nel nuovo corso di Dylan Dog, eppure è quanto di più classico ci si possa immaginare. Il tempo delle rivoluzioni narrative legate ai personaggi, sono – per il momento – archiviate ed è giunta l’ora di far muovere questi nuovi personaggi nella Londra ideata da Sclavi. Lei è una detective, una musulmana o una terrorista, a seconda di quanto odio o intelligenza circola nel cervello di chi pronuncia l’esclamazione. Lei è l’unico anello di congiunzione rimasto tra Dylan e Scotland Yard. Lei è una donna che ha già stregato Dylan e tutti quei lettori che vogliono risvolti sentimentali. Who’s that girl? Rania. La spalla destra del simpaticissimo ispettore Carpenter, che, in questa storia, è lontano dal Regno Unito.

Rania è un personaggio strano. Eppure nelle sue azioni è delineato tutto il suo carattere e tutto l’interesse e la credibilità che attribuisce al lavoro di Dylan. Scoprire, episodio dopo episodio, una certa affinità con il nostro Dylan è davvero piacevole. Da lettore ne sono felice, da recensore un po’ meno; dov’è l’integrità professionale ed etica? Rania procede nelle indagini a tentoni e gli unici progressi derivano da ciò che scopre Dylan. Male, molto male.

SIMEONI & TANZILLO

1451473426450.jpg--La storia dal punto di vista dello sviluppo narrativo è suddivisa in due parti nette. La prima metà, ha un ritmo che è perfetto: le inquietantissime uccisioni dei senzatetto si alternano all’entrata in scena di Rania e dell’assunzione di Dylan da parte di altri vagabondi. Si ha un primo sviluppo nell’indagine (utilizzando Irma – il cellulare, per fare ricerche) e poi c’è uno stacco così netto che quasi stona con tutta la fluidità orchestrata da Simeoni e realizzata splendidamente da Emiliano Tanzillo al suo debutto sulla serie.

La parte investigativa risulta decisamente sciatta, e poco dettagliata. Alt! Noiose indagini da detective di quartiere ordinario è quello che vogliamo su Dylan Dog? Assolutamente no. Hanno decisamente più rilevanza gli scontri che affrontano Dylan e Mister O.H Cuorg (chi sarà mai?) con il mondo degli invisibili dove anche un foglio di carta ha un valore inestimabile. Figuriamoci le scarpe di Dylan.

Alcuni passaggi restano oscuri, come l’implicazione di Synner, del quale non si scopre fino in fondo quando  sia a conoscenza dell’intera vicenda. Probabilmente dopo che Miseria e Crudeltà è comparsa da dieci giorni in edicola, potrei fare qualche piccolo spoiler, ma mantengo la mia etica di non rovinare tutti i passaggi.

Una sola ultima piccola nota che meriterebbe una recensione a parte: i disegni di Tanzillo. Nel corso della storia si alternano così tante atmosfere ricreate dal suo tratto – a volte decisamente scuro come la pece, a volte chiaro in cui si carpiscono anche i più piccoli dettagli – che intere sequenze si trasformano in girandole di sensazioni. Infatti, a mio modesto parere, la bravura del disegnatore, alla sua prima prova dylaniata, è la capacità di ricreare una mimica facciale estremamente espressiva del momento o della frase che il personaggio sta pronunciando.

La storia è promossa a pieni voti? Si e no. Il motivo è semplice; un po’ di miseria, un po’ di crudeltà, un po’ più di cuore. Quando leggo storie che trattano temi “importanti”, voglio soffrire, voglio sentire il mal di vivere, voglio essere di fianco a Dylan e sentire tutte le sensazioni di chi è costretto a vivere per strada. Un indagine superficiale va bene, ma un introspezione emotiva è richiesta.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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