Recensione: Dylan Dog #355 – L’uomo dei tuoi sogni

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (testi), Paolo Martinello (disegni) e Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Marzo 2016
Prima edizione italiana Marzo 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 euro

Un misterioso personaggio ritorna regolarmente nei sogni di Sandy, la ragazza di Dylan, facendosi, a ogni ricomparsa, sempre più incombente e minaccioso… E, col passare dei giorni, l’Indagatore dell’Incubo scopre che si tratta di un sogno condiviso da molte persone che finiscono, pian piano, per scivolare sull’orlo della pazzia… Per riuscire a debellare la minaccia, Dylan deve trovare il modo di venire a conoscenza e capire le motivazioni dell’onirica figura… Ma il prezzo da pagare sarà salato.

L’UOMO DEI TUOI SOGNI

coverddog355OKL’uomo dei tuoi sogni è l’incubo in persona; sfido chiunque a leggere l’ultima fatica di Paola Barbato su Dylan Dog ascoltando Sweet Dreams degli Eurythmics nella versione di Marilyn Manson e non aver paura. Leggere raggomitolati sul divano con una piccola luce e il freddo della notte non è consigliabile. Quel “brilla nel buio” della copertina, che rende il DYD355 un numero da collezione, può rappresentare una via di fuga luminosa dalla morsa del signore che s’insedia nella fase R.e.m. e destabilizza i dormienti. Per darvi un metro di paragone dell’inquietudine del personaggio creato dalla torbida mente della Barbato, vi consiglio un mash-up che s’imprimerà nei vostri occhi e non riuscirete più a scacciarlo via: prendete lo squartatore di Last Action HeroVigo il Flagello di Carpazia di Ghostbusters II mescolateli insieme, rendetelo un personaggio di un fumetto, e l’incubo è servito!

Premessa che va fatta: la storia è molto, molto buona. Quando alcuni mesi fa, durante il Crime City Comics, vidi le prime tavole in mostra in anteprima ebbi la sensazione che – a compimento – avrei letto una delle storie più disturbanti della nuova era dylaniata. Partendo dalla tavola di apertura con Sandy, la cliente/fidanzata di Dylan seduta su una sedia di plastica (per intenderci da bar di paese di serie zeta), fino ad arrivare alle asettiche atmosfere del sogno/incubo in cui precipita la ragazza (e non solo), tutto ha il fattore horror. Nel nuovo percorso intrapreso da Paola Barbato, L’uomo dei tuoi sogni arriva ad un punto strano che rompe una sequenza di storie in cui avevamo scoperto un humor e elementi comedy raramente presenti nei primi quindici anni d’attività della sceneggiatrice bresciana. Se, da lettori, non avete amato quelle storie (Mai più Ispettore Bloch, La morta non dimentica )– che sono rappresentative del nuovo Dylan Dog e si avvicinano alle ultime prove di Sclavi sul suo personaggio – amerete quest’avventura che si svolge tra Londra e Wickedford.

IL NERO DELL’ANIMA DI PAOLA BARBATO

TAV_1L’uomo dei sogni perseguita Sandy, e gli altri che lo ritrovano nei loro incubi, spingendola a diventare un essere catatonico che lotta ogni secondo contro la voglia di dormire. Soltanto quando è vigile e sveglia riesce a tenerlo lontano – ogni riferimento al famigerato Freddy Krueger non è casuale, ma il personaggio creato da Paola Barbato, differentemente dalla icona horror degli anni ’80, non cerca vendetta. Il suo ruolo non è così semplice come potrebbe sembrare, non è un macchiettoso stereotipo del cattivo che fa paura: è molto di più.

E se coloro che sognano dovessero ricevere qualcosa in “dono” dall’inquietante figura? Tutto muterebbe. Basta cambiare prospettiva per cambiare il senso della storia, che, per oltre metà del suo svolgimento, sembra incanalare il lettore verso una direzione e poi ribaltarla. Dimostrazione che le storie barbatiane non sono mai scontate. Mai! In una lunga sequenza in cui sono mostrati anche le paure più recondite dell’indagatore sbattiamo la faccia e gli occhi contro alcune delle atrocità più impensabili che potrebbe commettere l’essere (in)umano.

Il ritmo narrativo è un’altra positività de L’uomo dei tuoi sogni. La scena iniziale è perfettamente suddivisa in tre sequenze concatenate l’una all’altra. Sandy torna alla realtà dal sogno attraverso la trasfigurazione del volto del “mostro” in Dylan, il quale la scuote per destarla dal sonno, e infine c’è un cambio di location (dalla camera da letto alla cucina) senza interruzione. In questo modo la sequenza non risulta fissa – e soprattutto lunga – e fornisce da subito un ritmo dinamico, basato anche su scambi di battute molto veloci (comprese approcci amorosi da Casanova da parte di Dylan).

Oltre al ritmo, ci sono i livelli di lettura. Nella sequenza ambientata a Wickedford, a casa della Dottoressa Billingham, amica di Bloch, si sovrappongono due azioni su due differenti livelli; mentre Dylan racconta alla Billingham la vicenda di Sandy, l’ex ispettore (che fatica ad accettare il suo nuovo status) è alle prese con altre sue nuove compaesane che lo rimpinzano di dolci e dolcetti. In questo modo, e con pochissimi gesti e parole, la Barbato ha rimarcato la nuova condizione e la convivialità del paesino in cui si è ritirato l’austero Sherlock H. Bloch!

Uno dei personaggi secondari della vicenda, la dottoressa Billingham è il più interessante sia per caratterizzazione sia per la sua finalità. Per evitare spoiler lascerò soltanto un piccolo spunto; il suo carattere determinato e lontano dall’empatia è l’emblema verso cui sono diretti i personaggi che sognano l’incubo ricorrente.

Il corpo centrale della vicenda è suddiviso in due parte ben definite che sono separate da una serie didascalie che forniscono lo scorrere del tempo permettendo al lettore scoprire in che modo Dylan, Sandy e gli altri personaggi gestiscono il sonno. Infine, come era capitato in ...E cenere tornerai c’è un affronto Dylan contro Dylan e una previsione che sembra realtà per storie future o ancora da scrivere. E’ dannatamente difficile non raccontare particolari, quindi, dopo aver letto la storia, tornate sulle mie parole e confermate o confutate questa ipotesi.

MARTINELLO E L’INCUBO, COMBINAZIONE PERFETTA

TAV_2E poi c’è lui. Paolo Martinello è un maestro che, personalmente, vorrei rivedere molto più spesso dalle parti di Craven Road 7. Nella mia memoria sono ancora impresse le fantastiche copertine di Valter Buio e le splendide tavole di Addio Groucho realizzate da un disegnatore che non ha bisogno di presentazioni. Martinello fa trasudare le tavole di sensazioni angoscianti, e – guarda caso – le storie che ha realizzato finora sono sempre state pregne di dolore, sofferenza e un’inquietudine dell’anima che è perfettamente leggibile dagli occhi dei personaggi che imprime su carta.

La sua naturale predisposizione per la cura dei dettagli lo rende perfetto sia per grandi panoramiche in cui anche la più piccola nuvola ha consistenza reale, sia per i primi piani e gli ambienti chiusi. La storia, inoltre, è costellata di semisplash page che sono intense a tal punto da rallentare la lettura. Perdersi e lasciar libero lo sguardo di indagare queste maxivignette è un piacere che non è così comune. Lo dico: il suo Dylan è quello che attualmente preferisco di più. Malinconico, riflessivo, angosciato e allo stesso tempo ha uno sguardo pieno d’amore. Più Martinello per tutti. E anche ascoltando le inquietanti note di Marilyn Manson e la sua Sweet Dreams potremo gioire per una piccola perla fumettistica come L’uomo dei tuoi sogni.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione



LA NOSTRA PAGELLA: 8.2/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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3 Risposte

  1. antonio ha detto:

    Concordo sul giudizio positivo. La storia è – finalmente – decorosa. Trama semplice e solida come non se ne vedeva da anni, ritmo piacevole, finale classico. Disegni interessanti (bel tratto che personalmente ritengo possa solo migliorare e toccare vette d’altri tempi. Interessanti le scelte estetiche e la resa dei personaggi. La sensazione generale è quella di un sano e onesto impegno. Ho gradito anche le chine). Altra nota interessante è stata il ritorno di un DyD protagonista credibile e non mero osservatore dei fatti… Unica osservazione, nella più ampia prospettiva seriale è lo sviluppo insufficiente del tema dello scheletro nell’armadio del protagonista: calcare un pochino la mano su una rivelazione inattesa che turba Dylan portando al finale previsto avrebbe giovato anche alle pubblicazioni future (purtroppo il grande limite di DyD è sempre stato uno sviluppo incoerente della metastoria/vita del protagonista generato dal sistema eccessivamente “a tenuta stagna” delle storie). Opinione personale.

  2. fffff ha detto:

    sei un lecca culo del Recchioni, dai sempre 8 e 9. Ma le vendite vanno a ramengo perchè le storie fanno schifo.

    • Luigi Formola ha detto:

      Non mi risulta che la storia sia scritta da Recchioni. Se dai uno sguardo al mio percorso come recensore noterai che non ho mai elargito voti alti senza analizzare la storia e sviscerarne le positività o negatività. Negli ultimi mesi nessuna storia ha avuto più di 7. Infine, “L’uomo dei tuoi sogni” – onestamente – merita, t’invito a smentirmi dopo averla letta.

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