Recensione: Dylan Dog #358 – Il prezzo della carne

Dylan Dog #358

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Fabrizio Accatino (soggetto e sceneggiatura), Roberto Rinaldi (disegni) e Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Giugno 2016
Prima edizione italiana Giugno 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 98
Prezzo 3,20 euro

Com’è possibile che il corpo fosse così ben conservato? Saoirse è stata seppellita più di due anni fa.
-da Dylan Dog #358

A VOLTE RITORNANO!

covUn mare scuro in tempesta restituisce un corpo decapitato di ragazza ad un gruppo di pescatori, così si apre l’albo Il prezzo della carne, il numero 358 della collana mensile dedicata all’indagatore dell’incubo; non male davvero come antipasto. Su una cosa Dylan Dog non ha mai tradito (pur tra alti e bassi) i suoi numerosi lettori: nonostante le tematiche affrontate siano le più classiche del cinema horror, che siano fantasmi, vampiri oppure come in questo caso zombie, chi scrive riesce sempre a fornircene una visione molto originale e inedita. Nel nostro caso nonostante ci venga presentata una Buffalora 2.0, città in cui Francesco Dellamorte aveva il compito di “riaddormentare” i morti risvegliati, la piega che prenderà la storia sarà talmente surreale da risultare comica. Quest’albo penso che si avvicini molto a ciò che Tiziano Sclavi aveva auspicato per il futuro del suo personaggio.
Il fattore comico di questo fumetto non è conferito solo dalla componente surreale ma anche dal grandissimo spazio che avrà Groucho. L’assistente di Dylan si dimostra in grandissimo spolvero, regalando alcune perle che vi piegheranno per le risate. Non manca nemmeno l’ormai pensionato Bloch e un altro elemento caro al cavaliere tormentato di casa Bonelli: la musica. Troverete talmente tanti brani musicali citati che creandone una playlist potreste avere una degna colonna sonora per tutta la durata della lettura.

OGNI COSA AL SUO POSTO

tavL’ottima storia scritta da Accatino vanta disegni altrettanto ottimi? La risposta è sì. In un albo così classico nella sua modernità Roberto Rinaldi tratteggia un Dylan delle origini (esteticamente parlando) stupendo, le tavole sono talmente ricche di dettagli che vi serviranno più letture per apprezzare ogni tributo, per vedere ogni poster appeso al muro. Gli interni sono caratterizzati da una minuzia nel particolare sorprendente e vi assicuro che ci sono tavole che da sole valgono il prezzo di copertina: su tutte una tavola a pagina intera che lascia davvero senza fiato. Anche le scene all’aperto fanno il loro lavoro dannatamente bene: la pioggia raffigurata da Rinaldi è talmente fitta che a fine lettura la sentirete dentro le ossa.  Le espressioni facciali, favorite da un taglio estremamente cinematografico, convincono decisamente rapendovi gli occhi dalla prima all’ultima pagina.

tav2IL FUTURO A PORTATA DI MANO

Sulla falsa riga di quanto detto prima ritengo che questo albo sia un perfetto connubio tra vecchio e nuovo. Una storia dal sapore classico raccontata in maniera dinamica e interessantissima, disegnata con rispetto del personaggio senza scadere nella ripetitività, anzi arricchendolo.
consiglio questo albo a tutti, in particolare ai lettori di vecchia data che “Quando c’era Sclavi…“, se letto a mente serena questo albo potrebbe risultare davvero una sorpresa e una grande soddisfazione per tutti loro e magari, anche solo per un mese, andare tutti d’accordo.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.