Recensione: Dylan Dog #359 – Sul fondo

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Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Soggetto e Sceneggiatura: Matteo Casali Disegni: Marco Nizzoli Copertina: Angelo Stano
Prima pubblicazione Luglio 2016
Prima edizione italiana Luglio 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 98
Prezzo 3,20 euro

Alla porta di Craven Road 7 si presenta un ragazzo chiamato Holden che soffre di ipertimesia, un disturbo che costringe a ricordare tutti i dettagli autobiografici, anche quelli superflui. Holden decide di rivolgersi all’Indagatore dell’Incubo quando la sua mente inizia a ricordare altro, fatti criminosi non commessi da lui, risalenti a molto tempo prima…

SUL FONDO

Dylan Dog 359_cover

I ricordi sono la connessione diretta con il nostro passato. Sono momenti cristallizzati nella nostra memoria. Poco importa se essi siano positivi o negativi, la mente tende a plasmarli a nostro piacimento, trasformando un istante piacevole in uno degli eventi più importanti della nostra vita, o sovraccaricando di negatività un piccolo fallimento nel nostro percorso. Siamo noi a gestire i nostri ricordi, anche quando decidiamo cosa raccontare di noi alle altre persone, tendiamo a far tornare a galle sempre ciò che più ci aggrada. Immaginiamo di non poter far leva su questa scelta arbitraria e ad essere costretti a ricordare ogni singolo istante della nostra vita. Esatto, anche quel dettaglio insignificante come una canzone che hai ascoltato distrattamente in un negozio mentre facevi degli acquisti, o la risata di una sconosciuta sul vagone di una metropolitana, o la programmazione di una rete televisiva di un giorno qualsiasi del passato.

La nostra vita precipiterebbe in un incubo, esattamente come accade ad Holden, protagonista di Sul fondo, la storia mensile di Dylan Dog, scritta da Matteo Casali (al suo debutto sulla serie regolare) e disegnata da Marco Nizzoli. Holden è affetto da Ipertimesia, una condizione in cui l’individuo possiede una memoria autobiografica superiore, tale da permettere il ricordo di gran parte degli eventi vissuti nella propria vita. Lo spunto della storia, oltre che da alcuni casi reali (finora 21 persone nel mondo) è riconducibile al protagonista del racconto Funes, o della memoria di Jorge Luis Borges, contenuto nella raccolta Finzioni del 1944 o un Memento (al contrario) di Christopher Nolan.

HOLDEN, L’UOMO CHE NON DIMENTICA

Dylan Dog 359_01Holden si ritrova in una situazione ancor più grave rispetto al “semplice” ricordare ogni dettaglio della propria vita. Improvvisamente ricorda anche le dinamiche e i luoghi di omicidi che lui non ha mai commesso, e, con l’aiuto di Dylan vuole trovare sia i cadaveri sia stanare i veri assassini. La storia si apre nel bel mezzo dell’azione, mentre Dylan e Holden sono alla ricerca di uno dei corpi, poi la narrazione – soprattutto nella prima parte dell’albo – procede alternando il presente al passato. Ottima, quindi, la scelta narrativa del montaggio alternato iniziale  che rende la sceneggiatura decisamente più interessante rispetto alla canonica linearità di alcune storie dell’indagatore dell’incubo, il cui schema è noto a tutti i lettori. Allo stesso tempo, Casali scrive alcuni passaggi con stacchi netti (pag 5 e 6, pag 14 e 15), lasciando che alcune rivelazioni della storia siano espresse esclusivamente attraverso il disegno (esplicativa la prima vignetta di pag. 38); non palesare alcuni passaggi importanti della vicenda attraverso i dialoghi spinge a fare una cosa che è alla base della lettura: mettere in moto le idee! E Casali ci riesce, nonostante la storia non sia da una lettura e via, riesce a catturare l’attenzione del lettore. Non mancano alcune ingenuità – senza fare spoiler – come la scena d’azione (pag.18), in cui non c’è un crescendo e dopo una vignetta la situazione è già ristabilita. Soprattutto c’è una semplificazione (o una necessità narrativa) riguardante il passato di Dylan. Holden descrive una situazione che Dylan sente sua, come se fosse un suo ricordo; andando ad analizzare la genericità del racconto di Holden potrebbe essere attribuito ad una qualsiasi persona.

Nonostante tutto, Holden è un personaggio forte. Con i suoi atteggiamenti al limite della follia riesce ad arrivare al lettore; i suoi tormenti, la sua incapacità di vivere un presente, i suoi ricordi che si accavallano con quelli di altre persone, e la sua predisposizione a mutare il concetto di senso di colpa. Tutti abbiamo delle colpe tra i nostri ricordi, e Holden riesce a percepirle.

Attraverso i rimandi al passato (pochi giorni prima dello svolgimento dell’azione iniziale), riusciamo a ricostruire i comportamenti dei personaggi e soprattutto a rendere chiari i dialoghi che, per chi non avesse letto la sinossi della storia, sono decisamente il punto di forza per proseguire la lettura.

L’elemento ricorrente dell’intera vicenda è quello rappresentato anche in copertina, a mio parere efficace nella sua semplicità; l’inquadratura dal basso dal fondo di un barile, o un barattolo o un pozzo. La prima tavola della storia introduce da subito ciò che poi sarà il centro della vicenda. Chi sono quei due ragazzini che guardano sul fondo? La progressione dell’azione della stessa sequenza è ripresa in più punti, (pag. 28, 62-63, 90-91).

CASALI & NIZZOLI

Dylan Dog 359_02Raccontare alcuni dettagli della storia diventa quasi un campo minato che potrebbero rovinare il gusto della lettura. Quindi arrivo al fulcro della questione: promuovo a pieni voti il debutto di Matteo Casali?

Sì, per l’originalità della storia, per la capacità di creare una fitta rete di rimandi tra le varie parti dell’albo, per aver calato Dylan in una situazione old school, per aver orchestrato una storia in cui sono presenti tutti i personaggi del nuovo corso, e usato il nuovo status quo al meglio,

Un unico grande no (ma sono sicuro migliorerà nelle prossime storie), è la serietà di Dylan e delle sue battute che ricordano un recente passato non felice della vita editoriale dell’Indagatore. Dylan ha bisogno di essere ironico, anche quando la morte è proprio dietro di lui con il fiato sul collo.

A rendere interessante la lettura è anche l’apporto ai disegni di Marco Nizzoli, alla sua quarta prova sulla testata. La scena d’apertura, in un vecchio edificio abbandonato è da applausi. Nizzoli rende l’ambiente pieno di dettagli e si riesce a percepire lo sporco che circonda Dylan e Holden. Soprattutto sono bellissimi i primi pieni e i dettagli degli occhi di Dylan ripresi più volte nel corso della storia.

Ora, voi che potete, dimenticate tutto ciò che avete letto in questa recensione, e lasciatevi trasportare sul fondo da Holden e la sua folle, strana, malata storia.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 6.8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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