Recensione: Dylan Dog #360 – Remington House

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Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (testi), Sergio Gerasi (disegni) e Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Agosto 2016
Prima edizione italiana Agosto 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 98
Prezzo 3,20 euro

È un curioso lavoro, quello di Tara: fa la guida per turisti del macabro in una vecchia casa vittoriana alla periferia di Londra, Remington House, dove si è verificato un terribile fatto di sangue. Per non venire licenziata, la ragazza interpella Dylan sperando di ottenere qualche dettaglio in più riguardo al massacro, dato che l’Indagatore dell’Incubo, all’epoca in polizia, era capitato sulla scena del crimine, il giorno in cui era avvenuto.

REMINGTON HOUSE

ATTENZIONE, SEGUONO SPOILER!!! La miriade di programmi trasmessi da Real Time e affini, negli ultimi anni, ci ha insegnato una sacrosanta verità: anche gli omicidi sono uno spettacolo di orrore quotidiano con cui monetizzare. Non mi riferisco soltanto ai tanti format cloni come Chi diavolo ho sposato?, Amore criminale e Donne mortali, bensì agli innumerevoli show che portano lo spettatore all’interno di case infestate da spettri, ex-istituti per igiene mentale o cimiteri abbandonati. Immaginate poi quando si può andare oltre e visitare realmente quei luoghi in cui sono avvenuti crimini efferati e tragedie (Costa Concordia docet); si raggiunge l’apice della trasformazione in business della morte altrui. Ed è esattamente questo il punto di partenza di Remington House, la storia di Dylan Dog che anticipa il trentennale: una casa, in cui la famiglia Remington è stata sterminata, trasformata in uno dei luoghi di un tour dell’orrore.

L’argomento, che ha trovato fortuna nella seguitissima serie tv American Horror Story (Murder House e Hotel) ideata da Ryan Murphy e Brad Falchuk, approda anche tra le pagine dell’indagatore dell’incubo; una storia scritta da Paola Barbato e disegnata da Sergio Gerasi, che intreccia il passato da poliziotto di Dylan con la sua carriera da cacciatore di mostri. La serie ideata da Tiziano Sclavi, è piena di storie che ruotano intorno a case infestate, ma, per dirla con un titolo di una commedia americana anni 2000, questa non è another haunted house story. O meglio, non esclusivamente una storia di fantasmi.

LA MORTE IN 94 TAVOLE

Dylan Dog 360_01Partiamo con un’analisi dettagliata della sceneggiatura, tavola per tavola. La prima vignettona, che apre tav 1, mostra Remington House nella sua totalità, esattamente come trent’anni fa iniziava la primissima storia di Dylan Dog, L’alba dei morti viventi, mostrando la casa di Sybil Browning. Di seguito la camera si sposta all’interno della casa (tav 1; 4-5), in cui è rappresentata in primo piano di quinta un’ascia; riprendendo la regola narrativa di Checov, se vediamo in scena una pistola, quella pistola sparerà, segnatevelo: quell’ascia depennerà qualche testa. La sequenza procede (tav.2) e sono aggiunti elementi che permettono al lettore di capire il contesto dell’azione; Kevin (somigliante a Barry Bostwick di Rocky Horror Picture Show) collega di Tara, guida i visitatori, curiosi di dettagli sanguinolenti, all’interno di Remington House.

La dinamica degli omicidi, a opera di Isaiah Ramington, diventa il fulcro della storia, e Paola Barbato la mette in scena tre volte, in tre modalità diverse. Kevin, – mentre procede il tour all’interno della casa – spiega ai visitatori in che modo il figlio maggiore dei Remington ha sterminato la sua stessa famiglia (tav 3/4), poi gli omicidi sono rappresentati attraverso una sequenza ricordo (tav 16/17), e infine diventano l’azione stessa della parte centrale dell’albo. Vorrei raccontarvi in che modo avviene il collegamento tra il passato (l’uccisione dei Remington) e il presente (il tour degli orrori e il coinvolgimento di Dylan), ma sfocerei nello spoiler puro.

A tav 5, uno stacco temporale. Il tour è terminato, e l’autrice bresciana in poche battute riesce a porre l’accento sulla speculazione della morte, ripresa poi anche a tav 11/12; una fotografia della scena del crimine, venduta come souvenir alla fine della visita guidata, diventa un raccordo narrativo tra tav 5 (ultima vignetta) e tav 6 (prima vignetta) , e serve a introdurre Dylan. All’interno del suo studio, nella classica situazione, si trova a fronteggiare una cliente come Tara, che definisce succulenti i dettagli degli omicidi dei Remington. Groucho, nel suo ruolo di siparietto comico funziona; la battuta metatestuale (tav 8; 3) fa sorridere. E non sempre accade con le sue freddure.

Dylan decide di visitare la casa, e sull’uscio della porta ritroviamo un’inquadratura che ha caratterizzato una delle storie più importanti dell’universo dylaniato: La casa degli uomini perduti. Una soggettiva “distorta” dal punto di vista della casa, come se Remington house stessa guardasse attraverso lo spioncino l’arrivo di Dylan, sia all’epoca del massacro, quando era ancora un poliziotto (tav 9; 5-6) sia nella sua seconda visita (tav 9; 3-4).

Oltre alle due guide, Kevin e Tara, troviamo anche il signor Barnes (tav 10), il quale sarà vittima di un malore (tav 20) e porterà lo svolgimento dell’azione nel vivo; un escamotage narrativo simile a quello utilizzato dalla stessa Barbato nella storia L’uomo dei tuoi sogni, permetterà l’introduzione degli elementi paranormali all’interno della casa.

Procedendo velocemente arriviamo a tav 38 dove l’autrice cita una frase della Bibbia (Marco 5, 1-15), ripresa anche da Anonymous. (Qual è il tuo nome? Il mio nome è legione perché siamo molti.) L’idea è che gli spiriti dei defunti Remington non sono soli nella morte, ma tendono a unirsi, a mescolarsi, sono uno dentro l’altro; il concetto è ben espresso visivamente a tav 42; 1-2 e tav 62; 3-6. 

TRIPADVISOR DELL’INCUBO

Dylan Dog 360_02Utilizzando il metodo di valutazione tipico del booking alberghiero o da Tripadvisor, tiriamo le somme.

Consiglieresti Remington House? Sì, a tutti i lettori, sia della vecchia sia della nuova guardia.

Perché? Non solo è una storia di Dylan Dog ben scritta, ma da una trama semplice, quasi riassumibile in tre parole, Paola Barbato riesce a creare una storia con una struttura (la perfetta suddivisione in tre atti) e un ritmo che rendono piacevole la lettura. Nessun balloon mega didascalico ad appesantire la discesa verso la fine della storia, né particolari che non quadrano alla chiusura dell’albo.

Ti è piaciuta la copertina di Angelo Stano? Sì, sono un lettore che adora le citazioni in ogni sua salsa e forma, e l’omaggio a The house of the devil è stata cosa gradita.

Ti sono piaciuti i disegni? Splendidi, Sergio Gerasi si conferma l’autore che matura più rapidamente tra le fila degli ultimi arrivati a Craven Road 7. Il suo tratto personale si mescola in alcuni punti al Dylan di Brindisi e di Celoni. La cura per i dettagli non appesantisce la lettura e permette una maggior esplorazione della tavola senza procedere meccanicamente nella lettura della storia. Infine, le sequenze dei flashback in mezzatinta sono di una bellezza indescrivibile.

Pensi che Dylan abbia concluso al meglio i suoi primi trent’anni di vita con questa storia? Assolutamente sì. Ha ritrovato brio, personalità, e soprattutto idee. Dylan, anche se è spesso in compagnia da Madame Morte, è giovane dentro e fuori.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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1 Risposta

  1. 22 settembre 2016

    […] Il ciclo di proiezioni inizierà alle 18:30 con una successiva replica alle 21:00. L’ingresso al cinema, gratuito fino ad esaurimento posti, sarà consentito a tutti coloro che presenteranno una copia dell’albo Dylan Dog #360 – Reminghton House. […]

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