Recensione: Dylan Dog #361 – Mater Dolorosa

Dylan Dog #361 - Mater Dolorosa cover

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura), Gigi Cavenago (disegni e colori) e Angelo Stano (copertina)
Prima pubblicazione Settembre 2016
Prima edizione italiana Settembre 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 98 a colori
Prezzo 3,20 euro

Un sogno, dopo tanti anni, ancora ti fai spaventare dai brutti sogni…
-da Dylan Dog #361

CAMBIARE IDEA

Cover MaterNon nascondo che quando Roberto Recchioni annunciò che ci sarebbe stato un seguito di Mater Morbi non fui particolarmente contento. Il numero 280 della serie regolare di Dylan Dog è forse quello a cui sono più legato per vari motivi (più o meno personali), lo trovo praticamente perfetto; ciò mi ha portato ad essere scettico nei confronti di un sequel: com’è possibile costruire una storia con Mater Morbi DOPO Mater Morbi? E soprattutto, chi sul pianeta Terra può arrivare ai livelli di Massimo Carnevale? La risposta arrivò abbastanza presto: Cavenago si sarebbe occupato sia dei disegni che dei colori. Avevo apprezzato Cavenago su Orfani e con l’arrivo delle prime copertine della collana Old boy ogni  dubbio svanì.
A conti fatti Mater Dolorosa è il seguito effettivo di Mater Morbi? Sì ma c’è molto di più. Si tratta di qualcosa di molto più ampio respiro, non dimentichiamoci che questa storia è stata scelta per celebrare i primi 30 anni di vita di Dylan Dog. Si sarebbero potuti limitare a realizzare una storia piena zeppa di citazioni alle fasi salienti della vita di Dylan, un bell’albo gigione con disegni potenti e frasi ammiccanti ai fan di vecchia data. Roberto Recchioni ha avuto il coraggio di andare oltre, presentando una storia pericolosa. È come se l’autore avesse affondato le mani in profondità rivangando il terreno nelle sue fondamenta più profonde: questo oltre ad aver fatto riaffiorare dal profondo alcune figure a cui i lettori sono particolarmente legati (Xabaras e Morgana su tutti) ha reso il terreno incredibilmente fertile per ciò che sarà del nostro eroe non eroe.

DYLAN VIVE

TAV1MDDove in Mater Morbi l’autore aveva usato il personaggio di Dylan per veicolare una storia estremamente personale, in Mater Dolorosa la situazione si ribalta. Questa volta il dolore di Dylan è il dolore di tutti gli uomini e il rapporto a specchio tra Morgana e Mater Morbi rappresenta quella linea di confine che intercorre tra la protezione rassicurante di una madre e il dolore provocato dal vivere autonomamente.  Pur con tutto l’amore del mondo nessun siero potrà salvare gli uomini dalla malattia più grave del creato: il crescere. Quest’albo è estremamente riflessivo e complesso, ciò che veramente è apprezzabile è il fatto che amerete questo fumetto sia che vi siate persi nelle meditazioni malinconiche del protagonista, sia che abbiate passato una mezz’ora in compagnia di un caro vecchio amico. Dylan sembra uscire da questa storia più consapevole e maturo, Recchioni non è andato per il sottile con il personaggio di Sclavi, in questa storia l’ha messo a nudo senza farsi troppi problemi. Ciò che ne risulta è una storia che nella sua oniricità riesce ad essere concreta e viva come poche.

UN MUSEO D’ARTE

TAV2MDQuesto mese abbiamo la fortuna di trovare in edicola un museo d’arte più o meno tascabile. Potrà suonare iperbolico, ma chiunque si dovrà approcciare a Dylan Dog a livello grafico dovrà avere ben presente le tavole di questo albo. Gigi Cavenago ha fatto qualcosa che lascia ammirati: nonostante questa sia la sua prima prova con il personaggio (tolte le stupende copertine realizzate per l’Old Boy) raggiunge di diritto, a mio parere, l’olimpo dei disegnatori dell’indagatore dell’incubo fornendone una versione del personaggio estremamente moderna e al contempo fedele. Per quest’albo vale lo stesso discorso fatto per il Texone disegnato da Enrique Breccia: aprite una pagina del fumetto a caso e state pur certi che vi troverete davanti ad un’opera d’arte. Le tavole riescono ad esprimere sentimenti estremamente contrastanti e trasudano vita da ogni pennellata.
Tirando le somme: mi prendo la responsabilità di definire questo fumetto un capolavoro, per diversi motivi. È coraggioso, cambia per restare se stesso e soprattutto è vivo.
Se vi state ancora domandando se Dylan goda ancora di buona salute (Mater Morbi permettendo), in quest’albo troverete la risposta migliore che possiate aspettarvi. Davvero complimenti agli autori e tanti auguri Dylan Dog, cento di questi numeri!


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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3 Risposte

  1. legend scrive:

    vorrei leggerlo ma odio il recchioni, spero che lo mettano in rete, nessun mio amico legge dylan dog

  2. mario scrive:

    secondo me recchioni odia dylan dog ancora più della barbato

  3. mario scrive:

    per me recchioni odia Dylan ancora più di Paola Barbato, nel cuore degli uomini lo tortura fino a fargli dire che è un lurido puttaniere che non ha mai amato mai nessuno, nel giudizio dle corvo gli fa capire che è uno che lavora male e senza rispetto per gli altri…..

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